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del MILES IMMACULATAE

Maria spes nostra
"di speranza fontana vivace !"

  A Verona la Chiesa Italiana ha promesso di essere testimone della speranza di Cristo morto e risorto per la salvezza del mondo dopo avere meditato la Lettera di Pietro ed ascoltato la voce dello Spirito. E quella del Santo Padre. Tutta la Chiesa con i suoi Cardinali, i Vescovi residenziali ausiliari ed emeriti, con i suoi sacerdoti teologi biblisti e pastori, ma anche con i suoi laici fedeli e disponibili al nuovo impegno, e infine con i suoi santi vecchi e nuovi ha ripreso il cammino da Verona verso ogni parte del Paese. Chi non ha potuto partecipare al convegno o ha seguito la grande avventura che ha fatto sentire la gioia e la forza del cenacolo, attende ora con trepidazione le meraviglie che Luca ha descritto nella Chiesa di Gerusalemme dopo pentecoste. L'Italia avrà i suoi testimoni di Cristo morto e risorto che donano la speranza, la speranza che non delude, terrena ed eterna, che verrà offerta dalle parole e dalle opere delle comunità ecclesiali, multiformi unite e missionarie.


     Si attendeva questo rinnovamento dello Spirito con fiducia in ogni settore della vita, nelle parrocchie e nelle diocesi, nelle famiglie e nelle scuole, nei luoghi di lavoro e di sofferenza. Lo si vorrebbe portare per le case e per le strade, nella prigioni e nelle università, vederlo nella stampa e nel divertimento dentro e fuori i confini dello Stato. In attesa ringraziamo Dio di questo Convegno che vuole segnare la storia del nostro paese e lo preghiamo che sia lui, il Signore della storia, il portatore di salvezza al mondo, l'anima della Chiesa nei secoli. E uniamo la nostra preghiera a quella delle Oranti dei monasteri di clausura che stanno moltiplicandosi e ringiovanendo. Con la nostra esperienza di cristiani impegnati nell'apostolato sentiamo la gioia di fissare lo sguardo su Maria santissima, e ci fermiamo a vedere come anche lei fu e continua ad essere nella Chiesa e nel mondo testimone di speranza in Cristo morto e risorto,e come tale, modello e guida per la Chiesa italiana in questo momento che porta il profumo del cenacolo. L'abbiamo sentita ricordare dal Santo Padre e dal cardinale Camillo Ruini che presiedeva la grande assemblea, ma vorremo sottolinearne la virtù e l'efficacia richiamando le parole con cui il nostro Grande Poeta teologo l'ha mostrata all'Italia di allora e di sempre. Ella è tra noi mortali "di speranza fontana vivace".


     Maria fu la prima testimone di Cristo. A lei il primo annuncio riferito da Luca nel dialogo con l'angelo. Ella viene a conoscere il progetto di Dio, lo vuole capire e vi dona l'assenso, divenendo la madre dei figlio di Dio che chiamerà Gesù e sarà il Salvatore (Lc 1,26 - 38). A lei l'onore e l'impegno di portare dentro di sé il Dio-con-noi, di divenire la madre del Signore, che porterà la luce nel mondo e la salvezza in Israele (Lc 1,39 - 45). A lei la gioia di portare e rendere visibile la fede - "Beata te che hai creduto" - attraverso la quale si avvera ciò che Dio vuole operare nel mondo. Lei, la prima credente e trasmettitrice della fede. A lei testimoniare e a Giuseppe il compito di fare nascere, crescere, difendere e portare il Signore al tempio e nella vita (Lc 2, 22 - 38). A lei, in dialogo con il figlio, coglierne la missione da Gesù stesso: "non sapevate che debbo interessarmi delle cose del Padre mio?" (Lc 2, 49). A Maria la rivelazione e la missione di riconoscere che Gesù è il vero Figlio di Dio, e i suoi fratelli e padri e madri sono i credenti e praticanti (Mc 3, 31 - 35). Maria chiede il miracolo di Cana per gli sposi e risveglia la fede dei discepoli, ma sa che Cristo è il vero attore della salvezza (Gv 2, 12). Ancora lei, testimone della morte del Salvatore, partecipa attiva alla sofferenza che salva il mondo, ascolta l'agonia di Cristo e la sua preghiera in croce e la promessa del regno (Gv 19, 25 -27). Testimone, perché madre di Gesù, con gli apostoli che si preparano a portare il Vangelo nel mondo (Atti 1, 14).


     La testimonianza di Maria accanto a Cristo. Maria offre una testimonianza di Cristo in alcuni modi particolari e specifici. Come Madre, fa nascere e porta al tempio il Figlio, Gesù Salvatore; gli dona un volto ed un linguaggio umano, partecipa al suo ministero. Come Serva del Signore, esprime fedelmente la sua missione nella vita quotidiana accanto a Lui, trasmettendo il segreto messianico alla Chiesa che lo coglie e lo trasmette nel Vangelo. Come collaboratrice, partecipa con il sacrificio e la preghiera alla missione di Cristo offrendo il suo sacrificio, sapendo che la testimonianza della sofferenza è la più vera ed è quella scelta da Dio. Resta la grande testimonianza dell'umiltà della serva, spesso inavvertita accanto agli uomini nel silenzio e nella vita ordinaria, indicando com'è e come deve essere in realtà colui che segue il Signore e lo porta con sé ai fratelli. Inoltre la testimonianza di Maria resta fissata e trasmessa nel Magnificat: lei ringrazia, rivela, indica la presenza e il progetto di Dio nella storia delle generazioni umane e nelle vicende del suo popolo; rivela e proclama la potenza, la misericordia, la giustizia e l'amore perenne, con cuore gioioso, con l'audacia del profeta, con il cuore di madre.


     La testimonianza di Maria nella Chiesa. Paolo VI ne ha proclamato la maternità. Ma la proclamazione non è che la testimonianza della presenza di lei nella Chiesa. Maria è presente come madre di ogni credente redento per volontà di Gesù crocifisso: tutti i redenti, destinatari dell'amore, sono i suoi figli con i quali condivide gioie e dolori, ogni impegno di santità e il cammino della testimonianza. E' presente nel Cenacolo come "la madre di Gesù", come colei che trasforma la loro vocazione in uomini uniti tra loro, per Cristo e con Cristo. Nel Cenacolo Maria unisce apostoli e donne e fratelli in un'unica famiglia sapendo che la missione resta in proporzione dell'amore. Sempre nel cenacolo Maria prega con i primi credenti e domanda con la voce dei profeti la venuta dello Spirito Santo che diverrà anima della Chiesa, luce e forza ed efficacia della testimonianza. Anche dalla Chiesa della gloria Maria continuerà ad essere presente nella Chiesa pellegrinante, intervenendo spesso invisibilmente a ispirare e aiutare i figli nella fedeltà alla missione, nell'approfondimento delle fede e nella testimonianza della santità. A mano a mano che la Chiesa cammina, volge lo sguardo, si innalza nella preghiera, scorge sempre più visibili i segni di Maria, la madre, fino alla proclamazione dei dogmi, e nelle tante forme di culto riservato a lei nei santuari, cenacoli di ricordi e di grazie.


     La testimonianza di Maria nella Chiesa oggi. La Chiesa del Vaticano II nella costituzione Lumen Gentium ha testimoniato di avere accanto a sé, nella sua missione e nel suo cammino, la presenza di Maria. I Papi del Concilio, e dopo il Concilio, Paolo VI e Giovanni Paolo II, hanno richiamato la presenza efficace di Maria, portatrice di salvezza nel mondo, invitando non solo alla fiduciosa preghiera con lei e a lei, madre, ma anche a imparare da lei a vivere in comunione tra loro e camminare con fiducIa sotto la sua protezione. Nell'assemblea di Verona la Chiesa italiana ha indicato i modi e i problemi della testimonianza di Cristo che occorre affrontare con urgenza. Ci pare che la nostra devozione mariana ancora una volta debba superare le perplessità richiamate dal Vaticano II per essere meglio interpretata e vissuta nella sua vera dimensione. Non devozione di gente incapace e pigra, che delega alla madre il proprio compito, ma di gente che con lei raddoppi e assicuri le forze e la maturità fino alla santificazione. Non una devozione relativa, centrata e bloccata sulla persona di Maria e sui suoi privilegi, ma tutta in relazione a Cristo vissuta con lei. Torna il monito per Mariam ad Jesum, ma anche l'altro: che Dio si serve di lei nell'Incarnazione, che Cristo affida a lei i suoi testimoni. Con Maria è assicurata la fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. Inoltre, il culto mariano deve essere la strada misteriosa attraverso la quale affrontare la nuova evangelizzazione. Nelle famiglie, oggetto di grande preoccupazione, nella gioventù gettata allo sbaraglio in un mondo di illusione, fragile e sognatrice. Nel clero spesso troppo stanco e solo e incerto di fronte a nuovi problemi personali e sociali. Nel numero sempre maggiore di anziani nella Chiesa e nella nazione, molti delusi, troppi abbandonati, troppi distratti e tutti vicini alla speranze immortali. Ed un ultimo campo di testimonianza, la sempre maggiore presenza di atei o di contrari alla religione cristiana. Anche questi sono figli di Dio chiamati alla salvezza. Su tutti la presenza di Maria tra i testimoni della Chiesa esercita una particolare forza: la forza dell'amore materno, il fascino della donna piena di grazia, della gioia del Magnificat. In questa ripresa di vita cristiana apostolica e missionaria la Chiesa Italiana in tutte le sue iniziative e di fronte a tutte le difficoltà deve ricordare che Maria è sempre Spes nostra, che è di speranza fontana vivace tra gli uomini. La comunità ecclesiale deve aiutare i giovani, i dotti, i maestri di novità a riprendere in mano la nostra scuola di fede e rileggere la testimonianza sublime del Maestro di lingua e di civiltà, ascoltando la sua ultima testimonianza di Poeta orante: Donna, se' tanto grande e tanto vali / Che qual vuol grazia ed a te non ricorre, / Sua disianza vuol volar sanz' ali. / La tua benignità non pur soccorre /A chi domanda, ma molte fiate /Liberamente al dimandar precorre. /In te misericordia, in te pietate, / in te magnificenza, in te s'aduna / quantunque in creatura è di bontate (Dante, Divina Commedia, Paradiso, canto XXX,, 9 - 21).


     Forse Dante, che ha accompagnato gli italiani nella storia per secoli, potrebbe insegnare agli italiani di oggi a contare su di lei speranza nostra. E se urge ritrovare e ripresentare Cristo Risorto, salvezza del mondo, occorre tornare filialmente da lei perché ce lo doni e ci insegni a donarlo.

Faustino Ossanna

 

 

 

  

 

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