10ar03c.gif (30468 byte) IL PAPA RICORDA
IL FRANCESCANO CONVENTUALE POLACCO
NEL 60° DELL'EROICA MORTE
AVVENUTA NEL BUNKER DELLA FAME AD AUSCHWITZ

 

Castel Gandolfo -  15 agosto 2001

San Massimiliano Kolbe, martire della carità, aiuti i credenti a seguire senza esitazione e compromessi Cristo e il suo Vangelo

     1. "Risplende la Regina, Signore, alla tua destra"! Così canta quest'oggi la Chiesa, mentre esultante ammira l'evento prodigioso dell'Assunzione della Vergine in corpo e anima al cielo. Questa solennità, posta nel cuore dell'estate, costituisce una propizia occasione per meditare sulle realtà che oltrepassano l'esistenza terrena.
     Contemplando la Madonna nella gloria celeste, comprendiamo meglio che l'impegno e le fatiche di ogni giorno non devono assorbirci totalmente, perché l'orizzonte della vita non si limita alla terra. In Colei che oggi splende di luce, vediamo realizzarsi pienamente quanto il Padre celeste promette a chi generosamente lo serve spingendo, se necessario, la propria fedeltà sino al dono supremo della vita.

 

     2. Testimone coraggioso di questa fedeltà è stato san Massimiliano Kolbe, la cui festa abbiamo celebrato ieri. Egli si è sempre ispirato a Maria, che amava chiamare la "dolce Mamma". Degno figlio spirituale di san Francesco, morì il 14 agosto del 1941, proprio alla vigilia della solennità dell'Assunta, nel tristemente noto bunker della fame di Auschwitz.
      Quest'anno ricorre il sessantesimo anniversario del suo drammatico ed eroico martirio. Dopo indicibili sofferenze, egli venne finito con "un'iniezione di acido velenoso al braccio sinistro" - come recita il referto di chi ne ha constatato la morte - e il suo cadavere fu bruciato, il giorno dopo, nei forni crematori. Si era offerto con slancio in cambio di un padre di famiglia che gridava: "Mia moglie, i miei bambini! Non li rivedrò più!".
     Il suo gesto straordinariamente generoso può essere simbolicamente considerato un "dono alla famiglia", di cui egli aveva ben presente la fondamentale missione nella Chiesa e nella società. Scrisse a tal proposito che "l'amore vicendevole di persone che si uniscono per formare una famiglia è un'eco autentica dell'amore divino" (SK 1326, p. 2338).

 

     3. Possa la memoria di questo martire della carità aiutare i credenti a seguire senza esitazione e compromessi Cristo e il suo Vangelo. Devoto figlio della Vergine, san Massimiliano incoraggi specialmente le famiglie e i giovani a trovare nella Madre di Dio sostegno nei momenti difficili e guida sicura verso la santità.
     Dall'Immacolata egli si lasciò sempre condurre per mano convinto, come amava ripetere, che "Maria penserà a tutto per noi e, allontanando ogni angustia e difficoltà, verrà prontamente in soccorso alle nostre necessità corporali e spirituali" (SK 25.56).

Papa Giovanni Paolo II
(L’Osservatore Romano, 17-18.VIII.2001, p.5)

 

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