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Discorsetto a
Maria
Quanto a me, madre, un saluto
qui, nerissimo inchiostro su carta.
Sai che acqua limpida di nevaio
mi scorre in fondo al cuore: è la mia
devozione per te, piccola
e immensa fanciulla di Galilea,
poi sposina, poi giovane mamma,
poi sposa e madre sempre più matura
e consapevole e afflitta e coraggiosa,
che tante cose meditava nella sua
cristallina coscienza. E poi vedova
chissà quanto straziata, e madre
- fili d'argento nei capelli, occhi stanchi,
mani rugose, i primi
dolori alla schiena, il passo più agile
fatto ormai tardo -
con dinanzi un sentiero
di sangue, e in fondo in fondo
un colle sormontato
da tre croci… E il figlio è là,
mantice d'affanno straziato, appeso
come una bestia da macello. Ed era
il tuo Gesù, la creatura
più santa mai vissuta, e insieme il Verbo,
il creatore del mondo.
Ti vedo anche dopo, superate
le ore orrende del Golgota, in compagnia
del tuo figlio secondo, l'aquilotto
Giovanni, il fedele, il tenero, il genio.
E tu sul mare di Efeso, in attesa di un'ora
che non immaginavi, ma che tu
sola potevi meritare.
Ora lassù,
in una luce che nessuno concepisce
se non vedendola, non hai perso un filo
della tua tenerissima,
ferma, trepida, sorridente
maternità.
Io ti parlo, quaggiù, come alla buona
dirimpettaia, come alla suora
mistica e casalinga, alla poetessa
tutta fuoco e sorriso, alla mammina
che capisce e che compatisce tutto.
Sei anche l'unica, la incoronata
regina, la sposa dello Spirito.
Lo so, e ne gioisco. Ma lo eludo
per non intimidirmi. E' il sottofondo
dorato alla tua piana,
cara affabilità,
e questa sola mi permette
di parlarti e invocarti nella mia
orgogliosa miseria.
Ne sorridi, signora?
Dimmi che ne sorridi,
o mi metto vergogna.
ITALO ALIGHIERO CHIUSANO (1926-1995)
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Concedimi di
lodarti, o Vergine Santissima!
Ti adoro, o
Padre nostro celeste, poiché hai deposto nel grembo purissimo di Lei il
tuo Figlio unigenito.
Ti adoro, o Figlio di Dio, poiché Ti sei degnato di entrare nel grembo di
Lei e sei diventato vero, reale Figlio Suo.
Ti adoro, o Spirito Santo, poiché Ti sei degnato di formare nel grembo
immacolato di Lei il corpo del Figlio di Dio.
Ti adoro, o Trinità Santissima, o Dio uno nella santa Trinità, per avere
elevato l'Immacolata in un modo così divino.
E io non cesserò, mai, ogni giorno, appena svegliato dal sonno, di
adorarti umilissimamente, o Dio Trinità, con la faccia a terra ripetendo
tre volte: "Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come
era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen".
Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima.
Concedimi di lodarTi con il mio impegno e sacrificio personale.
Concedimi di vivere, lavorare, soffrire, consumarmi e morire per Te,
solamente per Te.
Concedimi di condurre a Te il mondo intero.
Concedimi di contribuire ad una sempre maggior esaltazione di Te, alla
più grande esaltazione possibile di Te.
Concedimi di renderti una tale gloria quale nessuno mai Ti ha tributato
finora.
Concedi ad altri di superarmi nello zelo per la Tua esaltazione, e a me di
superare loro, così che in una nobile emulazione la Tua gloria si
accresca sempre più profondamente, sempre più rapidamente, sempre più
intensamente, come desidera Colui che Ti ha innalzata in modo così
ineffabile al di sopra di tutti gli esseri.
In Te sola Dio è stato adorato senza paragone più che in tutti i suoi
santi.
Per Te Dio ha creato il mondo. Per Te Dio ha chiamato pure me
all'esistenza. Da dove mi viene questa fortuna?
Deh, concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima!
S.
MASSIMILIANO Scritti 1305, p. 2298
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