Home / Cento anni di missione

 100 ANNI DI MISSIONE           INNO DEL CENTENARIO           PREGHIERA DEL CENTENARIO           MESSAGGIO DEL MINISTRO GENERALE           LOGO CENTENARIO MI     



Indulgenza Plenaria per il Centenario della MI

In occasione del Centenario della MI, la Santa Sede ha concesso l'indulgenza plenaria a chi visiterà orante la cella di fondazione della MI e la cappella del Convento San Massimiliano Kolbe in Roma (via San Teodoro, 42) dal 1° febbraio al 31 ottobre 2017.




CENTO ANNI DI MISSIONE
Un anno per riflettere, per ripartire con fiducia e forza



Video-messaggio del Presidente Internazionale.


L'anno in cui ricorre il centenario della fondazione della M.I., il 2017, ci invita a valorizzare la preziosa eredità del pensiero e delle opere che p. Kolbe ha realizzato e che ha consegnato ai posteri. Egli ha fatto sì che potessero continuare ad esistere e ad espandersi fondando un'associazione, la Milizia dell'Immacolata. Un aspetto determinante della vita della M.I. è rappresentato dalla missione, una dimensione che ha da sempre caratterizzato questo movimento e che ne rappresenta il passato e il futuro. La missione era ed è un aspetto prioritario nel cammino dell'associazione kolbiana ed è per questo importante inquadrare nell'ottica missionaria il percorso vissuto in questi cento anni, ma anche le prospettive future in perfetto stile kolbiano. Ecco le significative parole di S. Massimiliano: "La M.I. (questa è la sigla tratta dalla denominazione latina: "Militia Immaculatae", ossia Milizia dell'Immacolata) mira, infatti, a far sì che tutti si facciano santi. In tutta questa attività, quello che maggiormente balza agli occhi è l'indirizzo mariano. Esso è la conseguenza di un'esatta comprensione della missione dell'Immacolata (SK 1220).

La M.I. ha un progetto semplice ed efficace: la santità di tutti! Ciò avviene pregando, lavorando ed offrendo il proprio impegno e il proprio apostolato, allo scopo di favorire un maggior fervore nei credenti in Cristo, impegnati in un percorso di fede sostanzioso, e di promuovere la possibilità di un cammino spirituale nel Signore a quanti sono lontani dal suo amore. Si tratta della risposta di Kolbe e dei suoi compagni alla delicata situazione sociale, politica, economica e religiosa del loro tempo. La M.I. si pone come elemento risolutore e propulsore rispetto alle grandi problematiche che affliggono l'umanità e la Chiesa di quel periodo. Da notare lo straordinario affidamento alla Provvidenza divina e a Maria del giovane fra' Massimiliano e dei suoi confratelli, i quali, con poche forze a disposizione, sognano e sono certi che l'Immacolata porterà avanti quel progetto che essi vedono, in quel famoso 16 ottobre 1917, solo in fase embrionale.

Kolbe insegna a chi vuole impegnarsi nella missione oggi che è possibile utilizzare ogni strumento lecito per diffondere i contenuti evangelici. La stampa, la radio, l'arte: per il santo non ci sono confini all'annuncio e alla testimonianza dell'amore di Cristo e dell'Immacolata. Egli va ben al di là della tradizionale predicazione, dimostrando che l'apostolato può essere realizzato con i mezzi più sofisticati, ricercati e adattati per fini missionari. In definitiva, per il martire polacco l'evangelizzazione non è standardizzata, ma sempre dinamica ed innovativa: essa si muove in base alle possibilità di ascolto dell'uomo. Il lavoro apostolico non può avere limiti di spazio e di tempo, si compie ovunque e con la massima partecipazione di persone che condividono lo stesso ideale e la stessa finalità evangelizzatrice. Tutto il mondo è terra di missione, per cui è necessaria la migliore formazione teologica e culturale al fine di permettere un ottimo impatto con i destinatari del messaggio evangelico. Il missionario è colui che pensa e opera in grande, sostenuto dalla grazia divina. Kolbe sogna in grande e per questa ragione la M.I. e le altre sue iniziative apostoliche nascono con una finalità di ampio spettro e con una dimensione universale. L'associazione kolbiana, fedele al messaggio del suo fondatore, continua ad essere animata dalla sensibilità ai 'segni dei tempi' e dalla continua ricerca nel trovare vie e mezzi per una testimonianza e una comunicazione incisive ed attuali dell'imperituro messaggio cristiano, attraversato dal carisma kolbiano e connotato dalla spiritualità mariana.

p. Raffaele Di Muro





ONE HUNDRED YEARS OF MISSION
A Year for Reflecting and Re-launching with Confidence and Vigor


The year 2017, during which the 100th anniversary of the founding of the MI occurs, is an invitation to appreciate the precious legacy of thought and works that St. Maximilian Kolbe entrusted to future generations. By establishing an association, the Militia of the Immaculata, he allowed his legacy to continue and to expand. A fundamental aspect of the life of the MI is mission. Missionary thrust has always been a specific feature of this Movement and represents both its past and its future. Mission has been and still is a priority in the journey of the Kolbean association. In keeping with Kolbe's style, it is important, therefore, to look back at the past one hundred years and to look to the future from this missionary stance.

Here are the significant words of Saint Maximilian: "The goal of the MI (the abbreviation comes from the Latin Militia Immaculatae, or Militia of the Immaculata) is, in fact, to make sure that all become saints. In all this activity, what strikes the eye most of all is its Marian thrust. This is a consequence of a precise understanding of the mission of the Immaculata." (KW 1220)

The MI has a simple yet efficacious plan: the sanctification of all! This goal is accomplished by praying, working, offering one's dedication and apostolate, in order to foster a greater fervor in the believers in Christ, committed to a generous journey of faith. Moreover, the MI strives to encourage those who are far from God's love to embark on a spiritual journey in the Lord. This was the answer that Father Kolbe and his companions offered to the delicate social, political, financial and religious situation of their time. The MI became a solution and motivating factor in facing the great challenges that afflicted the Church and mankind. Noteworthy is the extraordinary surrender to Divine Providence and Our Lady manifested by the young friar Maximilian and his confreres. With little means at their disposal they not only imagined, but were indeed confident, that the Immaculata would carry out the project that, on that notable October 16, 1917, they were able to see only as a mustard seed.

Today St. Maximilian Kolbe teaches those who wish to dedicate themselves to the mission that all legitimate means may be employed in order to disseminate the Gospel: the press, the radio and the arts. For Saint Maximilian there are no limits in the proclamation and the witness given to the love of Christ and the Immaculata. He moves beyond the traditional preaching, proving that evangelization may be carried out through the most sophisticated and advanced means, adapted to the missionary goal.

In other words, for the Polish Martyr evangelization is not stagnant, but always dynamic and innovative, according to the possible receptivity of human beings. Apostolic work cannot be limited by space and time. It has to be carried out everywhere and with the largest participation of people who share in the same ideal and evangelizing goal. The whole world is mission territory; therefore, the best theological and cultural formation is necessary to ensure the best reception of the Gospel message. The missionary is a person who thinks and works on a grand scale, supported by divine grace. Saint Maximilian dreamt "big" and therefore the MI and all his apostolic initiatives were born with a wide goal and a universal dimension. The MI, faithful to its Founder, continues to be attentive to the "signs of the times" in the ongoing search for effective and current ways and means for communicating the ever-new Gospel message through the Kolbean charism, marked by its Marian spirituality.

Fr. Raffaele Di Muro, OFM Conv.
MI International President





STO LAT MISJI
Rok do refleksji, aby ponownie wyruszyć z zaufaniem i z siłą


Rok 2017 to rok, w którym przypada stulecie powstania Rycerstwa Niepokalanej (MI). Ten rok zaprasza nas do refleksji nad spuścizną duchową oraz dziedzictwem jakie zostawił nam, potomnym, św. Maksymilian Maria Kolbe. Przez stowarzyszenie Rycerstwo Niepokalanej Jego myśl i ideał życia jest aktualny i może się rozwijać w dzisiejszym świecie. Ważnym aspektem działalności rycerstwa Niepokalanej jest apostolat. Od samego początku charakteryzuje on stowarzyszenie i naznacza jego przeszłość i przyszłość. Misja była i jest priorytetem w drodze kolbiańskiej. Sto lat doświadczenia apostolskiego w ideale MI ma wspaniałe perspektywy na przyszłość. Tak pisze o tym św. Maksymilian: „MI (jest to skrót wzięty z języka łacińskiego od słów Militia Immaculatae - co znaczy Milicja Niepokalanej) zmierza bowiem do uświęcenia wszystkich. Lecz co nas najbardziej uderza w tej pracy - to kierunek maryjny. Wynika on z dokładnego zdania sobie sprawy z posłannictwa Niepokalanej. Ściślej mówiąc cel Milicji Niepokalanej jest celem Niepokalanej”. (Pisma 1128)

MI ma prosty i skuteczny cel: świętość wszystkich! Dokonuje się to przez modlitwę, pracę, ofiarę i zaangażowanie w apostolat, aby wierzący w Chrystusa wzrastali w gorliwości. Rycerze na życiodajnej ścieżce wiary ukazują możliwość duchowej drogi w Panu tym, którzy są daleko od Jego miłości. Jest to odpowiedź o. Kolbego i jego współbraci na trudną sytuację społeczną, polityczną, gospodarczą i religijną czasów im współczesnych. MI jest antidotum na wielorakie problemy, przed jakimi stoi ludzkość i Kościół w obecnym czasie. Należy zwrócić uwagę na niezwykłą ufność w Opatrzność Bożą i pomoc Maryi jaką mieli św. Maksymilian i jego współbracia, którzy mimo ubogich środków są pewni, że Niepokalana urzeczywistni ich marzenia zapisane w pamiętny wieczór, 16 października 1917 r.

Kolbe uczy tych, którzy chcą się zaangażować w misję, że można użyć wszelkich środków, byle godziwych w dziele ewangelizacji. Prasa, radio, sztuka: dla świętego nie ma granic w głoszeniu i świadectwie miłości Chrystusa i Niepokalanej. Wykracza on daleko poza tradycyjne głoszenie, ukazując, że można apostołować za pomocą najbardziej nowoczesnych środków, dostosowanych do potrzeb misyjnych. Dla polskiego męczennika ewangelizacja nie jest statyczna, ale dynamiczna i innowacyjna oparta na otwartości człowieka na Boży głos. Praca apostolska nie jest ograniczona czasem i przestrzenią, realizowana jest tam, gdzie osoby dzielą te same ideały i cele ewangelizacyjne. Cały świat jest miejscem ewangelizacji, co wymaga jak najlepszej formacji teologicznej i kulturowej, do przekazania ewangelicznego orędzia. Misjonarz to ten, kto myśli i działa podtrzymywany przez Bożą łaskę. Kolbe ma wielkie marzenia dlatego rycerstwo i jego inicjatywy apostolskie mają szerokie spojrzenie i uniwersalny charakter. Rycerstwo Niepokalanej wierne przesłaniu swego założyciela, jest wrażliwe na "znaki czasu" i poszukuje dróg i środków do skutecznego głoszenia orędzia chrześcijańskiego w duchu maryjnym.

Fr. Raffaele Di Muro, OFM Conv.
MI International President





CEM ANOS DE MISSÃO
Um ano para refletir e partir novamente com confiança e força


Cem anos de fundação da Milícia da Imaculada
O ano de 2017, durante o qual o 100º aniversário da fundação da MI ocorre, convida a apreciar a preciosa herança do pensamento e das obras que São Maximiliano Kolbe realizou e confia às gerações futuras. Ao criar uma associação, a Milícia da Imaculada, ele permitiu que o seu legado continuasse e fosse expandido. Um aspecto fundamental da vida da MI é a missão, uma dimensão que sempre caracterizou o movimento e que representa tanto seu passado quanto o seu futuro. A missão sempre foi e ainda é um aspecto prioritário dessa associação kolbiana e, por isso, é importante enquadrar nessa ótica missionária o desenrolar desses 100 anos e a projeção dos anos futuros.
Eis aqui as palavras significativas de São Maximiliano: "O objetivo da MI (cuja sigla vem do latim Militia Immaculatae, ou seja, Milícia da Imaculada) é, de fato, assegurar que todos se tornam santos. Em toda esta atividade, o que salta aos olhos, acima de tudo é o seu impulso Mariano. Esta é uma consequência de uma compreensão precisa da missão da Imaculada" (Escrito de Kolbe 1220).

Consagrados para a Missão
A MI tem um plano simples e eficaz: a santificação de todos! Este objetivo é alcançado por meio da oração, do trabalho, oferecendo a própria dedicação e apostolado, a fim de promover um maior fervor naqueles que creem no Cristo, empenhados em fazer um percurso denso de fé. A MI procura também encorajar aqueles que estão longe do amor de Deus a embarcar numa jornada espiritual no Senhor. Essa foi a resposta dada por Padre Kolbe e seus companheiros diante do delicado cenário social, político, financeiro e religioso de sua época. A MI se tornou um fator de solução e motivação diante dos grandes desafios que afligiam a Igreja e a humanidade naquele tempo.
Foi notável a extraordinária confiança na Divina Providência e em Nossa Senhora manifestada pelo jovem frade Maximiliano e por seus confrades, que, com poucos meios à sua disposição, não só imaginaram, mas foram de fato confiantes que a Imaculada realizaria o projeto que, naquele notável dia 16 de outubro de 1917, eles foram capazes de ver numa fase embrionária, apenas como uma semente de mostarda.

Missão de evangelizar
Hoje, São Maximiliano Kolbe ensina àqueles que desejam se dedicar a essa missão, que todos os meios lícitos podem ser empregados com o objetivo de disseminar o Evangelho: a imprensa, o rádio e as artes. Para São Maximiliano, não há limites para anunciar e testemunhar o amor de Cristo e da Imaculada. Isso além da pregação tradicional, demonstrando que a evangelização pode ser realizada por meio dos meios mais sofisticados e avançados, adaptados para a finalidade da ação missionária.
Em outras palavras, para o mártir polonês, a evangelização não deve estar estagnada, engessada, mas deve ser sempre dinâmica e inovadora, movendo-se de acordo com a possibilidade de assimilação dos seres humanos. O trabalho apostólico não pode ser limitado pelo espaço nem pelo tempo. Ele deve acontecer em toda parte e com a máxima participação das pessoas que comungam do mesmo ideal e do mesmo objetivo evangelizadores. O mundo inteiro é território de missão. Portanto, a melhor formação teológica e cultural é necessária para garantir a melhor recepção da mensagem do Evangelho. O missionário é uma pessoa que pensa e trabalha em grande escala, apoiada pela graça divina. São Maximiliano sonhou "grande" e, portanto, a MI e todas as iniciativas apostólicas kolbianas nasceram com amplos objetivos e uma dimensão universal. A MI, fiel à mensagem de seu fundador, continua a estar atenta aos "sinais dos tempos" na busca permanente de formas e meios eficazes e atuais para comunicar a sempre nova mensagem do Evangelho, por meio do carisma kolbiano, marcado por sua espiritualidade mariana.

Frei Raffaele Di Muro, OFM Conv.
Presidente Internacional da MI





CIEN AÑOS DE MISIÓN
Un año de reflexión para retomar el camino con fuerza y confianza


El año 2017, año en el que se celebra el centenario de la fundación de la Milicia de la Inmaculada, nos invita a valorar la preciosa herencia del pensamiento y de las obras que el p. Kolbe realizó y que consignó a los sucesores. Él hizo que pudiesen continuar existiendo y expandiéndose fundando una asociación, la Milicia de la Inmaculada. Un apecto determinante de la vida de la M. I. lo representa la misión, una dimensión que desde siempre ha caracterizado este movimiento y que representa su pasado y futuro. La misión era y es un aspecto prioritario en el camino de la asociación kolbiana y consiguientemente es importante encuadrar en la óptica misionera el itinerario vivido en estos cien años y también las perspectivas futuras en perfecto estilo kolbiano. He aquí las significativas palabras de San Maximiliano: "La M.I. (ésta es la sigla derivada de la denominación latina: "Militia Immaculatae", es decir, Milicia de la Inmaculada) tiende, en efecto, a hacer que todos lleguen a ser santos. En toda esta actividad lo que más llama la atención es la orientación mariana, que es la conseccuencia de una exacta comprensión de la misión de la Inmaculada (EK 1220).

La M.I. tiene un proyecto simple y eficaz: ¡la santidad de todos! Esto se consiuge rezando, trabajando y ofreciendo el propio compromiso y el propio apostolado, a fin de favorecer un mayor fervor en los creyentes en Cristo, comprometidos en un itinerario sustancioso de fe, y de promover la posibilidad de un camino espiritual en el Señor a quienes están alejados de su amor. Se trata de la respuesta de Kolbe y de sus compañeros ante la delicada situación social, política, económica y religiosa de su tiempo. La M.I. se pone como elemento resolutorio y propulsor a las grandes problemáticas que afligen a la humanidad y a la Iglesia de aquel periodo. Hay que resaltar el extraordinario abandono a la Providencia divina y a María del joven fray Maximiliano y de sus confrades, quienes, con pocas fuerzas disponibles, soñan y están seguros que la Inmaculada sacará adelante aquel proyecto que ellos vislumbran, en aquel famoso 16 de octubre de 1917, solamente en una fase embrionaria.

Kolbe enseña a quien quiere comprometerse hoy en la misión que es posible utilizar cualquier instrumento legítimo para difundir los contenidos evangelicos. La prensa, la radio, el arte: para el santo no hay límites al anuncio y al testimonio del amor de Cristo y de la Inmaculada. Él trasicende la predicación tradicional, demostrando qeu el apostolado puede realizarse con los medios más sofisticados, hallados y adaptados para los fines misioneros. En definitiva, para el mártir polaco la evangelización no es algo estandarizado, sino algo dinámico e innovador: ésta se mueve en virtud de las posibilidades de escucha del hombre. El trabajo apostólico no puede tener límites de espacio y de tiempo, se cumple en cualquier lugar y con la máxima participación de personas que comparten el mismo ideal y la misma finalidad evangelizadora. Todo el mundo es tierra de misión, para lo cual es necesaria la mejor formación teológica y cultural a fin de permitir el mejor impacto a los destinatarios del mensaje evangélico. El misionero es aquel que piensa y actúa en grande, sostenido por la gracia divina. Kolbe sueña en grande y por esta razón la M.I. y sus otras iniciativas apostólicas nacen con una finalidad de un alcance amplio y con una dimensión universal. La asociación kolbiana, fiel al mensaje de su fundador, sigue estando animada por la sensibilidad a los "signos del tiempo" y por la búsqueda continua para encontrar medios para un testimonio y una comunicación incisiva y actualizada del mensaje cristiano imperecedero, atravesado por el carismo kolbiano e impregnado de la espiritualidad mariana.

Fr. Raffaele di Muro
Presidente del Centro Internacional de la Milicia de la Inmaculada





CENT ANS DE MISSION
Une année pour réfléchir et pour repartir avec confiance et force


2017 est l'année de la fondation de la Mission de l'Immaculée. Cet anniversaire nous invite à mettre en valeur l'héritage de la pensée du père Maximilien Kolbe et tout ce qu'il a réalisé et livré à la postérité. Il a fait en sorte que ses œuvres puissent continuer à exister et à s'élargir par la fondation d'une association : la Mission de l'Immaculée (M.I. : c'est le sigle du nom latin: "Militia Immaculatae"). Un aspect déterminant de la vie de la M.I. est la mission, une dimension qui a toujours caractérisé ce mouvement et qui en représente le passé et le futur. La mission était et elle est encore la priorité de l'association de Maximilien Kolbe. C'est pourquoi il est important de revoir le parcours vécu en ces 100 ans du point de vue missionnaire et les perspectives futures dans le style kolbien. Voici les mots significatifs de saint Maximilien: "La M.I. vise à la sainteté de tous. Dans cette activité, l'accent marial saute aux yeux Il est une conséquence d'une exacte compréhension de la mission de l'Immaculée" (SK 1220).

La M.I. a un projet simple et efficace: la sainteté pour tous! Cela se réalise par la prière, le travail et par l'offrande du propre engagement et de l'apostolat, dans le but d'accroître la ferveur des croyants dans le Christ, engagés dans un parcours de foi solide. L'autre but est de proposer un chemin spirituel dans le Seigneur à ceux qui sont loin de son amour. Il s'agit de la réponse de Kolbe et de ses compagnons qui ont réagi ainsi devant la situation sociale, politique, économique et religieuse de leur temps. La M.I. se pose comme un élément dynamique capable de résoudre les problèmes qui affligent l'humanité et l'Eglise de son temps et de notre temps. Il faut remarquer l'extraordinaire confiance dans la Providence divine et en Marie du jeune frère Maximilien et de ses confrères qui, bien qu'ayant peu de forces à leur disposition, rêvent et ont la certitude que l'Immaculée réalisera le projet qu'ils voient en embryon, en ce célèbre 16 octobre 1917.

Le père Kolbe enseigne à celui qui veut s'engager aujourd'hui dans la mission qu'il lui est possible d'utiliser chaque moyen licite pour diffuser le message de l'Evangile : la presse, la radio, l'art ; pour saint Maximilien il n'y a pas de limites à l'annonce et au témoignage de l'amour du Christ et de l'Immaculée. Il va bien au-delà de la prédication traditionnelle, il démontre que l'apostolat peut se réaliser avec les moyens les plus recherchés, les plus sophistiqués et les mieux adaptés pour des fins missionnaires. En définitive, pour le martyr polonais, l'évangélisation n'est pas standardisée, mais elle est toujours dynamique et elle se renouvelle selon la possibilité d'écoute de l'homme. Le travail ne peut avoir de limites ni d'espace ni de temps : il s'accomplit partout et avec l'engagement total de ceux qui partagent le même idéal et le même but de l'évangélisation. Tout le monde peut être missionnaire, pourtant une solide formation théologique et culturelle est nécessaire pour toucher le destinataire du message évangélique.

Le missionnaire est celui qui pense et qui agit en grand, soutenu par la grâce divine. Le père Kolbe avait de grands rêves, c'est pourquoi la M.I. et les autres initiatives apostoliques sont nées pour une dimension universelle. L'association kolbienne, fidèle au message de son fondateur, continue à être animée par la sensibilité aux "signes des temps" et par la recherche continuelle pour trouver des chemins et des moyens de porter témoignage en utilisant une communication incisive et actuelle de l'éternel message chrétien, imprégné du charisme kolbien et caractérisé par la spiritualité mariale.

Père Raffaele Di Muro, OFM Conv.
MI International President





INNO DEL CENTENARIO

L'inno del centenario della M.I. è eseguito dal Coro del Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano.
Il direttore, Alessandro Pellicciaro, ha "musicato" una famosa preghiera di San Massimiliano, espressione del suo "abbandonarsi" nelle mani di Maria.
Il brano viene proposto proprio per ricordare il ruolo fondamentale dell'Immacolata nella vita di Kolbe e nella vita della M.I.
Ogni membro della M.I. si unisce così idealmente al santo nella lode di Maria.

HIMNO DEL CENTENARIO

El himno del centenario de la M.I. ha sido preparado por el Coro del Santuario del Milagro Eucarístico de Lanciano. Su director, Alessandro Pellicciaro, ha "musicado" una famosa oración de San Maximiliano, expresión de su "abandono" en las manos de María. La letra se propone para recordar el papel fundamental de la Inmaculada en la vida de Kolbe y en la vida de la M.I. Cualquier miembro de la M.I. se une así idealmente al santo en la alabanza de María.



Ascolta:




Download:

Spartito Inno (formato mp3) Inno in versione strumentale





Listen (English version):




Download (English version):

Anthem (text) Anthem (complete musical score) Anthem (musical score)

Anthem (mp3 file) Anthem (instrumental version)





PREGHIERA DEL CENTENARIO

Download:

Preghiera del Centenario (Pdf)      Preghiera del Centenario (Doc)



Download (English version):

Prayer for the MI Centenary Year (Pdf)      Prayer for the MI Centenary Year (Doc)



Download (versão in Portuguese):

Oração do Centenário da MI (Pdf)      Oração do Centenário da MI (Doc)



Download (versión Española):

Oración del Centenario de la M.I. (Pdf)      Oración del Centenario de la M.I. (Doc)

   
 EVENTI

TRIDUO CELEBRATIVO 100° fondazione MI E CONVEGNO ORDINE OFMCONV.

ROMA 16-18 OTTOBRE 2017

Programma

Lunedì 16 ottobre 2017

ore 9:00 - Momento di preghiera a livello di singoli gruppi
- Visita-pellegrinaggio alla città
- Pranzo nei rispettivi alberghi
ore 16:00 - Santa Andrea delle Fratte Solenne Santa Messa
ore 20.30 - Veglia di preghiera Basilica dei ss. XII Apostoli 

Martedì 17 ottobre 2017

ore 9:00 - Momento di preghiera a livello di singoli gruppi
- Visita-pellegrinaggio alla città: Itinerario Kolbiano
- Pranzo nei rispettivi alberghi
ore 20:00- Concerto Basilica dei ss. XII Apostoli

Mercoledì 18 ottobre 2017

ore 9:00
- Verso Piazza San Pietro - Udienza del Santo Padre Papa Francesco
- Visita alla Basilica di San Pietro
ore 17.30
- Basilica dei ss. XII Apostoli - Liturgia conclusiva e mandato

 

Per PRENOTAZIONI / CONTATTI:
Segreteria Organizzativa Convegno Militi
Signora Anna Gawel
Via San Teodoro, 42
00186 Roma
Tel. +39 06 6793828
roma@mi-international.org





 EVENTS

CELEBRATIVE TRIDUUM for the 100TH ANNIVERSARY OF THE FOUNDATION OF THE MI CONVENTION and OFMConv. CONGRESS

ROME, October 16-18, 2017

Program

Monday, October 16, 2017

9:00 am
- Prayer (by individual groups)
- Visit-pilgrimage in the City
- Lunch at hotel or restaurants as per individual groups’ reservation
4:00 pm
- Solemn Holy Mass at the Sant’Andrea delle Fratte Church
8:30 pm
- Prayer Vigil at the XII Apostles Basilica

Tuesday, October 17, 2017

9:00 am
- Prayer (individual groups)
- Visit-pilgrimage in the City: Kolbean itinerary
- Lunch at hotel or restaurants as per individual groups’ reservation
8:00 pm
Concert at the XII Apostles Basilica

Wednesday, October 18, 2017

9:00 am
- Papal Audience at St. Peter Square
- Visit to St. Peter’s Basilica
5:30 pm
- Solemn Closing Mass and Missionary Mandate at the XII Apostles Basilica

 

For Reservations and Information, please contact:
MI Convention Secretariat
Mrs. Anna Gawel
Via San Teodoro, 42
00186 Rome, Italy
Tel. +39 06 6793828
roma@mi-international.org





 EVENTS

Program dla Rycerzy Niepokalanej

RZYM 15-18 październik 2017

Program

Niedziela 15

Przyjazd do wybranych hoteli

Poniedziałek 16

Godz. 09:00
- Modlitwa w poszczególnych grupach
- Zwiedzanie miasta
- Obiad w wybranych hotelach
Godz. 16:00
- S. Andrea delle Frate
- Uroczysta Msza Święta
Godz. 20:30
- Czuwanie modlitwne w Bazylice Ss. XII Apostoli

Wtorek 17

Godz. 09:00
- Modlitwa w poszczególnych grupach
- Pielgrzymka po mieście
- Trasa Kolbiańska
- Obiad w wybranych hotelach
Godz. 20:00
- Koncert
- Bazylika Ss. XII Apostoli

Wtorek 18

Godz. 09:00
- Piazza San Pietro
- Audiencja u Ojca Świętego Papieża Franciszka
- Zwiedzanie Bazyliki Świętegoo Piotra
Godz. 17:30
- Bazylika Ss. XII Apostoli
- Liturgia na zakoóczenie i posłanie

 

W celu rezerwacji / kontakt:
Sekretariat Kongresu Rycerstwa Niepokalanej
Pani Anna Gaweł
Via San Teodoro, 42
00186 Roma
Tel. +39 06 6793828
roma@mi-international.org





 EVENTOS

TRÍDUO CELEBRATIVO 100º da fundação MI E CONGRESSO DA ORDEM OFMCONV.

ROMA 16-18 OUTUBRO 2017

Programa

Segunda-feira - 16 de outubro de 2017




Terça-feira - 17 de outubro de 2017




Quarta-feira - 18 de outubro de 2017

Manhã:
AUDIÊNCIA COM O SANTO PADRE

Tarde:
Cada grupo linguístico se organiza para a Missa na própria língua, visita a Basílica de São Pedro e compras.





 EVENTOS

CELEBRACIONES POR LOS 100 AÑOS DE LA M.I. Y CONGRESO DE LA ORDEN OFMCONV. SOBRE KOLBE

ROME 16-18 Octubre 2017

Programa

Lunes, 16 octubre 2017




Martes, 17 octubre 2017




Miércoles, 18 octubre 2017

Mañana:
AUDIENCIA CON EL SANTO PADRE

Tarde:
Cada grupo lingüístico se organiza por su cuenta para la misa y la visita a san Pedro del Vaticano.





 ÉVÉNEMENTS

TRIDUUM DES CELEBRATIONS DU 100° anniversaire de fondation de la MI ET CONGRES DES FRANCISCAINS CORDELIERS OFMCONV.

ROME 16-18 OCTOBRE 2017

Programme

Lundi 16 octobre 2017




Mardi 17 octobre 2017




Mercredi 18 octobre 2017

Matin:
AUDIENCE AVEC LE SAINT-PERE

Après-midi:
Chaque groupe de langue s'organise pour la Messe. Visite à San Pietro et shopping.





MESSAGGIO DEL MINISTRO GENERALE


SAN MASSIMILIANO KOLBE, CONTINUA LA SUA PROFEZIA

Il 2016 e il 2017 sono particolarmente significativi per quanto concerne l'eredità lasciataci da S. Massimiliano Kolbe. I suddetti anni segnano rispettivamente il 75° anniversario del suo martirio e il centenario della fondazione della Milizia dell'Immacolata (M.I.). Ritengo importante cogliere tale opportunità per riflettere sull'esempio del martire della carità di Auschwitz al fine di trovare spunti e motivazioni volti ad arricchire il vissuto del nostro Ordine. La sua parola e il suo esempio vanno valorizzati ed attualizzati perché ancora oggi possono offrire ai Frati Minori Conventuali nuovi spunti di crescita interiore ed apostolica.

Martirio della carità vissuta nel quotidiano - santità di vita e missione
Il santo ci fa comprendere che è possibile giungere ad un alto grado della carità se nel quotidiano percorso spirituale si compiono continui e fattivi gesti d'amore, magari poco visibili ai più, ma certamente efficaci. Kolbe, in tutta la sua esistenza, sperimenta in vari modi la dimensione del dono di sé. Prima della morte in Auschwitz vive un cammino segnato da una notevole ed evidente chiamata all'offerta della propria vita, offerta che si manifesta nell'accoglienza di dolorosi episodi, forieri di una carità sempre più grande, esemplare e resistente ad avversità e persecuzioni. Egli è noto particolarmente per il martirio vissuto nel campo di sterminio di Auschwitz, ma questo evento rappresenta solo il vertice di un percorso di amore e di dolore che offre per Cristo, per la Chiesa, per i fratelli e per il Regno.
Significative sono queste sue espressioni: "Ricordiamoci che l'amore vive, si nutre di sacrifici. Ringraziamo l'Immacolata per la pace interiore, per le estasi d'amore, tuttavia non dimentichiamo che tutto questo, benché bello e buono, non è affatto l'essenza dell'amore e l'amore, anzi l'amore perfetto, può esistere anche senza tutto questo. Il vertice dell'amore è lo stato in cui è venuto a trovarsi Gesù sulla croce quando disse: "Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato". Senza sacrificio non c'è amore" (SK 503).
Da ottimo figlio di Francesco, il santo polacco ama meditare sul mistero di Cristo. L'amore del Signore esercita una particolare attrattiva su di lui, proprio perché egli si pone con lo spirito di chi vuole imparare ad amare seguendo le orme del Redentore. Contemplando Cristo è possibile rendere la vita un miracolo d'amore, in ogni situazione e in ogni evento del nostro percorso esistenziale. S. Massimiliano ci insegna a non aver paura di amare e di donarci con generosità perché è solo così che la carità del Signore può essere visibile in ogni nostro gesto. Ciò si è verificato, ad esempio, nell'esperienza martiriale dei Beati Miguel Tomaszek (1960-1991) e Zbigniew Strza?kowski (1958-1991), uccisi in Perù dal gruppo rivoluzionario
Sendero Luminoso e proclamati beati il 5 dicembre 2015. La testimonianza di questi frati francescani ha proprio nell'esempio del Kolbe un punto di riferimento rilevante.
I miracoli d'amore sono possibili, secondo l'esperienza di S. Massimiliano, quando ci affidiamo all'intercessione e alla mediazione dell'Immacolata. In un articolo del 1924 egli afferma: "Accendete ovunque l'amore e la fiducia verso Maria Immacolata e ben presto vedrete sgorgare dagli occhi dei peccatori più induriti le lacrime, svuotarsi le carceri, aumentare le schiere dei lavoratori onesti, mentre i focolari domestici profumeranno di virtù, la pace e la felicità distruggeranno la discordia e il dolore, poiché c'è ormai una nuova era" (SK 1069).
Papa Francesco nell'Angelus del 14 agosto 2016 ha elevato questa significativa preghiera, riferendosi alla carità di Massimiliano: "Chiediamo alla Vergine Maria di pregare con noi e per noi il Padre celeste, affinché effonda su tutti i credenti lo Spirito Santo, fuoco divino, che riscalda i cuori e ci aiuta ad essere solidali con le gioie e le sofferenze dei nostri fratelli. Ci sostenga nel nostro cammino l'esempio di S. Massimiliano Kolbe, martire della carità, di cui oggi ricorre la festa: egli ci insegni a vivere il fuoco d'amore per Dio e per il prossimo".

Fondazione, natura e missione della M.I.
Proprio con il desiderio di amare secondo lo stile di Cristo e di sperimentare la ricchezza dell'affidamento a Maria, nel 1917 nasce la M.I. Il sorgere di questo movimento mariano rappresenta la risposta di Kolbe e dei suoi compagni alla delicata situazione sociale, politica, economica e religiosa del momento in cui vivono. L'associazione mariana di Kolbe e dei suoi sei compagni è la profezia che si pone come elemento risolutore e propulsore rispetto alla grande oscurità in cui vive l'umanità di quel periodo.
Massimiliano non ha paura della novità, infatti si "lancia" in nuove forme di apostolato, sostenuto e sospinto dalla forza che promana da Dio. Immagina la M.I. come una missione che raggiunga i cuori di tutti gli uomini, superando precedenti modelli di associazionismo. Egli desidera che la M.I. "sia piuttosto "transcendentalis" che "universalis", cioè non si presenti come una organizzazione in più accanto alle numerose che già esistono, ma piuttosto penetri profondamente in tutte le organizzazioni" (SK 658). Secondo Kolbe, un movimento che nasce dall'ascolto della voce dello Spirito e vive dell'affidamento all'Immacolata non può porsi limiti ed è chiamato ad "inserirsi" in ogni fascia del tessuto ecclesiale e sociale. Infatti, "lo scopo della Milizia dell'Immacolata è di conquistare il mondo intero, tutti i cuori e ognuno singolarmente per la Regina non solo del cielo ma anche della terra; dare la felicità vera a quei poveri infelici che la cercano nei piaceri effimeri di questo mondo: ecco il nostro scopo" (SK 97).
Oggi la M.I. è chiamata ad imprese importanti nell'evangelizzazione per essere fedele alla sua storia, al suo cammino e soprattutto alla sua vocazione spiccatamente missionaria. Sto accompagnando con molta cura e attenzione il cammino dell'associazione kolbiana e - con soddisfazione - segnalo alcune iniziative che si stanno rivelando particolarmente innovative e fruttuose dal punto di vista apostolico. Si tratta delle scuole di evangelizzazione sorte in Polonia e particolarmente seguite dai giovani i quali, mediante un percorso catechetico progressivo, hanno l'opportunità di confrontarsi con il carisma kolbiano. Inoltre, va ricordata la sempre più coinvolgente partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di ragazzi della M.I. È una novità alquanto significativa: in molte nazioni l'associazione kolbiana si riscopre adatta ai giovani, al punto che questi ultimi hanno chiesto una Giornata Mondiale dei ragazzi M.I. che si terrà nel 2018.
L'amore è la molla che muove tutto il percorso missionario del santo. L'evangelizzazione, la missione, il martirio: tutto nasce da un cuore che ama alla luce della contemplazione del Signore e che si dona generosamente, senza limiti, senza confini. Kolbe afferma: "La tua personale santificazione è la tua prima occupazione. L'impegno per la santificazione degli altri deve essere la sovrabbondanza del tuo amore verso Gesù" (SK 987F). Il santo, con la sua esperienza spirituale, dimostra che si può arrivare a grandi traguardi apostolici se nell'agire quotidiano si afferma una carità fatta di gesti concreti e tangibili.

Celebrazioni del centenario della fondazione M.I.
Il messaggio e la testimonianza di Kolbe sono ancora molto attuali e in questo "tempo favorevole" il nostro Ordine e la M.I. sono chiamati a scoprire l'attualità della sua profezia nella missione, non esente da persecuzioni nella sua testimonianza evangelica in contesti secolarizzati e ostili alla proposta cristiana e al suo itinerario apostolico. Con questo spirito, la M.I., alla presenza del Governo dell'Ordine, ha iniziato la preparazione al centenario della sua fondazione con un congresso mariologico, svoltosi a Fatima nei giorni 28-30 ottobre 2016, sul suggestivo e significativo tema: Con Maria dalla missione al martirio: il segreto di S. Massimiliano Kolbe. Dal 16 al 18 ottobre 2017 a Roma si celebrerà solennemente il centenario con opportuni tempi di preghiera, di condivisione e di festa. Il 2017 sarà l'anno kolbiano per tutto l'Ordine, che avrà modo di riflettere sull'eredità di Kolbe nella Chiesa, nell'Ordine e nell'ambito della nuova evangelizzazione, come suggerito da una mozione dell'ultimo Capitolo generale. Infatti, il 19 e il 20 ottobre 2017 a Roma si terrà un congresso dell'Ordine al quale parteciperanno frati da tutto il mondo. Cercheremo di comprendere come attualizzare la testimonianza missionaria e martiriale del santo nel tempo in cui viviamo, certi che la sua profezia non è esaurita ed ha ancora molto da dire e da dare.
Viviamo questo anno giubilare kolbiano con grande letizia interiore e con la massima tensione all'ascolto. Abbiamo un meraviglioso patrimonio spirituale, che può essere la base per nuovi itinerari suggeriti dallo Spirito a favore della Chiesa e dell'umanità e che l'Ordine e la M.I., in profonda comunione, desiderano valorizzare. Come Kolbe, oltre Kolbe, con la creatività suggerita dallo Spirito, siamo invitati a scoprire nuove vie di missione, che possano parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo.

Fra Marco Tasca
Ministro generale





ST. MAXIMILIAN KOLBE: HIS PROPHETIC VISION CONTINUES

2016 and 2017 are particularly significant years regarding the legacy left to us by St. Maximilian Kolbe. These years, respectively, mark the 75th anniversary of his martyrdom, and the 100th anniversary of the founding of the Militia of the Immaculate (M.I.). I think it is important to take a moment to reflect on the Martyr of Charity of Auschwitz, in order to find inspiration and motivation to enrich the life of our Order. His word and his example should be valued and put into practice because even today they can provide the Friars Minor Conventual with fresh ideas for their interior and apostolic growth.

The martyrdom of charity experienced in daily life - holiness of life and mission
The Saint makes us realize that it is possible to achieve a high degree of charity on one's daily spiritual path by carrying out continuous and effective acts of love-perhaps unseen by most people, but certainly valid. Throughout his life, Kolbe experimented, in different ways, with the dimensions of the gift of oneself. Before his death in Auschwitz, he had undertaken a journey marked by a remarkable and clear call to offer up his own life, an offering that manifested itself in the acceptance of painful episodes, harbingers of an even greater charity, one that was exemplary and resistant to hardship and persecution. He is known in particular for the martyrdom he suffered at the extermination camp in Auschwitz. However, this event was only the culmination of his journey of love and sorrow which he offered for Christ, the Church, the friars and the Kingdom. These expressions of his are significant: "Let us remember that love lives and is nourished by sacrifices. Let us thank the Immaculata for inner peace, for the ecstasy of love, but let us not forget that all of that, though good and beautiful, is not the essence of love and love, indeed, perfect love, may even exist without all that. The summit of love is the state in which Jesus came to find himself on the cross when he said, "My God, my God why have you forsaken me". There is no love without sacrifice" (SK 503).
Being a great son of Francis, the Polish Saint loved to meditate on the mystery of Christ. The Lord's love had a particular attraction for him, because it really put him in the spirit of someone who wants to learn how to love following the footsteps of the Redeemer. Contemplating Christ, you can make life a miracle of love, in every situation and in every event of our existential journey. St. Maximilian teaches us not to be afraid to love and to give of ourselves generously because only in this way can the charity of the Lord be seen in everything we do. This was the case, for example, with the martyrdom of Blessed Miguel Tomaszek (1960-1991) and Blessed Zbigniew Strza?kowski (1958-1991). They were killed in Peru by Shining Path revolutionaries and were proclaimed blessed on December 5, 2015. The witness of these Franciscan friars found a relative bench mark in the example that Kolbe set.
Miracles of love are possible, according to the experience of St. Maximilian, when we rely on the intercession and mediation of the Immaculate. In an article from 1924 he states: "Rekindle love and trust in Mary Immaculate everywhere and you shall soon see tears flowing from the eyes of the most hardened sinners. You shall see prisons emptied, the ranks of honest workers increased; while home hearths will be redolent of virtue; peace and happiness will destroy discord and pain, for it will be already a new era" (SK 1069).
Pope Francis, in his Angelus of August 14, 2016, offered this significant prayer in reference to the charity of Maximilian: "Let us ask the Virgin Mary to pray with us and for us to the Heavenly Father, that he dispense upon all believers the Holy Spirit, the divine flame which warms hearts and helps us to be in solidarity with the joys and the sufferings of our brothers and sisters. May we be sustained on our journey by the example of St Maximilian Kolbe, martyr of charity, whose feast day is today: may he teach us to live the fire of love for God and for our neighbor."

The foundation, nature and mission of the M.I.
It was really the desire to love in the style of Christ, and to experience the richness of entrusting oneself to Mary, that gave rise to the M.I. in 1917. This Marian movement was the solution Kolbe and his companions found to address the delicate social, political, economic and religious situation of their day. The Marian association that Kolbe and his six companions founded was the prophetic vision that was put forward as an element to resolve and propel through the great darkness humanity was enduring in that period.
Maximilian was not afraid of novelty, in fact it launched him into new forms of apostolate, supported and driven by the strength that emanates from God. He imagined the M.I. as a mission that could reach the hearts of all men, surpassing previous models of associations. He desired that the M.I. "be less 'transcendentalis' than 'universalis', that is to say, it should not present itself as one more organization among the many that already exist, but rather deeply permeate all organizations" (SK 658). According to Kolbe, a movement that was born by listening to the voice of the Spirit and which lives by entrusting oneself the Immaculate cannot be constrained and is called to be "woven into" every part of the ecclesial and social fabric. Indeed, "the purpose of the Militia of the Immaculata is to conquer the whole world, all hearts and each person individually, for the Queen, not only of Heaven, but also of the Earth. To give true happiness to those poor unfortunates who seek it in the ephemeral pleasures of this world, this is our aim" (SK 97).
Today the M.I. is called to important enterprises in evangelism in keeping with its history, its journey and especially with its distinctly missionary vocation. I have been following the path of the Kolbean association with great care and attention and-with satisfaction, too. I note some initiatives that are proving to be particularly innovative and fruitful from the apostolic point of view. These are evangelization schools in Poland which are particularly popular with young people who, through a progressive catechetical path, are able to come face to face with the Kolbean charism. In addition, I should mention the increasingly enthusiastic participation of young M.I. members in World Youth Day. It's a very significant change: In many countries the Kolbean Association is being rediscovered as something well-suited for young people-to the point that a World Day for young M.I. members has been called for 2018.
Love was the driving force that animated the Saint's whole missionary journey. Evangelization, mission, martyrdom-everything came from a heart that loved in the light of the contemplation the Lord, a Lord who gives generously, without limits or boundaries. Kolbe said: "Your personal sanctification is your first occupation. Commitment toward the sanctification of others must be the overabundance of your love toward Jesus" (SK 987F). The Saint, with his spiritual experience, shows that you can achieve great apostolic goals if you express charity in your daily life through concrete and tangible acts.

The celebration of the 100th anniversary of the foundation of the M.I.
The message and testimony of Kolbe are still very current and in this "favorable time" our Order and the M.I. are called to discover the topicality of his prophecy in the mission. The mission is not exempt from persecution as it witnesses the Gospel in contexts that are secularized and hostile to the Christian message and its apostolic journey. In this spirit, the M.I., with the Government of the Order present, began preparing for the 100th anniversary of its foundation with a Marian Congress held in Fatima on October, 28-30, 2016. Its evocative and meaningful theme is: With Mary from the Mission to Martyrdom: The Secret of St. Maximilian Kolbe. On October 16-18, 2017, in Rome, the centennial will be solemnly celebrated with timely moments for prayer, discussion and festivities. The year 2017 shall be a Kolbean Year for the entire Order, with opportunities to reflect on the legacy of Kolbe in the Church, in the Order and in the context of the New Evangelization, as suggested by a motion made at the last General Chapter. In fact, on October 19-20, 2017, there will be a convention of the Order in Rome with friars from all over the world participating. We will try to learn how to implement the Saints missionary and martyrial witness in our own life and times, certain that his prophetic vision is not worn out and still has much to say and to give.
May we experience this Kolbean Jubilee Year with great interior joy and with a greater emphasis on listening. We have a wonderful spiritual patrimony. It can be the basis for new itineraries suggested by the Holy Spirit to benefit the Church and humanity and that the Order and the M.I., in profound communion, may want to develop. Like Kolbe, in addition to Kolbe, under the creative influence of the Holy Spirit, we are invited to discover new avenues of mission that can speak to the hearts of the men and women of our time.

Friar Marco Tasca
Minister General





SAN MAXIMILIANO KOLBE, CONTINÚA SU PROFECÍA

Los años 2016 y 2017 son especialmente significativos en lo que se refiere a la heredad que nos ha legado S. Maximiliano Kolbe. En dichos años celebramos respectivamente el 75° aniversario de su martirio y el centenario de la fundación de la Milicia de la Inmaculada (M.I.). Considero importante aprovechar esta ocasión para reflexionar sobre el ejemplo del mártir de la caridad de Auschwitz e individuar en él algunos elementos y motivaciones que pueden enriquecer la vida de nuestra Orden. Hay que valorar y actualizar su palabra y su ejemplo, porque pueden ofrecernos también hoy a los Hermanos Menores Conventuales nuevos estímulos para el crecimiento interior y apostólico.

Martirio de la caridad vivido en lo cotidiano - santidad de vida y misión
El santo nos ayuda a comprender que es posible alcanzar un alto grado de la caridad si, en el camino espiritual cotidiano, se realizan gestos continuos de amor, quizás poco visibles para los demás, pero eficaces sin duda alguna. Kolbe, a lo largo de toda su existencia, experimenta de varios modos la dimensión de la entrega. Antes de su muerte en Auschwitz, vive un camino marcado por una notable y evidente llamada a la entrega de la propia vida, que se manifiesta en la acogida de episodios dolorosos, los cuales lo conducen a una caridad cada vez mayor, ejemplar y perseverante ante las adversidades y persecuciones. Es conocido sobre todo por el martirio en el campo de exterminio de Auschwitz, pero dicho acontecimiento constituye sólo el vértice de un itinerario de amor y de dolor ofrecidos por Cristo, la Iglesia, los hermanos y el Reino.
Resultan significativas estas expresiones suyas: "Recordemos que el amor vive, se alimenta de sacrificios. Demos gracias a la Inmaculada por la paz interior, por el éxtasis de amor; sin embargo no olvidemos que todo esto, aunque bueno y hermoso, no es en absoluto la esencia del amor y el amor, es más, el amor perfecto, puede existir también sin todo esto. El punto más alto del amor es el estado en que se encontraba Jesús en la cruz cuando dijo: "Dios mío, Dios mío, ¿por qué me has abandonado?". Sin sacrificio no hay amor" (EK 503).
Como buen hijo de S. Francisco, el santo polaco ama meditar sobre el misterio de Cristo. El amor del Señor lo atrae de manera especial, porque su actitud es la de quien desea aprender a amar siguiendo las huellas del Redentor. Contemplando a Cristo, la vida puede convertirse en un milagro de amor, en cada situación y acontecimiento de nuestro itinerario existencial. S. Maximiliano nos enseña a no tener miedo de amar y entregarnos con generosidad, porque sólo así la caridad del Señor puede hacerse visible en cada acción nuestra. Así sucedió, por ejemplo, en la experiencia martirial de los beatos Miguel Tomaszek (1960-1991) e Zbigniew Strza?kowski (1958-1991), asesinados en Perú por el grupo revolucionario
Sendero Luminoso y proclamados beatos el 5 de diciembre de 2015. El testimonio de estos hermanos franciscanos tiene un punto de referencia fundamental en el ejemplo de Kolbe.
Los milagros de amor son posibles, según la experiencia de S. Maximiliano, cuando confiamos en la intercesión y la mediación de la Inmaculada. En un artículo de 1924 afirma: "Encended en todas partes el amor y la confianza en María Inmaculada y muy pronto veréis brotar en los ojos de los pecadores más endurecidos las lágrimas del arrepentimiento, vaciarse las cárceles, aumentar el número de los obreros honestos, mientras los hogares perfumarán de virtud, la paz y la felicidad destruirán la discordia y el dolor, porque ha llegado una era nueva" (EK 1069).
El Papa Francisco, en el Ángelus del 14 de agosto de 2016, elevaba esta significa-tiva oración, refiriéndose a la caridad de S. Maximiliano: "Pidamos a la Virgen María que ore con nosotros y por nosotros al Padre celestial, para que infunda en todos los creyentes el Espíritu Santo, fuego divino, que calienta los corazones y nos ayuda a ser solidarios con las alegrías y los sufrimientos de nuestros hermanos. Que nos aliente en nuestro camino el ejemplo de S. Maximiliano Kolbe, mártir de la caridad, cuya fiesta celebramos hoy: que él nos enseñe a vivir animados por el fuego del amor a Dios y al prójimo".

Fundación, naturaleza y misión de la M.I.
En 1917 nace la M.I., con el deseo de amar con el estilo de Cristo y experimentar la riqueza de la consagración a María. La aparición de este movimiento mariano constituye la respuesta de Kolbe y sus compañeros a la delicada situación social, política, económica y religiosa de aquel momento. La asociación mariana de Kolbe y sus seis compañeros es la profecía que quiere ser impulso y solución en ese contexto de gran oscuridad que vive la humanidad de aquella época.
Maximiliano no tiene miedo a la novedad; de hecho se lanza a nuevas formas de apostolado, ayudado y empujado por la fuerza que procede de Dios. Concibe la M.I. como una misión que alcance los corazones de todos los hombres, superando modelos de asociación anteriores. Desea que la M.I. "sea más "transcendentalis" que "universalis", es decir, no debe presentarse como una organización más de las que ya existen, sino que debe impregnar profundamente todas esas organizaciones" (EK 658). Según Kolbe, un movimiento que nace de la escucha del Espíritu y vive de la consagración a la Inmaculada no puede ponerse límites y está llamado a insertarse en todos los estratos del tejido eclesial y social. De hecho, "el fin de la Milicia de la Inmaculada es conquistar el mundo entero, todos y cada uno de los corazones para la Reina no sólo del cielo sino también de la tierra; dar la felicidad verdadera a aquellos pobres infelices que la buscan en los placeres efímeros de este mundo: he aquí nuestro fin" (EK 97).
Hoy la M.I. está llamada a empresas importantes en la evangelización, para ser fiel a su historia, su camino y, sobre todo, a su vocación eminentemente misionera. Estoy acompañando con mucho interés y solicitud el camino de la asociación kolbiana y, con satisfacción, quiero señalar aquí algunas iniciativas que se están revelando novedosas y fecundas desde el punto de vista apostólico. Se trata de las escuelas de evangelización nacidas en Polonia, frecuentadas sobre todo por los jóvenes, los cuales, mediante un itinerario catequético gradual, tienen ocasión de confrontarse con el carisma kolbiano. Además, hay que recordar la participación cada vez más convencida de los jóvenes de la M.I. en la Jornada Mundial de la Juventud. Es una novedad significativa: en muchas naciones la asociación kolbiana se revela adecuada para los jóvenes, de tal manera que éstos han pedido una Jornada Mundial de los jóvenes de la M.I., que se celebrará en el año 2018.
El amor es el mecanismo que mueve toda la actividad misionera del santo. La evangelización, la misión, el martirio, todo nace de un corazón que ama a la luz de la contemplación del Señor y que se entrega generosamente, sin límites ni reservas. Kolbe afirma: "Tu santificación personal es tu primera ocupación. El compromiso de la santificación de los demás debe nacer de la sobreabundancia de tu amor a Jesús" (EK 987F). El santo, con su experiencia espiritual, demuestra que se pueden alcanzar grandes metas apostólicas si la vida cotidiana está animada por un amor hecho de gestos concretos y tangibles.

Celebraciones del centenario de la fundación de la M.I.
El mensaje y el testimonio de Kolbe son muy actuales y, en este "tiempo favorable", nuestra Orden y la M.I. están llamadas a descubrir la actualidad de su profecía en la misión, no exenta de persecuciones en su testimonio evangélico en contextos secularizados y hostiles a la propuesta cristiana y a su itinerario apostólico. Con este espíritu la M.I. inició la preparación para el centenario de su fundación, con la participación del gobierno de la Orden, con un congreso mariológico, celebrado en Fátima del 28 al 30 de octubre de 2016, sobre el significativo e interesante tema: Con María, de la misión al martirio: el secreto de S. Maximiliano Kolbe. Del 16 al 18 de octubre de 2017 se celebrará solemnemente el centenario en Roma, con oportunos espacios de oración, reflexión y fiesta. El 2017 será el año kolbiano para toda la Orden, que podrá reflexionar sobre la heredad de Kolbe en la Iglesia, la Orden y en el campo de la nueva evangelización, como sugería una moción del último Capítulo general. El 19 y el 20 de octubre de 2017 se celebrará en Roma un congreso de la Orden, en el que participarán hermanos de todo el mundo. Trataremos de comprender cómo actualizar el testimonio misionero y martirial del santo en nuestro tiempo, convencidos de que su profecía no se ha agotado y tiene aún mucho que decir y ofrecer.
Vivamos este jubileo kolbiano con gran alegría interior y dispuestos a la escucha. Tenemos un patrimonio espiritual maravilloso, que puede ser la base para nuevos caminos inspirados por el Espíritu para el bien de la Iglesia y de la humanidad y que la Orden y la M.I., en comunión profunda, desean valorar como tal. Como Kolbe, y más allá de Kolbe, con la creatividad que inspira siempre el Espíritu, somos invitados a descubrir nuevos caminos de misión, que hablen al corazón de los hombres y mujeres de nuestro tiempo.

Fr. Marco Tasca
Ministro general





Święty Maksymilian Kolbe kontynuuje swoje proroctwo

Lata 2016-2017 są szczególnie znaczące w odniesieniu do dziedzictwa pozostawionego nam przez św. Maksymiliana Kolbego. Wspomniane lata zaznaczają się odpowiednio 75. rocznicą jego męczeństwa i stuleciem założenia Rycerstwa Niepokalanej (MI). Uważam za słuszne wykorzystanie tej okoliczności do zastanowienia się nad przykładem Męczennika miłości z Auschwitz w celu dostarczenia inspiracji i motywacji zmierzających do wzbogacenia przeżyć naszego Zakonu. Jego wskazania i jego przykład powinny być dowartościowane i na nowo odczytane, ponieważ nawet dzisiaj mogą dodać Braciom Mniejszym Konwentualnym świeżych bodźców do rozwoju wewnętrznego i apostolskiego.

Męczeństwo miłości przeżywanej na co dzień – świętość życia i misja
Święty pozwala nam zrozumieć, że możliwe jest osiągnięcie wysokiego stopnia miłości, jeśli w codziennej wędrówce duchowej spełniane są trwałe i okazałe czyny miłości, może niezbyt widoczne dla większości, ale z pewnością skuteczne. W całym swoim życiu o. Kolbe na różne sposoby realizuje wielowymiarowość daru z siebie. Przed śmiercią w Auschwitz podąża drogą naznaczoną niezwykłym i wyraźnym wezwaniem do ofiary z własnego życia, ofiary przejawiającej się w przyjmowaniu bolesnych wydarzeń jako zwiastunów miłości coraz większej, wzorowej i odpornej na przeciwności i prześladowania. Jest on szczególnie znany poprzez męczeństwo poniesione w obozie zagłady w Auschwitz, ale to wydarzenie ukazuje tylko uwieńczenie drogi miłości i cierpienia, które ofiarowuje za Chrystusa, za Kościół, za braci i za królestwo Boże.
Wymowne są jego wyrażenia: „Pamiętajmy, że miłość żyje, karmi się ofiarami. Dziękujmy Niepokalanej za wewnętrzny pokój, za uniesienia miłości, ale nie zapominajmy, że to wszystko choć dobre, piękne, nie jest jednak istotą miłości i bez tego wszystkiego może być miłość i to miłość doskonała. Szczyt jej to stan, w którym Pan Jezus mówi na krzyżu: «Boże mój, Boże mój, czemuś mnie opuścił?» Bez ofiary nie ma miłości” (Pisma, cz. I, Niepokalanów 2007, nr 447a, s. 648).
Jako doskonały syn Franciszka, polski Święty lubi medytować nad tajemnicą Chrystusa. Miłość Pana wywiera na niego szczególny urok właśnie dlatego, że kształtuje się on w duchu tego, kto pragnie nauczyć się kochać, podążając śladami Odkupiciela. Kontemplując Chrystusa, można uczynić życie cudem miłości w każdej sytuacji i w każdym wydarzeniu naszej egzystencjalnej wędrówki. Św. Maksymilian uczy nas, aby nie bać się kochać i poświęcać z wielkodusznością, gdyż tylko wtedy miłość Boga może stać się widoczna w każdym naszym czynie. Ziściło się to na przykład w doświadczeniu męczeńskim błogosławionych Michała Tomaszka (1960-1991) i Zbigniewa Strzałkowskiego (1958-1991), zabitych w Peru przez grupę rewolucjonistów Sendero Luminoso i ogłoszonych błogosławionymi 5 grudnia 2015 r. Świadectwo tych zakonników franciszkańskich właśnie w przykładzie o. Kolbego ma istotny punkt odniesienia.
Według doświadczenia św. Maksymiliana, cuda miłości są możliwe, gdy powierzamy się wstawiennictwu i pośrednictwu Niepokalanej. W artykule z 1924 r. stwierdza on: „Niecić wszędzie miłość i ufność ku Maryi Niepokalanej, a ujrzycie, że wnet z oczu najzatwardzialszych grzeszników popłyną łzy, opróżnią się więzienia, zwiększy się zastęp trzeźwych pracowników, a ogniska domowe zawonieją cnotą, pokój i szczęście wyniszczy niezgodę i ból, bo teraz już – nowa era” (Pisma, cz. II, nr 981, s. 340).
Papież Franciszek podczas Anioł Pański w dniu 14 sierpnia 2016 r., nawiązując do miłości o. Maksymiliana, wzniósł tę znamienną modlitwę: „Prośmy Maryję Dziewicę, aby modliła się z nami i za nas do Ojca niebieskiego, aby zesłał na wszystkich wierzących Ducha Świętego, Boży ogień, który rozpala serca i pomaga nam być solidarnymi z naszymi braćmi w ich radościach i cierpieniach. Niech nas podtrzymuje w naszej drodze przykład św. Maksymiliana Kolbego, męczennika miłości, którego wspomnienie przypada dzisiaj: niech on nauczy nas żyć żarliwą miłością do Boga i bliźniego”.

Założenie, natura i misja MI
Właśnie z pragnienia kochania na sposób Chrystusa i doświadczenia bogactwa zawierzenia Maryi zrodziło się w 1917 r. Rycerstwo Niepokalanej. Powstanie tego ruchu maryjnego stanowi odpowiedź o. Kolbego i jego współbraci na drażliwą sytuację społeczną, polityczną, ekonomiczną i religijną czasu, w jakim żyją. Stowarzyszenie maryjne o. Kolbego i jego sześciu towarzyszy jest proroctwem, które jawi się jako element rozstrzygający i napędowy w odniesieniu do wielkiej ciemności, w jakiej żyje ludzkość tamtego okresu.
Św. Maksymilian nie boi się nowości i dlatego „rzuca się” na nowe formy apostolstwa, wspierany i nakłaniany mocą, która emanuje z Boga. Wyobraża sobie MI jako misję, która dociera do serc wszystkich ludzi, wyprzedzając dotychczasowe wzorce stowarzyszeniowe. Pragnie on, aby Rycerstwo Niepokalanej „było raczej transcendentalis niż universalis, tj. nie stanęło jako jeszcze jedna organizacja obok wielu, ale raczej przesiąknęło na wskroś wszystkie organizacje” (Pisma, cz. I, nr 580, s. 825). Według o. Kolbego, ruch, który rodzi się ze słuchania głosu Ducha Świętego i żyje zawierzeniem Niepokalanej, nie może stawiać sobie ograniczeń i jest wezwany do „włączenia się” w każdy rodzaj sfery kościelnej i społecznej. Istotnie, „celem Rycerstwa Niepokalanej jest zdobyć cały świat, wszystkie serca i każde z osobna dla tej Królowej nie tylko nieba, ale i ziemi; dać szczęście prawdziwe tym biednym nieszczęśliwym, którzy go szukają w przemijających rozkoszach tego świata – oto nasz cel” (Pisma, cz. I, nr 81, s. 184).
Dzisiaj Rycerstwo Niepokalanej jest wezwane do ważnych przedsięwzięć w ewangelizacji, aby pozostać wierne swojej historii, swojej przebytej drodze, a zwłaszcza swojemu dobitnie misyjnemu powołaniu. Z wielką troską i uwagą śledzę działalność stowarzyszenia kolbiańskiego i z satysfakcją chciałbym wskazać kilka inicjatyw, które z apostolskiego punktu widzenia okazują się być szczególnie innowacyjne i owocne. Chodzi o szkoły ewangelizacji powstałe w Polsce i niezwykle cenione przez ludzi młodych, którzy, poprzez stopniowy kurs katechizacyjny, mają możliwość dokonywania porównań z charyzmatem kolbiańskim. Należy ponadto wspomnieć o coraz liczniejszym uczestnictwie chłopców i dziewcząt z MI w Światowych Dniach Młodzieży. Jest to pewna znacząca nowość: w wielu krajach stowarzyszenie kolbiańskie bywa na nowo odkrywane jako odpowiednie dla młodzieży, i to do tego stopnia, że ci ostatni poprosili o Światowy Dzień Młodych MI, który odbędzie się w 2018 r.
Miłość jest motywem, który kieruje całym szlakiem misyjnym Świętego. Ewangelizacja, misja, męczeństwo: wszystko rodzi się z serca, które kocha w świetle kontemplowania Boga i które daje się wspaniałomyślnie, bez ograniczeń, bez granic. Kolbe twierdzi: „Pierwszą twą sprawą jest twoje własne uświęcenie. Troska o uświęcenie innych ma być przepełnieniem twej ku Panu Jezusowi miłości” (Pisma, cz. II, nr 864F, s. 69). Swoim duchowym doświadczeniem Święty pokazuje, że wielkie cele apostolskie można osiągnąć wtedy, gdy w codziennym działaniu potwierdza się miłość wyrażaną czynami konkretnymi i widocznymi.

Obchody setnej rocznicy założenia MI
Przesłanie i świadectwo o. Kolbego są nadal bardzo aktualne i w tym „czasie stosownym” nasz Zakon i Rycerstwo Niepokalanej są wezwane do odkrycia aktualności jego proroctwa w akcji misyjnej, nie wolnej od prześladowań ze względu na świadectwo ewangeliczne dawane w kontekstach zsekularyzowanych i wrogich wobec orędzia chrześcijańskiego i jego rozwoju apostolskiego. W tym duchu Rycerstwo Niepokalanej – w obecności zarządu Zakonu – rozpoczęło przygotowanie do stulecia założenia poprzez kongres mariologiczny, który odbył się w dniach 28-30 października w Fatimie na sugestywny i znaczący temat: Z Maryją od misji do męczeństwa: tajemnica św. Maksymiliana Kolbego. Od 16 do 18 października 2017 r. w Rzymie odbędą się uroczyste obchody stulecia, na które złożą się chwile modlitwy, wymiany myśli i świętowania. Rok 2017 będzie rokiem kolbiańskim dla całego Zakonu, który będzie miał okazję do zastanowienia się „nad dziedzictwem o. Kolbego w Kościele, w Zakonie i na płaszczyźnie nowej ewangelizacji”, jak to sugeruje wniosek z ostatniej kapituły generalnej. Stąd też w dniach 19-20 października 2017 r. w Rzymie odbędzie się kongres Zakonu, w którym wezmą udział współbracia z całego świata. Będziemy starać się zrozumieć, w jaki sposób świadectwo misyjne i świadectwo męczeństwa Świętego uczynić bardziej aktualne w tym czasie, w którym żyjemy, będąc pewni, że jego proroctwo nie zostało wyczerpane i nadal ma nam wiele do powiedzenia i do zaoferowania.
Przeżyjmy ten jubileuszowy rok kolbiański z wielką radością wewnętrzną i z najwyższym nastawieniem na słuchanie. Posiadamy wspaniałe dziedzictwo duchowe, które może być podwaliną pod przetarcie nowych szlaków podpowiadanych przez Ducha Świętego dla dobra Kościoła i ludzkości, a które Zakon i Rycerstwo Niepokalanej, pozostające w głębokiej jedności, pragną dowartościować. Jak o. Kolbe, a nawet jeszcze bardziej jak o. Kolbe, wedle kreatywności sugerowanej przez Ducha Świętego, jesteśmy zaproszeni do odkrycia nowych dróg misyjnych, które mogą przemówić do serc mężczyzn i kobiet naszych czasów.

Fr. Marco Tasca
Minister generalny






LOGO CENTENARIO MI



Scarica il logo (versione italiana)

Il logo riproduce la stessa immagine presente in quello della M.I. Internazionale e riprende quello del centenario.
Esso, infatti, indica ciò che rappresenta la nostra Associazione oggi. In alto ci sono sette cuori, sono quelli dei sette fondatori che, con tutto il loro amore, hanno pronunciato il loro “Sì” al nascente progetto trasmesso da S. Massimiliano (il suo è il cuore più grande).
In basso è riportata la frase “100 anni di missione”: indica l’ideale missionario della M.I. che ha caratterizzato tutta la sua storia, ne rappresenta il presente e il futuro.




English version

Polskiej wersji

Versão in portuguese

Versión española

Version française