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Roma
03 agosto 2002
Prot. n. 61/2002
FR. STEPHEN M. BEJO, OFMConv
Provincial Custos - PARAÑAQUE CITY, PHILIPPINES 1700
Carissimo P. Stephen,
accolgo volentieri il tuo invito di far giungere il mio saluto in
occasione della rappresentazione di "Kolbe: Martyr of charity",
un musical play che, andando in scena in questi giorni nelle Filippine, si
preannuncia già come un significativo evento di cultura e di fede.
Evento culturale anzitutto, inteso come stimolo di promozione della
creatura umana, perché san Massimiliano, con la vita e con le opere,
rispecchia e propone il valore supremo della dignità di ogni uomo,
chiamato a vivere con responsabilità la pienezza dell'amore. Tutto egli
ha sperimentato del nostro secolo: l'orrore della guerra e la laboriosità
della pace, l'apertura al progresso e il fascino dei nuovi mezzi di
comunicazione sociale, l'anelito per le grandi conquiste e l'ardore di
ricerca del mistero di Dio. Nel campo di sterminio di Auschwitz,
offrendosi a morire al posto di un padre di famiglia che non conosceva
neppure, egli diventa testimone della sacralità della famiglia, intesa
come cellula primaria e insostituibile di ogni forma di convivenza sociale
che deve promuovere il bene comune e di esso alimentarsi.
Evento di fede, perché Padre Kolbe, alla scuola di vita di San Francesco
d'Assisi, pone al centro della propria vita Dio, Sommo Bene, che rivela
Sé stesso nel Figlio fatto uomo per amore nel seno di Maria Santissima.
San Massimiliano si eleva con ali d'aquila nella contemplazione del
mistero dell'Immacolata, Madre di Dio, la creatura più perfetta uscita
dalle mani del Creatore. L'Immacolata sarà per lui la via della bellezza,
la via più breve, più facile, più sicura che deve condurre a Dio ogni
uomo, ogni donna. Scriverà: "L'Immacolata: ecco il nostro ideale.
Avvicinarci a Lei, renderci simili a Lei, permettere che Ella prenda
possesso del nostro cuore e di tutto il nostro essere, che Ella viva e
operi in noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro
cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione: ecco il nostro
ideale. Irradiare nell'ambiente, conquistare le anime a Lei, in modo tale
che di fronte a Lei si aprano anche i cuori dei nostri vicini, affinché
Ella estenda il proprio dominio nei cuori di tutti coloro che vivono in
qualunque angolo della terra, senza riguardo alle diversità di razza, di
nazionalità, di lingua, e altresì nei cuori di tutti coloro che vivranno
in qualunque momento storico, sino alla fine del mondo: ecco il nostro
ideale".
Per l'Immacolata egli diviene missionario ardito, giornalista teologo,
organizzatore geniale, contemplativo nell'azione. Era ancora giovane
studente di teologia quando, la sera del 16 ottobre 1917 fondò a Roma la
Milizia dell'Immacolata che Giovanni Paolo II ha recentemente promosso ad
Associazione di fedeli pubblica e internazionale, oggi presente tra
quarantasei Paesi dei cinque Continenti.
Esprimo l'augurio che, grazie al messaggio dell'opera "Kolbe: Martyr
of charity" e alla operosità dei miei confratelli francescani, i
Frati Minori Conventuali delle Filippine, anche tra le generose e
religiose popolazioni della "Pearl of the Orient" e "Pueblo
amate de Maria", la Milizia dell'Immacolata cresca e si diffonda
secondo l'ideale di San Massimiliano.
P. Eugenio Galignano
Presidente Internazionale M.I.
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