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Cuore del discernimento: porsi alla scuola di Gesù

La Chiesa riflette sui giovani nel XV sinodo dei Vescovi


Pur in un mondo lacerato da difficoltà e contraddizioni è possibile sperimentare un percorso di discernimento modellato su quello degli apostoli che hanno incontrato e seguito il Signore. Molto significative sono le espressioni che Papa Francesco rivolge ai giovani, esortandoli a rivolgersi al Signore nel loro cammino di crescita.

"Desidero anche ricordarvi le parole che Gesù disse un giorno ai discepoli che gli chiedevano: «Rabbì [.], dove dimori?». Egli rispose: «Venite e vedrete» (Gv 1,38-39). Anche a voi Gesù rivolge il suo sguardo e vi invita ad andare presso di lui. Carissimi giovani, avete incontrato questo sguardo? Avete udito questa voce? Avete sentito quest'impulso a mettervi in cammino? Sono sicuro che, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena. Ciò sarà possibile nella misura in cui, anche attraverso l'accompagnamento di guide esperte, saprete intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio sulla vostra vita. Pure quando il vostro cammino è segnato dalla precarietà e dalla caduta, Dio ricco di misericordia tende la sua mano per rialzarvi".1

Fare esperienza della presenza e dell'amore di Cristo è una risposta valida ed attuale per i giovani e per ogni uomo di buona volontà che desidera orientare la sua vita ponendosi nella linea della volontà divina. L'esperienza degli apostoli è ancora oggi di grande attualità.

Infatti,
"Grazie al coraggio di andare e vedere, i discepoli sperimenteranno l'amicizia fedele di Cristo e potranno vivere quotidianamente con Lui, farsi interrogare e ispirare dalle sue parole, farsi colpire e commuovere dai suoi gesti.Giovanni, in particolare, sarà chiamato a essere testimone della Passione e Resurrezione del suo Maestro. Nell'ultima cena (cfr. Gv 13,21-29), la sua intimità con Lui lo condurrà a reclinare il capo sul petto di Gesù e ad affidarsi alla Sua parola. Nel condurre Simon Pietro presso la casa del sommo sacerdote, affronterà la notte della prova e della solitudine (cfr. Gv 18,13-27). Presso la croce accoglierà il profondo dolore della Madre, cui viene affidato, assumendosi la responsabilità di prendersi cura di lei (cfr. Gv 19,25-27). Nel mattino di Pasqua egli condividerà con Pietro la corsa tumultuosa e piena di speranza verso il sepolcro vuoto (cfr. Gv 20,1-10). Infine, nel corso della straordinaria pesca presso il lago di Tiberiade (cfr. Gv 21,1-14), egli riconoscerà il Risorto e ne darà testimonianza alla comunità.Lafigura di Giovanni ci può aiutare a cogliere l'esperienza vocazionale come un processo progressivo di discernimento interiore e di maturazione della fede, che conduce a scoprire la gioia dell'amoree la vita in pienezza nel dono di sé e nella partecipazione all'annuncio della Buona Notizia"2.

La Bibbia offre moltissimi spunti di riflessione per orientare il proprio cammino di discernimento, grazie ai molti personaggi che organizzano la propria vita secondo quanto Dio fa loro comprendere. È necessario, però, avere un atteggiamento di ascolto costante per poter percepire la voce del Signore, tra le tante che attraversano la nostra esistenza, e di continua libertà interiore da ciò che può ostacolare il processo di comprensione. Il cuore dell'uomo e la sua coscienza sono i luoghi nei quali è possibile accogliere i divini inviti, così importanti per il proprio personale cammino.3

Infatti,
"La vita e la storia ci insegnano che per l'essere umano non è sempre facile riconoscere la forma concreta di quella gioia a cui Dio lo chiama e a cui il suo desiderio tende, tantomeno ora in un contesto di cambiamento e di incertezza diffusa. Altre volte la persona deve fare i conti con lo scoraggiamento o con la forza di altri attaccamenti, che la trattengono nella sua corsa verso la pienezza: è l'esperienza di tanti, ad esempio di quel giovane che aveva troppe ricchezze per essere libero di accogliere la chiamata di Gesù e per questo se ne andò triste anziché pieno di gioia (cfr. Mc 10,17-22). La libertà umana, pur avendo bisogno di essere sempre purificata e liberata, non perde tuttavia mai del tutto la radicale capacità di riconoscere il bene e di compierlo".4

L'atteggiamento di ascolto e di apertura è facilitato da un agire ascetico, che tende a liberare il campo da attaccamenti e bramosie che finiscono per interporsi tra il parlare di Dio e il cuore dell'uomo. Questi è chiamato a rendere questa comunicazione limpida e chiara per poter operare al meglio il proprio discernimento. Inoltre, è molto importante custodire il clima di raccoglimento, caratterizzato da una profonda intimità con il Signore che si percepisce vicino, colmo d'amore e tenerezza verso chi intende compiere la sua volontà. Questa percezione dona grande pace interiore e facilita molto il processo decisionale.5


1 Lettera del Santo Padre Francesco ai giovani in occasione della presentazione del Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, 13.01.2017.
2 SINODO DEI VESCOVI. XV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA, I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Instrumentum Laboris, Introduzione.
3 Cf. Ivi, II,1.
4 Ivi, II,1.
5 Cf. E. CITTERIO, La vita spirituale, i suoi segreti. Bologna 2005, 141; M.I. RUPNIK, Il cammino della vocazione cristiana. Di risurrezione in risurrezione, Roma 2014, 132-133.



SINODO GIOVANI presentazione Convegno di Bologna 2017

Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale"

Lettera del Santo Padre Francesco ai giovani in occasione della presentazione del Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (13 gennaio 2017)



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