10ar03c.gif (30468 byte) Convegno Nazionale Italiano   
        della Milizia dell'Immacolata    
     25 - 28 GIUGNO 2002

Tema:
"Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia"

Relatori:

P. Egidio Monzani,
direttore della rivista
"San Francesco Patrono d'Italia"

Prof. Giuseppe Falanga,
docente presso la Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, Napoli

Destinatari:
Assistenti ecclesiastici, Presidenti regionali, consiglieri, animatori.

Sede:
Istituto Missionarie dell'Immacolata «Padre Kolbe»
Borgonuovo di Pontecchio Marconi (Bologna)

Prenotazioni:
Anna Susat, Segretaria nazionale: 071872476
Stella M. Benedetti, Presidente nazionale:0872715198
Laura Ceccatelli,Consigliera nazionale: 05037712

 

La Milizia dell'Immacolata a convegno

Con Padre Kolbe
"Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia"

     Per i membri della Milizia dell'Immacolata di tutta Italia il Convegno Nazionale è sempre stato un appuntamento importante. Vivere insieme per qualche giorno non solo è utile per uno scambio di idee e di esperienze, ma è soprattutto un momento indispensabile per approfondire il proprio carisma, per fare il punto della situazione regionale e nazionale, per impostare nuovi programmi di lavoro, per fare fraternità. Con questo spirito, nei giorni 25-28 giugno scorso, si è svolto l'undicesimo convegno nazionale che ha visto uniti una ottantina di partecipanti fra assistenti, presidenti da tutte le regioni. Sede dell'incontro il Cenacolo Mariano delle "Missionarie dell'Immacolata - P. Kolbe" a Borgonuovo di Pontecchio Mmarconi (Bologna).
Maria Stella Benedetti, la Presidente, ha aperto i lavori con il suo saluto di benvenuto ai relatori e ai presenti e con l'augurio che le giornate del convegno siano feconde di idee e proposte. L'assistente e presidente internazionale, Padre Eugenio Galignano, durante l'omelia della Messa del primo giorno, ha sollecitato i laici ad un impegno costruttivo perché sappiano non solo vivere individualmente la propria fede ma trasmetterla con la parola e con l'esempio.
     Tema del convegno il recente documento della CEI: Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. Sullo sfondo, l'ottica di San Massimiliano Kolbe. Due i relatori ufficiali. Il professor Giuseppe Falanga - docente della Facoltà Teologica dell'Italia meridionale - ha indicato alcuni possibili orientamenti per la diffusione del vangelo oggi, delineando le principali aree della comunicazione della fede: dalla liturgia come primo luogo storico del comunicare, fino all'odierno fenomeno di Internet, toccando i punti di crisi dell'uomo moderno, che fa delle ideologie un culto.
     P. Egidio Monzani, religioso dei Frati Minori Conventuali, direttore della rivista assisana "San Francesco Patrono d'Italia", in uno stile asciutto, penetrante e a volte inclemente, ha presentato in due interventi i punti focali degli orientamenti pastorali dell'episcopato italiano. Ha sezionato e descritto l'uomo e la società moderna in modo così preciso che, pur lasciando dapprima alquanto perplessa l'assemblea, non poteva non essere riconosciuto come oggettivamente autentico e valido. "Oggi l'uomo è smarrito, vagabondo, - affermava - perso nel labirinto del pluralismo di opzioni possibili ma tutte limitate. Concentra le sue energie nel privato, si cura molto del suo corpo, è assillato dal problema economico (senza Dio si può vivere senza soldi no), cerca di liberarsi da tutti i complessi. E' un uomo senza qualità, senza ali". E aggiungeva: "La tendenza generale è di evadere dalla propria realtà, di togliere serietà alla vita, di alleggerire il peso dell'esistenza, di compensare l'angoscia quotidiana creando atmosfere festose e gaudenti nelle quali uno possa galleggiare lontano dalle proprie responsabilità, svuotando di contenuti i valori che governano la società. L'uomo è uno spettacolo continuo. Abbiamo la spettacolarizzazione dei grandi problemi dove ognuno vuole avere ragione e trovare una soluzione su misura di se stesso". Affermazione di rilievo: "Nessuna epoca è riuscita come la nostra a sapere tutto intorno all'uomo, ma nessuno è riuscito a sapere chi è l'uomo in realtà".

     Da questo quadro sociale emergono peculiari domande che hanno impegnato i presenti ad un'ulteriore riflessione nei lavori di gruppo:
1) Può il nostro vecchio impianto devozionale e pastorale (sacramenti e buoni consigli) rispondere alle nuove situazioni che sta vivendo l'uomo del terzo millennio?
2) Possiamo continuare a vivere la fede come questione personale e privata, come l'uomo si accontenta del privato della sua vita?
3) Quale significato assumono le immagini evangeliche di sale e lievito proposte da Gesù nel nostro contesto?
4) Realisticamente, la Milizia dell'Immacolata, nella sua organizzazione attuale, può essere considerata all'altezza della situazione?

     Nel secondo intervento P. Egidio ha delineato la figura del Milite alla luce del vangelo presentando l'episodio del paralitico calato dal tetto e salvato per la fede dei suoi portatori. "Il bravo cristiano - cioè il Milite - oggi è il buon samaritano non il bravo levita: cioè colui che passa dalla gestione dei propri bisogni religiosi all'attenzione per l'altro. Questo è lo spirito che ha animato P. Kolbe. La sua fede, la sua esemplarità di vita conducono gli altri a Cristo".
     Non si può però parlare di S. Massimiliano senza parlare di Maria, "ma - aggiungeva il relatore - è necessario toglierle l'aureola per guardarla nel quotidiano della vita. La mediazione di Maria è il cuore della M.I.: non solo perché Ella intercede, ma soprattutto perché è specchio del volto creaturale di Dio, dal momento che è creatura aderente in tutto e in ogni istante alla volontà di Dio. Maria ha cambiato i rapporti dell'uomo con Dio. Da un Dio antico che non si poteva guardare ad un Dio da dover accudire. Noi che spesso tentiamo di svincolarci dalla nostra umanità per tentare vie incomprensibili e assurde di una strana spiritualità, abbiamo bisogno di contemplare il volto di Dio plasmato dall'obbedienza piena e gioiosa di Maria realizzata nella sua vicenda umana".
     "Sullo scenario del nostro quotidiano - concludeva. Monzani - si apre un orizzonte sconfinato: noi prigionieri della nostra meschinità, sempre in credito con la gioia, sempre poveri e avari di amore, incapaci di dare senso alla bellezza e alla fatica…sempre così estranei a quella casa di Nazareth dove Dio si fa uomo perché l'uomo diventi suo figlio".
     Completava la giornata la testimonianza di Antonella Di Piazza, che ha portato ai presenti l'esperienza diretta di comunicazione della fede nello stile proprio dell'istituto secolare "Missionarie dell'Immacolata - P. Kolbe". (l. c.)

 

 

 

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