10ar03c.gif (30468 byte) Presentato il volume:

"San Massimiliano Maria Kolbe nel suo tempo e oggi"
Approccio interdisciplinare alla personalità e agli scritti

Quarantasette anni, 7 mesi, 7 giorni scandiscono il tempo della vicenda terrena di un uomo che fu scrittore non in senso tradizionale, missionario e martire in un luogo simbolo di ogni disumana efferatezza perpetrata contro l'uomo - Auschwitz -, di un campione d'umanità, pienamente raggiunta e vissuta. Su di lui, queste parole di Eugène Ionesco (cf Massimiliano M. Kolbe nel suo tempo e oggi, Centro Internazionale "Milizia dell'Immacolata", Roma 2003, p. 65) modulano in ognuno di noi appassionata condivisione: "Io ho ammirato e adorato in lui ciò che è difficile, cioè il sacrificio. Il sacrificio è la santità... vivere e morire per gli altri, nell'amore della vita e della morte: ecco quanto fece, ecco ciò che fa l'esistenza di Massimiliano Kolbe". Quel Kolbe, roccioso e creativo promotore di quello che lui stesso, da Nagasaki (1933) definiva "l'aureo filo della causa dell'Immacolata" evolutosi "Fin dai primordi del nostro Ordine, per 7 secoli" (op. cit., p. 452).

            Si addice e s'iscrive nello spirito del mese mariano di quest'Anno del Rosario la Tavola Rotonda che, in un quieto pomeriggio di maggio, ha presentato presso la Pontificia Facoltà teologica "Marianum" il bel volume "San Massimiliano M. Kolbe nel suo tempo e oggi", raccolta degli Atti (29 interventi) del IV Congresso Internazionale promosso dal C.I.M.I. (2001), segnato da qualificate presenze (incuriosisce l'assenza di altre significative voci). Emerge, dagli Atti e dagli interventi dei relatori, il personaggio/persona Massimiliano Maria Kolbe. In forma dialettica e interdisciplinare, l'approccio a personalità e scritti di spessore e di pondus espressione di una voce della spiritualità del sec. XX rivelatasi prepotentemente "nuova", contesta il prevalere, a tutt'oggi, di un interesse di documentazione privilegiante ambiti francese, spagnolo, italiano e centro-europeo (in particolare, austriaco/tedesco, op. cit., p. 393). Il volume guida il lettore ad approfondire pensiero, linguaggio, grinta kolbiani. Spazia in 7 aree (storico-culturale; antropologica; teologica; di spiritualità del Novecento; di evangelizzazione; ecumenica; interreligiosa) che, interrelate, rendono giustizia alla prismatica figura di un dinamico essere mosso da "tensione martiriale". Sottolineava con finezza il moderatore della Tavola Rotonda, P. Eugenio Galignano direttore della rivista "Miles Immaculatae": la santità di Kolbe non si rassegna a rimanere in una nicchia, essendo la crescita spirituale rivolta nelle quattro direzioni già indicate da Paolo (Ef 3, 14-21).

            È stata la Tavola Rotonda, invece, a doversi rassegnare sul filo del tempo a delineare riflessioni, sorvolando angolature di rilievo, non ultimo l'aspetto interreligioso. Messe a fuoco, invece, soprattutto antropologia, teologia quale "vissuto dei santi" - accenni a temi cristologici nell'alveo della tradizione francescana – (prof. Vincenzo Battaglia, docente all'Antonianum di Roma e presidente della Pontificia Accademia Mariana internazionale), spiritualità incentrata sulla devozione mariana, con particolare attenzione al fondamentale rapporto Vergine/Spirito Santo, da parte del prof. Alfonso Langella docente alla facoltà Teologica dell'Italia Meridionale. Tutte, correlate a flash di attualità, oggi, del messaggio kolbiano incisivo per recuperare il senso se non il sentimento della trascendenza. Un'immersione negli Atti, apre orizzonti al fruitore di questo singolare testimone dell'amore ricevuto e donato; la Tavola Rotonda con platea attiva grazie alla presenza di esperti ha contribuito a indicare percorsi futuri, più avvertiti parallelismi con distinguo (de Montfort/Kolbe).

            L'antropologia di un forgiatore della persona quale fu Kolbe, di un educatore affinato da una ricca esperienza di dar vita a dinamica visione dell'uomo - 700 erano le persone cooperanti con Kolbe nella Niepokalanów di quegli anni - ha sottolineato la docente di Scienze dell'educazione al P.I. Auxilium, Maria Spólnik, punta a realizzare l'idea che l'uomo, come singolo, va educato per e secondo i disegni di Dio. Ricco di talento nell'individuare e sviluppare i talenti altrui, Kolbe ribalta la posizione nietschiana (se la natura ci fa tutti diversi, l'educazione ci rende tutti uguali). Ritiene, l'educatore Kolbe, che funzione principe dell'agire educativo sia evidenziare l'unicità, in nuce in ognuno di noi. La crescita interiore mai prescinde dall'attenzione all'individualità, attuata secondo il meccanismo: attrarre (al bene) / respingere (l'altro verso l'autonomia personale).

            Fare le cose comuni in modo straordinario, grazie alla forza creativa del motore primo del messaggio cristiano, è quotidiana sfida, sembra riassumere il monito kolbiano: "Solo l'amore crea, l'odio distrugge".

Irene Iarocci

 

Un itinerario tematico mariano e kolbiano

 

Gli atti del Congresso internazionale costituiscono indubbiamente una piccola "summa" del pensiero e della personalità di san Massimiliano. Si tratta di un itinerario tematico mariano e kolbiano. Padre Eugenio Galignano, direttore del Centro Internazionale della Milizia dell'Immacolata, attento e sollecito, come sempre, a dare "voce" al santo patrono del difficile XX secolo, nel raccogliere tempestivamente i magistrali interventi di quelle giornate, ci ripropone quanto sia attuale il pensiero kolbiano e quanto sia profetica la testimonianza di vita di un santo che  sino all'ultimo si è donato per costruire la "civiltà dell'amore". "Solo l'amore crea" - amava ripetere il Kolbe -, "Solo l'amore crea" - amano ripetere soprattutto oggi, dopo la tragedia di Auschwitz e le tante tragiche tragedie mondiali (da quella dell'11 settembre al conflitto in Iraq) quanti credono fermamente nel Vangelo della pace.

(L'Oss. Rom. 06.VI.2003, p. 4) 

 

 

 

 

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