kolbe"Il mistero
dell'Immacolata Concezione
        nella vita cristiana"

  
Celebrato a Niepokalanów in Polonia il Congresso nazionale mariologico-mariano

     E' stato questo il tema del simposio nazionale celebrato nei giorni 15-17 ottobre 2004 in Polonia, sullo sfondo del 150° anniversario del dogma mariano. Patrocinato dal Cardinal Primate Jósef Glemp, arcivescovo di Cracovia, il congresso č stato organizzato da tre istituzioni: l'Associazione Mariologica Polacca, il Centro nazionale della "Milizia dell'Immacolata" e la storica Cittą-Convento di "Niepokalanów" fondata da san Massimiliano M. Kolbe nel 1927, a una sessantina di chilometri da Varsavia. E' stata proprio Niepokalanów ad ospitare i lavori, quasi a sottolineare il richiamo sostanziale del tema del dibattito con la singolare esperienza di pensiero e di azione del Martire di Auschwitz, dominato da una grande passione: "incorporare la veritą dell'Immacolata" - com'egli si esprimeva - nel dinamismo dell'esistenza quotidiana. "Proprio qui - affermava l'Assistente e Presidente internazionale della M.I., P. Eugenio Galignano, porgendo in avvio un indirizzo di saluto - qui, nella sua Niepokalanów, luogo di memoria e di testimonianza, sembra aleggiare ancora palpitante l'interrogativo programmatico che ha attraversato tutta intera la vita del Padre Kolbe: Chi sei, o Immacolata? Dimmi, chi sei? Proprio qui egli ha avuto il dono di vivere, nel fulgore della grazia, la profonditą del mistero dell'Immacolata, creatura di luce - la mulier amicta sole dell'Apocalisse - tutta immersa nel mistero di Dio Trinitą. Da qui lo slancio dei suoi orizzonti apostolici: seminare la veritą dell'Immacolata nelle anime, curarne la crescita e far sģ che essa produca frutti di santitą. E questo, in tutte le anime che sono e che saranno, fino alla fine del mondo (SK 485)".
     Al benvenuto offerto dal P. Grzegorz Bartosik, Ministro Provinciale dei Frati Minori Conventuali di Varsavia nella cui giurisdizione rientra Niepokalanów, seguivano parole di accoglienza dal superiore della Comunitą di recente nomina, P. Stanislaw Pietka, anche nella sua veste di Presidente nazionale della Milizia dell'Immacolata. A dare invece una informazione panoramica sull'articolazione dottrinale e di vita e sugli obiettivi del simposio č stato il Rev. Dr. Teofil Siudy, Presidente dell'Associazione Mariologica Polacca. La prima trattazione dottrinale č stata affidata a P. Stanislaw C. Napiórkowski, OFMConv, noto mariologo dell'Universitą Cattolica di Lublin. Con competenza e vivacitą di linguaggio egli ha ragionato intorno ai "Fondamenti della veritą sull'Immacolata Concezione", evidenziando la duplice via che ha portato alla dogmatizzazione: la via veritatis ossia la fatica della ricerca e formulazione teologica, e la via fidei ossia l'aspetto pratico o il percorso della fede vissuta nella crescente adesione del cuore della comunitą dei credenti. Sintetizzate le posizioni autorevoli ma "negative" di s. Bernardo e di s. Tommaso, preoccupati di salvaguardare il principio teologico dell'universalitą della redenzione operata da Cristo e in coerenza con l'antropologia di allora inceppata sulla teoria della creazione dell'anima, il relatore sottolineava quindi l'apporto dinamico del francescano Giovanni Duns Scoto: "a lui la storia riconosce l'impulso determinante dato alla soluzione del problema". Scoto vede strettamente ed essenzialmente intercorrelate la redenzione di Cristo e la concezione di Maria: alla gloria del Cristo redentore era necessaria la concezione immacolata della Vergine Madre. Cristo esercita nei confronti di Maria la forma pił eccellente della redenzione: la redenzione preventiva. Nella redenzione preordinata della Madre risalta di maggiore splendore e di maggiore efficacia l'opera di riscatto del Signore non ancora crocifisso. Accanto a queste linee fondamentali il relatore ha presentato un breve excursus della via fidei che ha accompagnato il processo di dogmatizzazione, per concludere poi con il contenuto della bolla Ineffabilis Deus, che ha segnato di nuovo dinamismo il cammino della Chiesa e la successiva riflessione teologica.
     Di conseguenza, aperta sull'oggi č stata la seconda relazione, affidata alla chiarezza di esposizione del Presidente prof. Teofil Siudy: "L'Immacolata Concezione nella teologia di oggi e sue implicazioni pastorali". Due i passaggi base dell'intervento. Primo: le diverse chiavi di lettura del dogma nella contestualizzazione teologica. Secondo: le diverse modalitą di approccio alla veritą/identitą dell'Immacolata. Il panorama del post-dogma, che si avvale anche e soprattutto del provvido magistero del Vaticano II, contempla la persona di Maria di Nazareth sempre in stretta partecipazione al mistero di Cristo e al mistero della Chiesa.      Cosģ Maria - la prima redenta, la piena di grazia, la santificata che avvia la generazione nuova dei santi dando inizio alla santitą della Chiesa - fa progredire la ricerca teologica che scruta il mistero dell'Immacolata Concezione in chiave trinitaria, in chiave cristologica, in chiave pneumatologica, ecclesiologica, soteriologico/pasquale. Aspetti che di riflesso arricchiscono il nostro modo di rapportaci a Lei, e che il relatore, sulla scorta della Marialis cultus di Paolo VI, ha voluto collegare principalmente alla via pulchritudinis, gią sviluppata in ambito orientale, ma ancora in divenire nel nostro contesto occidentale.
Terzo intervento dottrinale della giornata quello del P. Paulin Sotowski, OFMConv, docente di Sacra Scrittura presso il Seminario Teologico di Lódz-Lagiewniki ed esperto di storia del pensiero francescano. La sua relazione d'intonazione storica su "Il contributo dei santi e dei teologi dell'Ordine Francescano alla proclamazione del dogma dell'Immacolata" ha fatto praticamente da introduzione e da sfondo alla discussione sullo stesso tema, prevista in programma e animata dal prof. Napiórkowski. Ne č risultata una vasta prospettiva panoramica su particolari di dottrina e di culto che in tema mariano ha costellato il cammino ecclesiale delle diverse Famiglie che hanno in comune la regola di vita di Francesco d'Assisi.
     Il pomeriggio č stato riservato alla presentazione di alcuni comunicati, a completamento del quadro mariano riferito all'esperienza polacca: "Godzinki: caratteristica devozione nazionale all'Immacolata Concezione di Maria come espressione della cultura biblica medievale" (prof. Antoni Tronina, Czestochowa-Lublin), "L'Immacolata nella poesia polacca" fino al 1854 (dr. Roman Mazurkiewicz, Kraków) e dalla proclamazione del dogma ad oggi (dr. Marek Karwala, Kraków), "L'Immacolata nelle composizioni musicali del XX e XXI secolo" (dr. Ireneusz Pawlak, Lublin). E' stata proprio l'arte musicale a coronare in bellezza la prima giornata del simposio con un eccezionale concerto serale di canti mariani dal titolo emblematico: Tota pulchra es, Maria. Esecuzione di alto livello professionale e artistico del Coro Accademico dell'Universitą cattolica di Lublin, sotto la direzione magistrale del sac. prof. Kazimierz Szymonik.

     Ancora tre le relazioni dottrinali in programma nella seconda giornata. Apre il docente dell'Universitą Cattolica di Lublin, prof. Marek Chmielewski, con "Il mistero dell'Immacolata Concezione nella spiritualitą cattolica". Tema difficile e vasto, riconosce il relatore, il quale riesce tuttavia abilmente ad enucleare i passaggi fondamentali della ricerca partendo dall'immagine di Maria da contemplare - secondo il linguaggio di Réné Laurentin - quale "paradigma della fede", icona quindi della spiritualitą. L'Immacolata non č soltanto colei che riceve lo Spirito Santo, ma in qualche modo anche la terra nella quale lo Spirito Santo "si realizza". Ella ci fa intendere quale doveva essere l'umanitą nel disegno originario di Dio creatore: Maria ne realizza in pienezza le attese. Siamo in piena area di spiritualitą teologica che pone al centro il mistero di Dio-Amore dinamicamente riflesso nel mistero dell'anima umana, ben al di sopra del livello di tante odierne forme di spiritualitą antropologica, o meglio di pseudo-spiritualitą che ristagnano in linea orizzontale, immanentisticamente ripiegate sull'io. L'Immacolata - e qui il relatore cita il De Fiores - si comprende soprattutto nella sua esperienza mistica, come ella stessa rivela nel canto del Magnificat: "grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente, e santo č il suo nome". La seconda parte dell'esposizione ha per quadro di riferimento la Lettera programmatica della Pontificia Accademia Mariana Internazionale dal titolo: "La Madre del Signore. Memoria presenza speranza" (Cittą del Vaticano 2000). A partire dalla rivelazione biblica, la teologia č oggi impegnata a leggere il dogma dell'Immacolata nelle sue relazioni singolari con la Trinitą, con Cristo, con la Chiesa. Ne scaturisce dunque una spiritualitą non come sguardo immobile fissato sul cielo, ma una tipologia di spiritualitą aperta a Dio e all'uomo, in dimensione di servizio.
     In questa luce si collocano il pensiero e l'esperienza di "San Massimiliano M. Kolbe apostolo dell'Immacolata", come emerge dall'esposizione dottrinale del secondo relatore, prof. Zdzislaw J. Kijas, OFMConv, decano della Facoltą di Teologia presso l'Accademia Teologica di Kraków. "Sarą una cosa ottima studiare la mariologia, - si introduce cosģ lo stesso Padre Kolbe - ma ricordiamoci sempre che noi conosciamo l'Immacolata pił nell'umile preghiera e nell'amorosa esperienza della vita quotidiana che in dotte definizioni, distinzioni e argomentazioni, benché non ci sia lecito trascurarle" (SK 634). Affermazioni chiave di valore ermeneutico, che esplicitano la convinzione permanente del Santo: conosce l'Immacolata solo chi vive l'Immacolata; vive perņ l'Immacolata soltanto che vive nel mistero di Dio. Dio č amore. L'amore di Dio ha fatto venire al mondo Maria, l'Immacolata. Lei, per se stessa č una semplice creatura: č dunque di Dio tutto quello che possiede, tutto quello che č. Lei dunque concretizza in sé l'esperienza pił alta dell'amore di Dio. Pertanto, accostarsi all'Immacolata significa accostarsi a Dio. Da qui il contesto teologico per la proposta pratica di consacrazione/affidamento che il santo francescano vede come via di elevazione antropologica, quasi un modo di partecipazione alla santitą stessa di Dio: "divinisatio hominis usque ad Deum Hominem, per Dei Hominis Matrem" (SK 508).
     D'indole storico-ricognitiva il terzo intervento. Ne č stato autore il P. Miroslaw Adaszkiewicz, OFMConv, candidato alla laurea in mariologia presso l'Accademia Teologica di Kraków. Egli si č soffermato brevemente sul "Contributo alla conoscenza dell'Immacolata nella diffusione del Rycerz Niepokalanej". In pratica, una sintesi sulla funzione della stampa e dei mezzi di comunicazione sociale quali strumenti e veicoli privilegiati a servizio della veritą nella visione d'avanguardia di san Massimiliano.
     A metą giornata, attuale anche questa volta la discussione su un tema suggestivo: "L'Immacolata, madre della speranza per l'Europa", animata da Sua Ecc. prof. Jósef Zycinski, arcivescovo di Lublin. "Il Magnificat di Maria - introduce il Presule - č la magna charta della speranza cristiana. La gente in Europa sembra conoscere soltanto la dimensione orizzontale dell'esistenza. Chiusa in se stessa, vive senza Dio. Basti pensare al fenomeno del New-age". Cosa fare per questa antropologia atea? Per ampliare e focalizzare insieme l'ambito degli interventi, hanno preso la parola a turno, ma con angolature differenti, i proff. Siudy, Chmielewski, Kijas, Adaszkiewicz. Conclusione: l'Immacolata apre il cuore degli uomini alla verticalitą di Dio e contemporaneamente alle esigenze di ogni creatura umana. Lei, donna eucaristica, insegna a realizzare il mandato del Figlio: divenire pane spezzato per i fratelli. Luminoso l'esempio evangelico di Massimiliano Kolbe: una vita donata al servizio della veritą dell'Immacolata, che č veritą sull'uomo, fino all'apice del martirio per amore.
     Lo spazio pomeridiano č stato appena sufficiente per una presentazione stringata ma sostanziale dell'identitą carismatica di ben undici istituzioni religiose e laicali, di non remota fondazione, sorte o comunque attualmente operanti in Polonia sotto l'egida dell'Immacolata: dagli "Oblati di Maria Immacolata" alle "Sorelle di Maria Immacolata", dai "Missionari dell'Immacolata Concezione" al "Movimento Luce-Vita", dalla "Legio Mariae" alla "Milizia dell'Immacolata", dalle "Suore Francescane della M.I." alle "Sorelle Minori di Maria Immacolata", ecc.
     Ultimo atto della giornata č stata, a sera inoltrata, una rappresentazione sceneggiata incentrata sulla storica statua della Vergine Santissima venerata presso l'Istituto scolastico privato "Suore dell'Immacolata" di Szymanów. Si č trattato di un felice intreccio fra patriottismo e religiositą, in un connubio di narrazione, filmati, canti, testimonianze, danze in costume, splendidamente realizzato dalle alunne di quel Liceo-Ginnasio, a dimostrazione dell'antica e sempre viva devozione mariana del popolo polacco.
     Anche le omelie sono state sintonizzate con l'argomento delle giornate di studio. La prima č stata dettata da Sua Ecc. mons. Stanislaw Nowak, arcivescovo di Czestochowa, che presiedeva la concelebrazione eucaristica con una settantina di sacerdoti nella Basilica-Santuario di Niepokalanów. "Essere santi e immacolati dinanzi a Dio: č questa la prospettiva immediata che ci deriva dal contemplare l'Immacolata con gli occhi e con il cuore di san Massimiliano". Erano queste le parole di esordio del Presule, il quale sottolineava come la peculiaritą di Padre Kolbe stia proprio nell'avere egli proposto l'Immacolata non come un essere surreale e astratto, inattingibile nella sua perfezione e trascendenza, ma come un esempio sublime sģ, eppur fatto di carne, che arriva alla nostra vita, dinamizza l'esistenza elevandola verso il bene, verso Dio. Lei, la prima salvata, ci trasmette il gusto della grazia, il gusto della bellezza, la passione per Dio. E' un messaggio di ottimismo agli albori del XXI secolo. "Il male pił grave dei nostri tempi - continuava mons. Nowak - č la presunzione blasfema di voler annunziare all'uomo contemporaneo una sorta di auto-salvezza, ossia come essere felici senza Dio, persino santi senza Dio: farneticava cosģ lo scrittore filosofo Albert Camus. Fino a poco tempo addietro gli esponenti dell'ideologia comunista affermavano con orgoglio: la chiave al cielo ce l'hanno in tasca proprio i comunisti, e questi non hanno bisogno di Dio. Terribile menzogna. Senza Dio tutto sfocia nel nulla". Concludeva quindi affermando: "il dogma dell'Immacolata ci dice che l'ultima parola sull'uomo non puņ averla il Male, ma il Dio-Amore. Significativo pertanto il richiamo di Giovanni Paolo II ai sacerdoti: Non abbiate paura di dare tutto il tempo a Cristo, dare tutto il tempo al progetto divino. E' la lezione permanente di Maria Santissima, una lezione fatta vita nell'esperienza di san Massimiliano".
     Sulla medesima onda le considerazioni offerte nella omelia del Ministro Provinciale P. Grzegorz Bartosik. "Il simposio, affermava, ci ha fatto intravedere i diversi aspetti della veritą di Dio nella lettura del dogma mariano. Niepokalanów, questo ambiente un po' singolare, ci deve costringere a chiedere pił da vicino al suo fondatore: aiuta anche noi a capire chi č l'Immacolata". San Massimiliano ne adora il mistero, al quale si accosta con il cuore di figlio di Francesco d'Assisi, e a lei si lega con l'ardore dei cavalieri antichi, nel dono della consacrazione piena, totale, assoluta, che propone a tutti come "la via pił sicura, pił facile, pił sicura" nell'itinerario che porta a Dio.
     Omelia finale č stata quella del prof. Teofil Siudy. Partendo dalle letture liturgiche della Domenica XXIX del Tempo ordinario, egli tratteggiava la figura di Maria quale donna in ascolto, donna in preghiera, donna eucaristica. Dunque, modello insuperabile di fede cristiana. Veritą che sono alla base dell'ideale di consacrazione mariana affidato da san Massimiliano alla comunitą dei credenti.
     Al simposio hanno dato risonanza sia "Radio Niepokalanów", sognata e fondata dallo stesso santo, sia "TV Puls". La partecipazione quotidiana č andata ben oltre le duecentocinquanta persone, con molti membri di diversi istituti religiosi. Vi ha dato lustro la presenza di un buon numero di docenti, compresi gli esponenti pił autorevoli del panorama mariologico oggi attivo in Polonia.

Eugenio Galignano

 

 

 

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