Home / Padre Kolbe e i 6 cofondatori / I sei amici

 San Massimiliano 
 Maria Kolbe 
             I sei Amici 


Padre Antonio Maria Glowinski

Padre Antonio Maria Glowinski nacque a Galati (Romania) il 12 giugno 1892, vigilia della festa del Santo dei Miracoli, per cui al battesimo, che ricevette nella locale chiesa parrocchiale dei Frati Minori Conventuali, gli fu imposto il nome di Antonio.
Il padre, Callisto, di origine polacca, era un funzionario delle ferrovie dello Stato romeno; ufficio che lo costringeva ad assentarsi da casa, impegnando maggiormente la mamma, Antonietta Antonovici, di origine rumena, a curare la formazione cristiana di Antonio e della figlia Valeria.
Antonio era di indole mite, equilibrato, misurato nelle parole, impegnato nello studio.
Terminato il liceo, Antonio sentì, la chiamata alla vita consacrata nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, nella cui chiesa parrocchiale tutti i giorni partecipava alla S. Messa.
Fu inviato, nel settembre del 1911, ad Assisi per compiere l'anno di noviziato. Il 7 novembre 1912, sulla tomba del Serafico Padre emise la sua professione semplice.
Successivamente fu inviato a Montottone (Marche) per il corso filosofico e a Roma al Collegio Serafico per la Teologia dove, il 16 dicembre 1915, emise la professione solenne.
Il 10 agosto 1917, nella chiesa di S. Apollinare, fu ordinato sacerdote dal Card. Vicario Basilio Pompilj. L'indomani celebrò la sua prima Messa sulla tomba di San Pietro.
I superiori, constatata la sua profonda intelligenza, disposero che si preparasse per conseguire la laurea in Teologia, che ottenne il 6 settembre 1918.
Il 13 settembre, P. Glowinski partì per Assisi con l'incarico di prefetto degli studenti. Nell'antico convento dell'eremo delle Carceri sul monte Subasio, si trovavano migliaia di prigionieri della prima guerra mondiale, fra i quali vi erano un centinaio di romeni della Transilvania.
P. Antonio si recava spesso fra questi connazionali portando aiuto materiale e spirituale. Insieme a Padre Pal aveva fatto stampare un libretto di preghiere in lingua romena con brevi considerazioni sulle principali verità della fede, e che distribuì a tutti i prigionieri.
In quell’anno 1918 in tutta l'Europa imperversava la grande influenza pandemica, chiamata «spagnola», perché i primi casi si verificarono nella Spagna. P. Glowinski la contrasse in una visita ai prigionieri romeni.
La sera dell'11 ottobre 1918 fu costretto a letto. Dopo otto giorni di malattia, morì nella festa di S. Luca, 18 ottobre 1918, verso le ore 9 della sera; all’età di 26 anni.
Così, nell'esercizio del suo ministero sacerdotale, moriva il primo milite e il Cofondatore della M.I..
Così lo ricordava san Massimiliano: "Non dimenticherò mai la semplicità, la purezza dell’anima che trasparivano dal suo volto".


Fra Antonio Maria Mansi (Fra Antonio della Speranza)

Fra Antonio Maria Mansi nacque a Londra il 9 marzo 1896, da Maria Michela e da Bonaventura Mansi da Ravello (Salerno).
All'età di 13 anni, nella festa di Sant’Antonio, Antonio vestì l'abito dell'Ordine francescano dei Frati Minori Conventuali, nel convento di Ravello.
Fu inviato a Bagnoregio (Viterbo) per gli studi ginnasiali, e ad Assisi per il noviziato. Sulla tomba di San Francesco il 4 ottobre 1914 emise la professione semplice.
Terminato il noviziato Fr. Antonio fu inviato a Montottone (Marche) per il corso filosofico.
Per la teologia venne mandato a Roma nel Collegio Serafico, dove incontrò Fr. Massimiliano, di cui divenne amico.
Il 19 marzo 1918 Fra Antonio Mansi emise la Professione solenne nelle mani di S. Em. il Cardinale Boschi e ordinato sacerdote il 9 maggio 1918 nella Cappella del Collegio.
Come uomo di cultura, Fra Mansi parlava bene l'inglese, il francese, il latino e conosceva il greco. Coltivò con successo la poesia, il canto e la musica, in cui si perfezionava presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra a Roma, mostrando un vivo talento.
Anch’egli, come Padre Glowinski, si ammalò di influenza spagnola, contratta mentre curava un Padre. Morì il 31 ottobre 1918, offrendo la propria vita per il bene della Chiesa, per il Pontefice Benedetto XV e per l'Ordine e invocando il nome di Maria.
Padre Kolbe scriveva nel suo Diario: "Il 31 ottobre 1918, in mattinata, si è addormentato nel Signore Fra Antonio Mansi con una morte assai edificante. Prima di morire mi ha promesso di «farmi camminare dritto colle buone o colle cattive». Egli coltivava in modo sublime l’umiltà, l’obbedienza, la pazienza, la semplicità, la povertà religiosa, l’amore fraterno, l’impegno nella più esatta osservanza delle regole, la fede più viva, l’attaccamento più tenero alla preghiera, alla gloria di Dio, alla Chiesa, al Santo Padre e all’Ordine, una speranza ferma, incrollabile".


Padre Enrico Granata

Nacque a Lettere (Napoli) l'8 agosto 1888 da Giuseppe e da Giuseppa D'Antuono.
Entrò nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali nel 1914, quando aveva già completato gli studi liceali tra i redentoristi.
Iniziò l’anno di noviziato a Montella, ma lo compì a Santa Anastasia, dove erano stati trasferiti il Collegio e il Noviziato, e dove fece la professione semplice il 23 novembre 1915.
Cominciò il corso teologico a Barra, ma lo completò a Roma (1916-1918), presso il Collegio Serafico, dove il 21 novembre 1917 emise i voti solenni. Il 28 aprile 1918 fu ordinato sacerdote dal Card. Vicario Basilio Pompili nella Chiesa di S. Andrea della Valle.
Fu destinato prima a Santa Anastasia e poi a Ravello. Poiché in quegli anni la Provincia di Napoli aiutava la Provincia d'Abruzzo, prestò la sua opera a Lanciano e a Pettorano come parroco.
Superstite al martirio di san Massimiliano, Padre Granata, il 12 marzo 1962, depose al processo apostolico di Padova per la causa di beatificazione.
Con evidente commozione mostrò appesa al collo la Medaglia Miracolosa ricevuta la sera del 16 ottobre 1917 da Padre Pal insieme con Padre Massimiliano.
Ricoverato nella Casa di Riposo di «S.M. Immacolata» a Bagni di Tivoli, vicino Roma, sopportò l'età e l'infermità con animo sereno e raccolto. Si spense il 24 gennaio 1964, all'età di 75 anni.


Padre Giuseppe Pietro Maria Pal

Giuseppe Pietro Pal nacque il 6 ottobre 1889 a Zapodia in Moldavia (Romania), da Rosa e Michele Pal.
All'età di 16 anni nel 1905, entrò nel Seminario dei Frati Minori Conventuali di Halaucesti.
Compiuto l'anno di Noviziato, il 31 ottobre di 1909 emise la Professione semplice.
Nel 1912 giunse in Italia per proseguire gli studi filosofici nel Collegio di Montottone (Marche), dove s’incontrò con Fr. Antonio Glowinski.
Emise i Voti Solenni nel 1913 nel Collegio di Montottone.
Il 18 ottobre 1913 fu trasferito a Roma al Collegio Serafico Internazionale, diventando amico e consigliere di fra Massimiliano.
Il 22 aprile di 1916, con singolarissima dispensa del Papa Benedetto XV, viene ordinato sacerdote al primo anno di teologia, con la clausola di proseguire gli studi del Collegio, senza esercitare uffici o servizi pastorali.
Il 23 aprile, domenica di Pasqua, celebrò la sua prima Messa sulla tomba di S. Pietro.
Nel 1919, dopo sette anni di permanenza a Roma, Padre Pal ritornò in Romania, dove fu nominato guardiano e parroco della Chiesa parrocchiale a Liuzi-Calugara.
Venne eletto in seguito Ministro Provinciale della Provincia «S. Giuseppe», carica che esercitò per 15 anni, fino alla morte.
Nel 1941 Padre Pal pubblicò il primo volume della sua opera «L'origine cattolica della Moldavia»; l'anno seguente il secondo volume. Attraverso quest'Opera di alto valore storico e apologetico, salvò i cattolici moldavi da sicura deportazione.
Nel 1947, durante la novena in onore di S. Antonio di Padova, Padre Pal si recò presso un malato di tifo che voleva riconciliarsi, contraendo la malattia.
Il 21 giugno 1947 Padre Pietro Giuseppe Pal, al canto della Salve Regina e del <>Sub tuum praesidium, morì fissando l'immagine del Cuore Immacolato di Maria.


Padre Arcangelo Biasi (Girolamo)

Nacque il 7 dicembre 1897 a Sfruz (Trento), da Giovanni e da Rosa Fedrizzi, terzo di nove figli. Al battesimo ricevette il nome di Arcangelo, che nel giorno della vestizione religiosa cambiò in quello di Girolamo.
A dodici anni, nel 1909, entrò nel Collegio di Camposampiero (Padova) dei Frati Minori Conventuali.
Il 4 ottobre 1915 emise la professione semplice; quindi nell'ottobre del 1916 venne trasferito a Roma, dove il 18 luglio 1918, presso l'Ateneo Lateranense si laureò in filosofia e l'8 dicembre 1918 emise la professione solenne.

Nella fondazione della M.I., Fra Girolamo occupa un posto privilegiato, giacché "tornando dalla Vigna", confessa padre Kolbe "per la prima volta misi al corrente di dare inizio all'Associazione fra’ Girolamo Biasi e padre Giuseppe Pal".
Nella prima riunione, tenuta dopo i vespri della sera del 16 ottobre 1917, in cui ebbe inizio la M.I., fra’ Girolamo Biasi fece da segretario.
Ammalato di tubercolosi, nel luglio 1918 fra’ Girolamo venne inviato a Genova nel convento di Bolzaneto, per rimettersi in salute. Trascorso il periodo di riposo tornò a Roma, ma in dicembre fu costretto a interrompere gli studi per il male che lo consumava. Venne richiamato in Provincia e destinato all'Arcella a completo riposo. Migliorate le condizioni fisiche, nel 1920 riprese il corso di teologia a Padova.
Il 16 luglio 1922 a Padova, nella Basilica della Madonna del Carmine, fu ordinato sacerdote dal vescovo Mons. Pellizzo. Celebrò la prima Messa sull'Arca del Santo, in seguito fu destinato a Venezia, alla parrocchia di S. Maria Gloriosa con l'ufficio di coadiutore.
Sette lunghi anni, trascorsi da un ospedale all’altro, tra Venezia, S. Pietro di Barbozza, Cherso, Pola, Pirano, Camposampiero. Nel suo cammino carico di sofferenza, seppe tener viva la fiamma della speranza, accettando la volontà di Dio, se pur desiderando la guarigione per poter lavorare nella vigna del Signore.
In mezzo alla sofferenza, riuscì a donare serenità e letizia ai frati e ai malati incontrati nei diversi ospedali, nonostante la più completa inattività e la solitudine a cui fu condannato. In quel suo letto di sofferenza, padre Girolamo pregava offrendo così, in modo eroico, il suo servizio sacerdotale.
Egli scriveva: "Gesù non vuole da me cose straordinarie, vuole però che Gli sia fedele nelle cose piccole e che in queste gli dia prova del mio amore". E ancora " La perfezione non consiste in cose ardue e difficili, ma nell’esatto disimpegno dei propri doveri, accompagnato da un grande amore verso Dio e da un’ardente carità verso il prossimo".
Nella vigilia di san Luigi Gonzaga, 20 giugno 1929, all'Ospedale di Camposampiero (Pd), consumato dalla sua lenta malattia, moriva a 32 anni, sorridendo come era vissuto.
Riposa in una Cappella della Basilica di Camposampiero.
Il 17 novembre 2000 è stato riconosciuto a padre Girolamo Biasi il titolo di Servo di Dio. Sta ora procedendo la sua causa di beatificazione.


Padre Quirico Pignalberi

Nato a Serrone (Frosinone) l’11 luglio del 1891, da Egidio e da Caterina Proietti.
Accolto dall'Ordine dei Frati Minori Conventuali, professò i Voti Semplici il 14 novembre 1909 e quelli Solenni l’8 dicembre 1913.
Il 10 agosto 1917 fu ordinato sacerdote.
Il 12 marzo del 1918 partì per il servizio militare, ritornando pochi mesi dopo per una lunga licenza in famiglia. Fu quindi destinato al convento di Capranica a Sutri (Roma).
Il 1° aprile 1979, in occasione della visita pastorale alla parrocchia di S. Bonaventura a Roma, affidata ai Frati Minori Conventuali, il Santo Padre Giovanni Paolo II, si è trovato con padre Quirico Pignalberi, ultimo Compagno superstite di padre Kolbe e cofondatore della M.I.
Si è spento il 18 luglio 1982, all’età di 94 anni ad Anzio.
Ci ha lasciato alcuni manoscritti, come raccolta dei suoi appunti di meditazione personale, di sermoni di circostanza, istruzioni, schemi di predicazione, ricordi, lettere.
A motivo della sua fama di santità, il 29 giugno 1992 è stata introdotta la causa di beatificazione.
Il 3 marzo 2016 è stato proclamato Venerabile da Papa Francesco.