"Fu apprezzato e ricercato
maestro di spirito per la sua prudenza nel consiglio, per la sicurezza
nella dottrina, per la partecipazione responsabile nelle decisioni, per la
presenza e la trasparenza di Dio nella sua persona".
Di salute cagionevole, soffrì molte prove sia
fisiche che morali, trovando nella sofferenza il vaglio della
purificazione. Annoterà in una lettera: "Il sacrificio è la legge
della perfezione, e bisogna soffrire per amare…".
La sua levatura di pedagogista, di filosofo, di
teologo, di mistico è testimoniata da una ricca e qualificata produzione
letteraria contenuta in libri ch'egli stesso ha scritto in diverse lingue,
e poi in centinaia di articoli, relazioni per simposi di studio,
contributi per varie enciclopedie.
Colpito dal morbo di Parkinson che gli procurava
allucinazioni e sofferenze terribili, un giorno confidava a un
confratello: "Vedi, io ho ancora uno scopo per cui vivere, per quanto
sia così mal ridotto…". E aggiungeva: "No, non sono mai
riuscito a capire come e perché alcune persone preferiscano l'eutanasia
come la soluzione migliore e definitiva per le loro sofferenze. No!
L'eutanasia non risolve niente a livello umano".
Muore a Roma, presso il Policlinico Gemelli, il 7
giugno 1974.
Crescendo negli anni la sua fama di santità, il
Vicariato di Roma, con
Editto
a firma del Card. Camillo Ruini in
data 12 febbraio 1999, ha introdotta la causa di
beatificazione.
Il 25 ottobre 2002 inizia la fase diocesana del Processo di Canonizzazione,
annunciata da una
Lettera
ufficiale del Postulatore Generale per le Cause dei Santi.