10ar03c.gif (30468 byte) KOLBE - Martyr of Charity
      The Religious Theater Event of 2002

The Religious Theater Event of 2002

The musical-play in three acts brilliantly captures the religious life and martyrdom of Maximilian Kolbe, beginning with his early years as a Conventual Franciscan priest passionately engaged in the cause of the Immaculata, establishing "Marytowns" everywhere possible, and maintaining a widely circulated Marian publication, the Knight of the Immaculata, until the outbreak of World War II in Europe that saw the annihilation of Christians, especially priests...

The Theater GROUP

Our performers and creative team come from the Y.A.P. Institute of Art, Research, Training and Development based in Baguio City... The group's initial presentation was on the Life of St. Francis of Assisi, shown in Manila in 1999 and produced by the Conventual Franciscans - Philippines

THE PRODUCTION

With a cast of over a 50 and backed-up by a young and creative production staff, "Kolbe: Martyr of Charity" is a major and religious theater production to hit the local stage. A total of 17 original songs and overture, including "Can I See Tomorrow?", "Raimund", "Immaculata", and "I Will Go On", plus a magnificent choreography gives the production its Broadway character...

  MORE INFO

© copyright: conventual franciscanS - PHILIPPINES

 

Letter from Fr.Eugenio Galignano, OFMConv, International President of M.I.

to Fr.Stephen M.Bejo, OFMConv,  Provincial Custos - Philippines

Roma 03 agosto 2002


Prot. n. 61/2002

FR. STEPHEN M. BEJO, OFMConv
Provincial Custos - PARAÑAQUE CITY, PHILIPPINES 1700

     Carissimo P. Stephen,
     accolgo volentieri il tuo invito di far giungere il mio saluto in occasione della rappresentazione di "Kolbe: Martyr of charity", un musical play che, andando in scena in questi giorni nelle Filippine, si preannuncia già come un significativo evento di cultura e di fede.
     Evento culturale anzitutto, inteso come stimolo di promozione della creatura umana, perché san Massimiliano, con la vita e con le opere, rispecchia e propone il valore supremo della dignità di ogni uomo, chiamato a vivere con responsabilità la pienezza dell'amore. Tutto egli ha sperimentato del nostro secolo: l'orrore della guerra e la laboriosità della pace, l'apertura al progresso e il fascino dei nuovi mezzi di comunicazione sociale, l'anelito per le grandi conquiste e l'ardore di ricerca del mistero di Dio. Nel campo di sterminio di Auschwitz, offrendosi a morire al posto di un padre di famiglia che non conosceva neppure, egli diventa testimone della sacralità della famiglia, intesa come cellula primaria e insostituibile di ogni forma di convivenza sociale che deve promuovere il bene comune e di esso alimentarsi.
     Evento di fede, perché Padre Kolbe, alla scuola di vita di San Francesco d'Assisi, pone al centro della propria vita Dio, Sommo Bene, che rivela Sé stesso nel Figlio fatto uomo per amore nel seno di Maria Santissima. San Massimiliano si eleva con ali d'aquila nella contemplazione del mistero dell'Immacolata, Madre di Dio, la creatura più perfetta uscita dalle mani del Creatore. L'Immacolata sarà per lui la via della bellezza, la via più breve, più facile, più sicura che deve condurre a Dio ogni uomo, ogni donna. Scriverà: "L'Immacolata: ecco il nostro ideale. Avvicinarci a Lei, renderci simili a Lei, permettere che Ella prenda possesso del nostro cuore e di tutto il nostro essere, che Ella viva e operi in noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione: ecco il nostro ideale. Irradiare nell'ambiente, conquistare le anime a Lei, in modo tale che di fronte a Lei si aprano anche i cuori dei nostri vicini, affinché Ella estenda il proprio dominio nei cuori di tutti coloro che vivono in qualunque angolo della terra, senza riguardo alle diversità di razza, di nazionalità, di lingua, e altresì nei cuori di tutti coloro che vivranno in qualunque momento storico, sino alla fine del mondo: ecco il nostro ideale".
     Per l'Immacolata egli diviene missionario ardito, giornalista teologo, organizzatore geniale, contemplativo nell'azione. Era ancora giovane studente di teologia quando, la sera del 16 ottobre 1917 fondò a Roma la Milizia dell'Immacolata che Giovanni Paolo II ha recentemente promosso ad Associazione di fedeli pubblica e internazionale, oggi presente tra quarantasei Paesi dei cinque Continenti.
     Esprimo l'augurio che, grazie al messaggio dell'opera "Kolbe: Martyr of charity" e alla operosità dei miei confratelli francescani, i Frati Minori Conventuali delle Filippine, anche tra le generose e religiose popolazioni della "Pearl of the Orient" e "Pueblo amate de Maria", la Milizia dell'Immacolata cresca e si diffonda secondo l'ideale di San Massimiliano.

P. Eugenio Galignano
Presidente Internazionale M.I.

 

 

 

 

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