kolbeMASSIMILIANO KOLB
"OTTOBRE KOLBIANO"  
  

85° Anniversario della Fondazione della Milizia dell'Immacolata

La Comunità francescana di Casa Kolbe in Roma
rievoca quel 16 ottobre del 1917

Ottantacinque anni esatti, quando eventi di enorme portata e di segno opposto confluivano in quel 1917, sotto il dilagare nefasto della prima Grande Guerra: il marxismo materialista al governo dell'ex-Russia, le apparizioni della Santa Vergine a Fatima, il centenario della massoneria italiana con le sue sceneggiate blasfeme in Piazza san Pietro. L'attuale "Casa Kolbe" in via san Teodoro, nel cuore antico di Roma tra il Campidoglio e il Palatino, era allora rigoglioso centro di studi come sede della Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura" e dell'annesso Collegio internazionale della famiglia francescana dei Frati Minori Conventuali. In una cella - oggi Oratorio - al primo piano dell'edificio, il giovane studente Fra' Massimiliano M. Kolbe, diacono, previo consenso del Padre Rettore, in un intenso clima di preghiera che squarciava il futuro, presentava a sei confratelli un'idea da battaglia, tenendo tra le mani un foglietto con degli appunti manoscritti. Era lo Statutum essentiale della nascente "Milizia dell'Immacolata" (M.I.), movimento mariano di ampi orizzonti. Più tardi, quel piccolo seme, maturato in un crescente ardore missionario e nella fecondità della riflessione teologica, agli occhi del fondatore assumerà il progetto di "una visione globale della vita cristiana sotto forma nuova, consistente nel legame con l'Immacolata, nostra mediatrice universale presso Gesù" (SK 1220). Così l'approverà in via definitiva Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1997, elevandola ad Associazione di fedeli di diritto pontificio, pubblica e internazionale. 

Come di consueto, i Religiosi della Casa hanno voluto sottolinearne il ricordo con una solenne concelebrazione eucaristica, presenti gli alunni del Seraphicum ed i loro educatori, rappresentanti delle Comunità francescane della città, esponenti di alcuni istituti di ispirazione kolbiana, membri di diversi gruppi M.I. di Roma. Introducendo il rito, il Presidente internazionale P. Eugenio Galignano esortava i presenti ad entrare in sintonia di fede e di affetto con Giovanni Paolo II all'inizio del suo venticinquesimo compleanno di pontificato; a lui, nella mattinata, aveva fatto pervenire il seguente telegramma di auguri: "I membri della Milizia dell'Immacolata nel mondo si uniscono all'inno di gratitudine per prezioso alto Magistero Pontificio et singolare Testimonianza Apostolica, nella felice coincidenza 85° genetliaco Associazione M.I. et 20° anniversario canonizzazione san Massimiliano M. Kolbe che Sua Santità addita Patrono del nostro difficile secolo". Presentava quindi il nuovo Assistente Nazionale della M.I. in Italia nella persona di P. Egidio Monzani, della Provincia patavina dei Francescani Conventuali, già direttore del "Messaggero dei Ragazzi", docente di catechetica presso l'Istituto teologico "S. Antonio Dottore" a Padova, quindi direttore della rivista mensile "San Francesco Patrono d'Italia" in Assisi. Conferenziere apprezzato e incisivo, aperto alle prospettive dell'ideale kolbiano. 

"C'è un tempo cronologico e c'è il tempo della grazia", esordiva nell'omelia il P. Monzani, presiedendo la liturgia vespertina. "Il tempo cronologico - affermava - è dominato dalla memoria corta e di superficie, dalla dispersione in polvere, dal fluire dell'oblio che tutto stempera e annienta nel silenzio della tomba. Il tempo della grazia è il tempo dell'amore, il tempo di Dio che riscatta dalla caducità le vicende degli uomini che si lasciano possedere dal mistero della sua presenza. E' il tempo dei santi, creature al di fuori del tempo". "In questa logica superiore - continuava - ha senso la memoria delle date e degli eventi che qui richiamiamo questa sera. Padre Kolbe e Papa Wojtyla, entrambi "uomini per gli altri" nell'ottica evangelica del donare la vita, sono testimoni dell'amore, testimoni di Dio. Testimoni dunque della dignità dell'uomo". Concludeva evidenziando come in particolare la dimensione antropologica dell'esperienza e della dottrina di san Massimiliano si colga pienamente nel suo concetto specifico di consacrazione mariana. E' l'apice di quel "divenire Lei" dell'ardito linguaggio kolbiano: "divinisatio hominis… per Dei-hominis Matrem" (SK 508). 

Al termine della celebrazione prendeva la parola P. Daniel Pietrzak, attuale superiore della Casa, per ringraziare i presenti, ricordando come esattamente il 16 ottobre del 1977, un anno prima della sua elezione a pontefice, il Card. Karol Wojtyla, commemorando in questo luogo la figura di Massimiliano, affermava: "E' qui che il Padre Kolbe ha scoperto il mistero dell'Immacolata e lo ha scoperto non solo come la più grande bellezza dell'universo creato, ma soprattutto come una forza, una energia potentissima che egli voleva comunicare anche agli altri".

(LORENZ GAL)

 

 

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