Home / Antonio ha trovato una nuova famiglia





STORIA
“Habla Español? Parla spagnolo?”. Non era la prima volta che qualcuno al telefono iniziava così la conversazione... “Un poco”, le risposi, ma quasi subito mi sono trovata a chiedermi se non avessi fatto meglio a chiedere alla signora di chiamare più tardi e parlare direttamente con Anna, che lo spagnolo lo capisce e parla davvero.
La signora, di nome Maria, chiedeva informazioni sui prossimi incontri di preparazione alla consacrazione all’Immacolata offerti presso il nostro Centro per persone di lingua spagnola. Ho colto subito la sua perplessità quando le ho risposto che la prossima serie di incontri sarebbe stata in giugno... Troppo tardi, ripeteva Maria, temendo per suo padre Antonio, di 112 anni. Ne avevano parlato e Antonio aveva espresso il desiderio di consacrarsi alla Madonna prima che... la Madonna venisse a prenderlo!
112 anni? Forse ho capito male... 102? No, no, insisteva Maria: 112! Naturalmente, più tardi quel giorno, Anna ed io abbiamo deciso che una richiesta tanto straordinaria non potesse aspettare. Il 19 gennaio siamo andati a casa loro e lì abbiamo conosciuto di persona Maria e suo padre, un uomo davvero straordinario, e non solo per la sua veneranda età.
Antonio Castañeda è nato il 18 gennaio 1900 nello stato messicano di Zacateca. Ha perso la mamma quando aveva solo 8 anni e suo padre quando ne aveva 12. Da allora è rimasto solo ad affrontare le mille sfide della vita, crescendo in un paese estremamente povero.
Maria ha condiviso con noi diverse storie personali di suo padre, sottolineando soprattutto la sua grande fede e devozione all’Eucaristia. Sorridiamo ancora con ammirazione al racconto delle tante volte in cui Antonio ha attraversato il fiume a guado, l’acqua alla gola e i vestiti all’asciutto in cima al sombrero, per raggiungere la chiesa e assicurare la sua presenza durante l’adorazione eucaristica notturna.
Ed ora Antonio era seduto di fronte a noi, pronto, estraendo orgoglioso dalla tasca della camicia l’“arma” che lo ha protetto e salvato in diverse circostanze della vita: la corona del Rosario! Non ci stupiva che al crepuscolo di questa lunga vita, Antonio volesse rendere “ufficiale” la sua devozione e dedizione alla Madonna. Senza dubbio la Madonna l’aveva accettata già da molti anni.
Le parole della preghiera di consacrazione scritta da san Massimiliano Kolbe risuonavano chiare nel soggiorno della loro casa mentre, con grande consapevolezza della solennità del momento, Antonio offriva tutta la sua “vita, morte ed eternità” alla più amorevole e premurosa delle madri.


HISTORY
“Habla Español? Do you speak Spanish?” It was not the first time that someone on the phone would start thus their conversation…
“Un poco. A little,” came the answer. But then I wondered if I should just have asked the lady to call at a later time and talk with Anna.
She was asking information about our next series of meetings in preparation to Consecration to the Immaculata and when she heard that nothing was scheduled for Spanish speaking people until June, she said she could not wait so long: her father is 112 and she would very much like for him to be entrusted to Our Lady before anything might happen to him.
112? You mean 102… No, no: 112!
Well, later that day Anna and I agreed that such an extraordinary requested needed to be honored as soon as possible!
On January 19 we drove to their house and met a truly extraordinary old man and his daughter, Maria. Antonio Castañeda was born on April 18, 1900 in the Mexican state of Zacateca. He lost his mother when he was 8 and his father when he was 12, thus remaining alone to meet the challenges of life and growing up in a very poor country.
As his daughter Maria was going with us through many personal stories, we smiled in admiration at the account of the many times Antonio crossed the river, water up to his neck, his clothes at safety in his sombrero, to go to Eucharistic Adoration at his assigned time during the night in the local parish. And now Antonio was sitting in front of us, showing from his shirt’s pocket the “weapon” that protected and saved him through life: his Rosary. No wonder he wanted to make his act of devotion and consecration to Our Lady official, and no doubt Our Lady had already accepted it… a long time ago!
The words of consecration written by St. Maximilian Kolbe resounded loud and clear in the living room, while with great awareness of the solemnity of the moment, Antonio offered his “whole life, death, and eternity” to the most loving and caring of Mothers.