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Per i membri
della Milizia dell'Immacolata di tutta Italia il Convegno Nazionale è
sempre stato un appuntamento importante. Vivere insieme per qualche giorno
non solo è utile per uno scambio di idee e di esperienze, ma è
soprattutto un momento indispensabile per approfondire il proprio carisma,
per fare il punto della situazione regionale e nazionale, per impostare
nuovi programmi di lavoro, per fare fraternità. Con questo spirito, nei
giorni 25-28 giugno scorso, si è svolto l'undicesimo convegno nazionale
che ha visto uniti una ottantina di partecipanti fra assistenti,
presidenti da tutte le regioni. Sede dell'incontro il Cenacolo Mariano
delle "Missionarie dell'Immacolata - P. Kolbe" a Borgonuovo di
Pontecchio Mmarconi (Bologna).
Maria Stella Benedetti, la Presidente, ha aperto i lavori con il suo
saluto di benvenuto ai relatori e ai presenti e con l'augurio che le
giornate del convegno siano feconde di idee e proposte. L'assistente e
presidente internazionale, Padre Eugenio Galignano, durante l'omelia della
Messa del primo giorno, ha sollecitato i laici ad un impegno costruttivo
perché sappiano non solo vivere individualmente la propria fede ma
trasmetterla con la parola e con l'esempio.
Tema del convegno il recente documento della CEI: Comunicare il Vangelo in
un mondo che cambia. Sullo sfondo, l'ottica di San Massimiliano Kolbe. Due
i relatori ufficiali. Il professor Giuseppe Falanga - docente della
Facoltà Teologica dell'Italia meridionale - ha indicato alcuni possibili
orientamenti per la diffusione del vangelo oggi, delineando le principali
aree della comunicazione della fede: dalla liturgia come primo luogo
storico del comunicare, fino all'odierno fenomeno di Internet, toccando i
punti di crisi dell'uomo moderno, che fa delle ideologie un culto.
P. Egidio Monzani, religioso dei Frati Minori Conventuali, direttore della
rivista assisana "San Francesco Patrono d'Italia", in uno stile
asciutto, penetrante e a volte inclemente, ha presentato in due interventi
i punti focali degli orientamenti pastorali dell'episcopato italiano. Ha
sezionato e descritto l'uomo e la società moderna in modo così preciso
che, pur lasciando dapprima alquanto perplessa l'assemblea, non poteva non
essere riconosciuto come oggettivamente autentico e valido. "Oggi
l'uomo è smarrito, vagabondo, - affermava - perso nel labirinto del
pluralismo di opzioni possibili ma tutte limitate. Concentra le sue
energie nel privato, si cura molto del suo corpo, è assillato dal
problema economico (senza Dio si può vivere senza soldi no), cerca di
liberarsi da tutti i complessi. E' un uomo senza qualità, senza
ali". E aggiungeva: "La tendenza generale è di evadere dalla
propria realtà, di togliere serietà alla vita, di alleggerire il peso
dell'esistenza, di compensare l'angoscia quotidiana creando atmosfere
festose e gaudenti nelle quali uno possa galleggiare lontano dalle proprie
responsabilità, svuotando di contenuti i valori che governano la
società. L'uomo è uno spettacolo continuo. Abbiamo la
spettacolarizzazione dei grandi problemi dove ognuno vuole avere ragione e
trovare una soluzione su misura di se stesso". Affermazione di
rilievo: "Nessuna epoca è riuscita come la nostra a sapere tutto
intorno all'uomo, ma nessuno è riuscito a sapere chi è l'uomo in
realtà".
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Nel secondo intervento P. Egidio ha delineato la figura del Milite alla
luce del vangelo presentando l'episodio del paralitico calato dal tetto e
salvato per la fede dei suoi portatori. "Il bravo cristiano - cioè
il Milite - oggi è il buon samaritano non il bravo levita: cioè colui
che passa dalla gestione dei propri bisogni religiosi all'attenzione per
l'altro. Questo è lo spirito che ha animato P. Kolbe. La sua fede, la sua
esemplarità di vita conducono gli altri a Cristo".
Non si può però parlare di S. Massimiliano senza parlare di
Maria,
"ma - aggiungeva il relatore - è necessario toglierle l'aureola per
guardarla nel quotidiano della vita. La mediazione di Maria è il cuore
della M.I.: non solo perché Ella intercede, ma soprattutto perché è
specchio del volto creaturale di Dio, dal momento che è creatura aderente
in tutto e in ogni istante alla volontà di Dio. Maria ha cambiato i
rapporti dell'uomo con Dio. Da un Dio antico che non si poteva guardare ad
un Dio da dover accudire. Noi che spesso tentiamo di svincolarci dalla
nostra umanità per tentare vie incomprensibili e assurde di una strana
spiritualità, abbiamo bisogno di contemplare il volto di Dio plasmato
dall'obbedienza piena e gioiosa di Maria realizzata nella sua vicenda
umana".
"Sullo scenario del nostro quotidiano - concludeva. Monzani - si apre
un orizzonte sconfinato: noi prigionieri della nostra meschinità, sempre
in credito con la gioia, sempre poveri e avari di amore, incapaci di dare
senso alla bellezza e alla fatica…sempre così estranei a quella casa di
Nazareth dove Dio si fa uomo perché l'uomo diventi suo figlio".
Completava la giornata la testimonianza di Antonella Di Piazza, che ha
portato ai presenti l'esperienza diretta di comunicazione della fede nello
stile proprio dell'istituto secolare "Missionarie dell'Immacolata -
P. Kolbe". (l. c.)
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