kolbeLOURDES
2004 

 

La Milizia dell’Immacolata in pellegrinaggio a Lourdes

 «La mia roccia è Dio»: sul tema pastorale di Lourdes 2004, ha voluto inserirsi quest’anno anche la Milizia dell’Immacolata, compiendo il suo primo pellegrinaggio internazionale alla Grotta di Massabielle dal pomeriggio del 10 alla mattina del 13 settembre in corso. Con un duplice intento: celebrare in atteggiamento di preghiera il 150° anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata, e sottolineare il particolare legame del fondatore san Massimiliano M. Kolbe con il messaggio di Lourdes. Circa un migliaio i partecipanti, compresi una quarantina di sacerdoti tra francescani conventuali ed esponenti del clero diocesano aderenti alla M.I. Erano rappresentati 10 Paesi: Australia, Brasile, Stati Uniti d’America, Kenya, Zambia, Portogallo, Svizzera, Francia, Polonia, Italia. Significativo – pur nella diversità delle lingue - l’inserimento armonico dei gruppi nelle celebrazioni liturgiche e nei vari riti e servizi religiosi caratteristici di quel Santuario mariano, dove tutto concorre all’esperienza concreta della dimensione universale della fede. Per tutti è stato un rivivere idealmente quasi lo stesso itinerario compiuto da san Massimiliano che, qui pellegrino verso la fine del gennaio 1930, annotava nei suoi appunti di cronaca: «ho bevuto l’acqua miracolosa, ho messo il dito sotto il getto d’acqua, ho salutato la Mammina, ho raccomandato a Lei tutti e tutto, ho baciato la roccia santa… Il treno parte… [dal finestrino] mi trattengo in conversazione con Lei dicendole che sono tutto suo, anima e corpo» (SK 990D).

Ad aprire ufficialmente i giorni di permanenza nella cittadina pirenaica è stato il Custode di Francia, P. Luigi Cenci, il quale, insieme ai Religiosi di quella giurisdizione francescana e a volontari laici, si adopera generosamente per l’animazione del frequentato centro di documentazione “Pavillon Kolbe”, voce ufficiale de “La Mission de l’Immaculée” inserita negli organismi di collaborazione dei Santuari mariani della città. Sua, nel primo giorno, l’omelia di accoglienza durante la solenne concelebrazione eucaristica riservata alla Milizia dell’Immacolata nella chiesa di Santa Bernadette.

Imponente, per presenza di fedeli e solennità liturgica, la Messa internazionale di domenica 12 settembre, concelebrata nella Basilica di san Pio X da oltre duecentocinquanta sacerdoti e presieduta dall’Arcivescovo di Torino Card. Severino Poletti. Questi, sintonizzando le letture liturgiche con il messaggio di Lourdes, incentrava l’omelia sulla rinuncia che il cristiano di oggi deve sapere operare nei confronti di una triplice idolatria: del possesso, del  successo e del piacere, e sapersi quindi affidare all’amore misericordioso di Dio Padre, che, nel gesto del Figlio redentore, va in cerca della pecora smarrita e prende fra le braccia quella ferita.

La fase finale del pellegrinaggio ha visto i gruppi M.I. ancora insieme nella chiesa di s. Bernadette per un momento di fraternità e per la presentazione di tre temi di riflessione: Perché la M.I. a Lourdes (P. Eugenio Galignano), Chi è l’Immacolata per noi oggi (P. Patrick Greenough), Lourdes: un mandato per la M.I. (P. Egidio Monzani). “Siamo qui – sottolineava il Presidente internazionale Eugenio Galignano – non come pellegrini privati o credenti anonimi, ma come eredi del grande apostolo e modello di vita evangelica san Massimiliano Kolbe”. Rimarcava quindi il dato storico dell’evento – il primo pellegrinaggio internazionale nella vita dell’associazione – e il suo profilo ecclesiale. Perché allora la M.I. a Lourdes? Ecco la risposta: “Per dire grazie a Dio che ci ha dato una Madre, facendola Immacolata; per dire grazie all’Immacolata che ha forgiato alla sua maniera san Massimiliano; per dire grazie a san Massimiliano che ci ha insegnato come l’amore che sale a Dio attraverso l’Immacolata chieda di coniugarsi con il martirio di una vita vissuta senza sconti e ribassi”. L’intervento di P. Greenough – direttore della Marytown di Libertyville nell’Illinois, USA - sintetizzava che “l’Immacolata Concezione di Maria ci parla non solo di lei, ma di ciascuno di noi e di ciò che possiamo diventare: santi e pieni di grazia già ora” in forza dei sacramenti della vita cristiana.

Il mandato conclusivo di P. Monzani – Assistente nazionale della M.I. in Italia – aveva il tono toccante della preghiera: “Non ci allontaniamo dalla Tua Grotta, Vergine Immacolata, senza accogliere in noi le parole che hai pronunciato a Cana: fate tutto quello che vi dirà. E Tu aiutaci a fare della nostra vita un vangelo vivente. Non ci allontaniamo dalla Tua Grotta, Vergine Immacolata, senza averti consegnato nelle Tue mani, con lo stesso slancio di san Massimiliano, tutto noi stessi perché Tu possa fiduciosamente contare su di noi per rendere presente il Regno di Dio”.

Auspicio finale, accolto da tutti con entusiasmo: appuntamento a Lourdes nel settembre del 2006. Si vuole infatti che l’iniziativa del pellegrinaggio internazionale entri nel dinamismo di programmazione della Milizia dell’Immacolata come momento di  testimonianza ecclesiale, ma anche come occasione di conoscenza reciproca e di comunione operativa.

(e.g.)


Ecco i testi degli interventi

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Homélie d’accueil

Nous voici finalement aux pieds de Notre Dame de Lourdes, en ce 150ème anniversaire de la proclamation du Dogme de l’Immaculée. Nous sommes venus ici à Lourdes de quatre coins de l’horizon pour ce premier pèlerinage international de la M.I. (de France, d’Italie, d’Espagne, de Pologne, du Brésil, des Etats Unis, et de beaucoup d’autres nations …)

N’est-il pas tout à fait normal, pour un Mouvement aussi important que la M.I., que d’avoir finalement organisé ce premier pèlerinage international ? Ce n’est que justice. Vous savez certainement que tous les autres Mouvements mariaux organisent leur pèlerinage international annuel à Lourdes. Seule la M.I. ne l’avait pas encore fait jusqu’à maintenant. Et voilà que nous commençons aussi. Grâces soient rendues à la Vierge Immaculée qui nous a donné le courage et la force de croire qu’il était possible de le faire. Et nous voici donc à Lourdes pour répondre à son invitation.

N’est-il pas normal d’avoir mis nos pas dans ceux de St Maximilien Kolbe, lui le pèlerin de Lourdes par excellence, non seulement parce qu’il est venu ici à la Grotte puiser aux pieds de Marie Immaculée force et clarté avant de partir sur les routes de l’Asie pour fonder une nouvelle Cité de l’Immaculée, mais aussi et surtout parce toute sa vie St Maximilien a cherché amoureusement à pénétrer le mystère de ce que Marie a dit ici à Bernadette : « Que soy era Immaculada Concepciou », confirmand ainsi ce que l’Eglise avait solennellement  proclamé quatre ans plus tôt ?

N’est-il pas d’ailleurs étonnant que ce premier pèlerinage commence ici dans cette église de Ste Bernadette, où, scellées dans la première pierre en 1988, il y eut les reliques de Ste Bernadette, bien sûr, mais aussi une relique de St Maximilien, en l’honneur de l’Apôtre de l’Immaculée qu’il fut ?

Alors, Frères et Sœurs pèlerins, bienvenue à vous tous qui venez à Lourdes pour rencontrer l’Immaculée. Elle se donne à connaître et Elle nous attend au creux du rocher de Massabielle.

Comme tous les pèlerins, depuis toujours, nous aussi nous sommes passés ou nous passerons à ses pieds et nous toucherons ou nous nous appuierons sur le rocher de la Grotte. Comme tous les pèlerins, en nous appuyant sur Marie Immaculée, nous cherchons l’appui sans faille du Seigneur, notre vrai Rocher.

Dans les vicissitudes de la vie, dans les moments de bonheur, comme aussi dans les moments de doute et de désarrois, nous avons besoin d’expérimenter la solidité de notre Roc, la vigueur de notre Dieu. Les bras maternels de Marie sont là pour cela. Comme des petits enfants, nous les hommes et les femmes de ce temps, ballottés et blessés par la vie, nous nous réfugions dans les bras de Marie : nous y expérimentons la tendresse maternelle des bras de notre Dieu.

Faire l’expérience de Lourdes, c’est justement cela : accepter de partir de chez nous, pour chercher ici avec Marie comment rendre solide notre foi, comment fortifier notre espérance, comment enraciner davantage notre amour. Nous venons à Lourdes pour puiser force, clarté et pardon. Mais, dès que nous avons goûté la Vie en abondance, dès que nous sommes appuyés sur la solidité d’une foi vécue ici avec joie par les croyants du monde entier, nous ne restons pas « prisonniers » ou « nostalgiques » de Lourdes.

Les bras de Marie s’ouvrent : Elle nous invite à partir comme des envoyés sur les routes du monde pour vivre avec joie et fidélité notre mission de membres de la M.I. A Lourdes nous réapprenons cette respiration de la foi qui veut que l’on vienne ici, que l’on fortifie sa foi, et que l’on soit ensuite de nouveau renvoyés sur les routes de notre vie.

Sur ces chemins là aussi, Marie nous attend et oriente nos pas vers la Lumière véritable ; avec Elle, nous ferons tout ce que son Fils nous dira…

Bon Pèlerinage !

Père Louis Cenci, OFMConv

 

 

 

      

 


2

  Perché la M.I. a Lourdes

Cari Militi,

a tutti e a ciascuno di voi il mio più cordiale e fraterno benvenuto! Siamo alla Grotta di Massabielle consacrata dalla presenza viva di Maria Santissima che, qui manifestandosi nel 1858, apponeva come il sigillo del cielo al pronunciamento infallibile della Chiesa che, quattro anni prima, l’8 dicembre 1854 – esattamente 150 anni fa -, aveva proclamato dogma di fede la Concezione Immacolata della Madre di Dio. Qui Maria di Nazareth ha rivelato il suo vero nome, il nome che indica la singolare pienezza di grazia, l’apice dell’amore di Dio-Trinità in una creatura: l’Immacolata.

 

Qui, come milioni di pellegrini, si è inginocchiato in preghiera anche il nostro P. Massimiliano Kolbe, per trarre ispirazione in vista del suo grande disegno apostolico. E qui oggi anche noi, provenienti dalla Francia, dalla Polonia, dall’Italia, dal Portogallo, dalla Svizzera, dall’Australia, dagli Stati Uniti d’America, dal Brasile, dal Kenya, dallo Zambia, siamo a rendere omaggio alla celeste Regina e a implorarne il sorriso, la grazia, l’illuminazione del cuore per il nostro ruolo nella Chiesa e nella società. Non è un congresso di studio il nostro, tanto meno un incontro di revisione, di discussione o di programmazione. E’ soltanto un appuntamento di preghiera nella dimensione biblica del pellegrinaggio, che porta alla purificazione del cuore, al dialogo con i fratelli, all’esperienza di Dio, “roccia” della vita.

Siamo qui, però, non come pellegrini privati o credenti anonimi, ma come esponenti e rappresentanti dell’Associazione ecclesiale «Milizia dell’Immacolata». Siamo qui – e ne avvertiamo la responsabilità - come eredi del grande apostolo e modello di vita evangelica san Massimiliano Kolbe. Avvertiamo pertanto la consapevolezza che quello che stiamo vivendo in questo insigne santuario mariano è un momento storico e insieme evento ecclesiale.

 

Momento storico, perché è la prima volta che la M.I., nei suoi 87 anni di vita, prova, sia pure con difficoltà, ad organizzare un pellegrinaggio internazionale. Congressi di studio a livello internazionale ne abbiamo ben conosciuti e sostenuti, pellegrinaggi internazionali no. Certo, non siamo qui oggi i quattro milioni circa di iscritti della nostra Associazione che vive in 46 Paesi nei cinque continenti. Siamo una porzione sparuta, un “piccolo gregge” che, tuttavia, nel segno della solidarietà, sa di poter rappresentare un movimento che, in contesti sociali differenti, si impegna a camminare e a crescere, pur tra entusiasmi, difficoltà, aspettative.

 

Evento ecclesiale. Siamo qui in nome della Chiesa che ci è Madre, non soltanto perché siamo battezzati, ma anche perché è la Chiesa che ci autentica, che ratifica la nostra identità, è la Chiesa che ci riconosce come “Militi dell’Immacolata”. Noi agiamo in nome della Chiesa. La Chiesa dunque conta su di noi.

E’ forse questo un titolo di onore? Sì certamente. Ma è soprattutto un titolo di responsabilità. Una responsabilità che deve indurci a chiedere: cosa ne abbiamo fatto noi del carisma di san Massimiliano? In primo luogo noi Francescani, confratelli del santo: in quale considerazione abbiamo oggi la sua lezione di vita e di dottrina? La abbiamo chiamata “eredità kolbiana”, ossia fonte da cui attingere elementi di vita, valori che ci richiamano al patrimonio spirituale più autentico e avanzato della nostra Famiglia. Ma molti, tra noi, sembra si siano fermati al nome, all’etichetta, e in pratica l’hanno abbandonata ai margini, esclusa dai propri interessi di studio, di formazione e di proposta pastorale. Eppure siamo ogni giorno alla ricerca di nuovi metodi e di nuovi maestri che ispirino il nostro apostolato. Ma le nostre strade sembrano non incrociare mai la “proposta Kolbe”. Abbiamo bisogno di riprendere la mira, di puntare con fermezza al nostro traguardo. Ecco, siamo venuti a Lourdes per riconoscere che ci è necessario un colpo d’ala, ci è necessario un atto di coraggio e di coerenza con la nostra identità nel cammino dell’Ordine, che san Massimiliano ci chiama ad amare e a sviluppare, assumendo con passione i compiti della Milizia dell’Immacolata.

 

Essere Militi nella Chiesa è un titolo di responsabilità anche per voi, laici. Voi non siete membri della Chiesa per semplice anagrafe battesimale, ma perché il battesimo vi costituisce protagonisti – insieme ai presbiteri – della vita ecclesiale. A voi laici, guidati dalla luce del Vangelo e dal pensiero sociale della Chiesa, il Vaticano II richiama il compito specifico di permeare di luce cristiana tutto l’ordine temporale, vale a dire: “i beni della vita, della famiglia, la cultura, l’economia, le arti e le professioni, le istituzioni della comunità politica, le relazioni internazionali, come pure i loro evolversi e progredire” (apostolicam actuisitatem 7b). E’ la visione di san Massimiliano che oltre trent’anni prima di questo documento, scriveva che tutti i settori della vita, tutte le invenzioni debbono essere posti anzitutto al servizio dell’Immacolata: “l'arte, la letteratura, il teatro, il cinema, la produzione libraria, il giornalismo, la radio... Ma, prima di ogni altra cosa, noi stessi, fino al completo annientamento del nostro io, all'olocausto totale senza alcuna riserva o limitazione… Tutto, dunque: l'anima e il corpo; tutte le facoltà dell'anima e del corpo, le capacità, l'energia, la scienza, l'arte, tutto. Il passato, il presente e il futuro: la vita, la morte, l'eternità!” (SK 991Q).

 

Amici, fuori dunque. Fuori dal recinto di sicurezza e asettico delle nostre sale parrocchiali. Usciamo dagli schemi di una M.I. sonnolenta, che si accontenta della routine dell’incontro mensile, anestetizzata da una sorta di devozionismo intimistico e inerte. Preghiera al primo posto, certamente, coniugata con un forte impegno di formazione integrale: sono le nostre stazioni di servizio per la necessaria costruzione interiore. Ma occorre scendere in campo, occorre passare all’azione. Dobbiamo saper stare all’altezza di Padre Kolbe che stimola ad allargare i nostri orizzonti, per essere operosamente presenti “in tutte le classi della società umana, in tutte le condizioni e circostanze, dalla culla fino alla tomba” (SK 200).

 

Perché allora la «Milizia dell’Immacolata» a Lourdes? Ecco la nostra risposta:

- Per dire grazie a Dio che ci ha dato una Madre, facendola Immacolata. Con Maria ci è più facile accostarci al cuore di Dio perché – come afferma san Francesco Antonio Fasani – “Maria è la via di Dio all’uomo e la via dell’uomo a Dio” (Theofora homini et humanifera Deo); con Lei ci è più facile familiarizzare con il progetto del Padre: “fare di Cristo il cuore del mondo”.

 

- Per dire grazie all’Immacolata che ci ha dato san Massimiliano Kolbe, forgiandolo alla sua maniera. Con lui – faro che risplende per la Famiglia Francescana, per la Chiesa, per la società - ci è più facile comprendere l’esemplarità di Maria e la sua missione materna nella comunità dei credenti e nella vita cristiana di ciascuno di noi; con lui ci è più facile capire e accogliere il mandato di Gesù: “Ecco tua Madre” (Gv 19, 27).

- Per dire grazie a san Massimiliano che ci ha insegnato come l’amore che sale a Dio attraverso l’Immacolata chieda di coniugarsi con il martirio. Con la sua dottrina della consacrazione, Padre Kolbe ci sprona a non adagiarci sulla mediocrità, insegna che la vita, vissuta come tensione al bene - al Sommo Bene - chiede di essere illuminata dall’inventiva, dalla creatività, dal massimalismo. Fino all’apice della carità. Sull’esempio di Maria. Con umiltà e audacia. Senza sconti. Senza percentuali. Il Milite dell’Immacolata sa che è chiamato ad essere interprete di un cristianesimo attivo, ad essere testimone, ossia uomo/donna adulto, maturo, capace di proporre e di difendere con la vita i valori in cui crede.

                 

Concludo con un interrogativo, che vuole essere una proposta, o comunque un auspicio: perché non fare di Lourdes un appuntamento fisso della Milizia dell’Immacolata? Quello di quest’anno può essere considerato un primo tentativo, quasi una prova. Potremmo dirci: arrivederci a Lourdes ad anni alterni? Per esempio, nel settembre 2006?

E’ un auspicio che presentiamo alla sensibilità di tutti, e che insieme deponiamo ai piedi dell’Immacolata, nella Grotta della sua apparizione.

 

Eugenio Galignano, OFMConv

Presidente e Assistente internazionale M.I.

 


3

 The Immaculate Conception

- Grace for the Here and Now -

 

Do you ever feel infallible? Most of us would never admit to being infallible although in the midst of a heated discussion it may appear as if we think we are! Being infallible requires much more than merely having an opinion. Pope Pius IX declared an infallible dogma about Mary—that she was conceived without sin in the womb of St. Anne.

Process of Discernment - Infallible statements are acts of faith and reason. In 1848, Pope Pius IX first consulted twenty theologians concerning their opinion on Mary’s immaculate conception, seventeen of which gave a favorable reply. After consulting with a congregation of cardinals who answered positively to Mary’s immaculate conception, the Pope then sent a letter to the bishops of the world requesting their opinions. Of 603 bishops, 546 were in favor of the definition, while four were opposed and the others were undecided. Then three more theologians were consulted and eight drafts of the encyclical were drawn up.

Finally, after consulting four cardinals, Pope Pius IX issued the encyclical Ineffabilis Deus, on December 8, 1854, proclaiming Mary to be immaculately conceived, that is, conceived in the womb of her mother, St. Anne, without contracting the stain of Original Sin.

If only all of our opinions could be as well thought out and researched as that of the Immaculate Conception by Pope Pius IX. It was clearly a consensus of faith and reason by all the Church.

 

Three-part Dogma - The Dogma of the Immaculate Conception has three main aspects. It is

• a singular grace

• accomplished by the merits of Jesus Christ

• whereby Mary was preserved from Original Sin from the first moment of her conception.

 

A Singular Grace - In our age of so-called inclusiveness, it is sometimes hard to understand why God would bestow such a grace on only one individual. While it is true that God loves each one of us, he loves us each uniquely and at times works in singular ways. First of all, God is One, not many. There is only one begotten Son of God and there is only one mediator. There is only One, Holy, Catholic and Apostolic Church.

Each one of us was created in a singular and unique way never to be repeated. Mary, too, is one-of-a-kind and the grace of being conceived without sin was granted to her in a singular and unique way.

Merits of Jesus Christ - The singular grace that Mary received at her conception in the womb of St. Anne was granted to her only by the merits of Jesus. Mary did not earn this gift of grace. It was a free gift of grace given to her by the merits of the death and resurrection of Jesus.

All grace is a free gift from God. No one earns grace or salvation; it comes freely from God through Jesus Christ and our works are a grateful and faith-filled response for all that God has done for us.

Preserved from Original - Sin At the death of Jesus, it was as if there was an explosion of grace that reached back to the beginning of time and forward to the end of the world to touch and redeem all who were ever created and ever will be created. The grace of Christ transcends all time and space. That is why Mary was able to share in that grace at her conception, although Jesus had not yet suffered on the Cross.

The Immaculate Conception and Us - Many people mistakenly think that Mary’s immaculate conception sets her apart from the rest of humanity. Nothing could be farther from the truth. Rather, the Immaculate Conception is essential for our spiritual life, our journey of faith and becoming fully human as God had always destined us to be.

The Grace of Baptism - At our Baptism, each one of us was “immaculately conceived” into the divine life of God. Each one of us was washed clean from Original Sin, just as Mary was preserved from it. While we later said “no” to God at some point in our life and chose to sin, Mary continued to say “yes” throughout her life and she therefore continues to be the model who teaches us how to cooperate with grace and say “yes” to God.

The Grace of Confession - At every confession, the grace of Baptism is renewed within us and we are washed clean from our sin and restored to grace by the forgiveness and mercy of God at the absolution. We become free to say yes to God again and cooperate with his saving grace as did the Virgin Mary throughout her life.

The Grace of the Eucharist - In each individual Eucharist we receive the absolute fullness of grace which the Virgin Mary received at her conception. We, too, become “full of grace”!

Mary and Us - As you can see, through the Sacraments we have the opportunity to be recreated, reconceived immaculately and receive the fullness of grace as did the Virgin Mary at her conception. She is the model for us for receiving and cooperating with God’s saving grace that he offers not to just one person but to all of his children.

Mary’s immaculate conception points not only to Mary, but to us and what we can become. We, too, can begin to become holy and full of grace, immaculately conceived, now and fully in the Kingdom of Heaven!

Fr. Patrick Greenough, OFMConv

National Assistant

 


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Mandato finale

 

Non ci allontaniamo dalla tua Grotta, Vergine Immacolata, senza prima rendere grazie a Dio per le grandi opere che ha operato in te, benedetta da tutte le generazioni.

Concepita senza peccato, hai accettato liberamente e con gioia di essere la Madre di Gesù. E sotto la croce, per amore, hai accolto anche noi come tuoi figli.

Sposa dello Spirito Santo, hai fatto della tua vita un dono e un servizio perenne e hai collaborato perché attorno a te si formasse la chiesa, la comunità di coloro che fanno del comandamento dell’amore la nuova legge della vita.

Glorificata in cielo, indichi con speranza e fiducia certa, la méta del nostro cammino.

Non ci allontaniamo dalla tua Grotta, Vergine Immacolata, senza prima dirti grazie, perché alla tua scuola hai formato alla fedeltà trasparente e all’amore più grande fino al dono di sé, il tuo figlio san Massimiliano Maria.

Pienamente e totalmente donato a te, ha speso tutte le sue energie e la sua vita per te e con te, perché ogni uomo sulla terra ritrovasse la gioia di essere figlio amato dal Padre e perché tu fossi riconosciuta e venerata madre dei viventi.

Non ci allontaniamo dalla tua Grotta, Vergine Immacolata, senza accogliere in noi le parole che hai pronunciato a Cana: “Fate tutto quello che vi dirà”. E tu aiutaci a fare della nostra vita un Vangelo vivente.

Non ci allontaniamo dalla tua Grotta, Vergine Immacolata, senza rinnovarti il nostro desiderio e la nostra volontà a fare della Milizia il campo aperto del nostro impegno per irradiare nel mondo il bene, l’amore, la pace.

Non ci allontaniamo dalla tua Grotta, Vergine Immacolata, senza averti consegnato nelle tue mani, con lo stesso slancio di San Massimiliano, tutto noi stessi perché tu possa fiduciosamente contare su di noi per rendere presente e visibile il Regno di Dio.

Non ci allontaniamo dalla tua Grotta, Vergine Immacolata, senza averti dato il nostro cuore e la nostra vita.

Amen.

P. Egidio Monzani, OFMConv

Assistente nazionale M.I., Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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