Roma 9 novembre 2003

Prot. n. 150/2003

bottoncino_quadratino.gif (1122 byte)  Lettera agli Assistenti e Presidenti Nazionali  bottoncino_quadratino.gif (1122 byte)
della Milizia dell'Immacolata

     L'anno 2004 segna il 150° anniversario del dogma dell'Immacolata Concezione che il Beato Pio IX proclamò solennemente il giorno 8 dicembre del 1854. La ricorrenza va ben oltre la comunità ecclesiale, ed è particolare motivo di esultanza e occasione di impegno soprattutto per l'Ordine Francescano, per i membri della Milizia dell'Immacolata, per gli istituti di ispirazione kolbiana. Per un richiamo ai valori della nostra eredità di famiglia, possiamo dire - senza trionfalismi ma soltanto per richiamare la nostra responsabilità - che questo dogma ci appartiene particolarmente.  Esso riporta alle radici mariane dell'esperienza di Francesco d'Assisi, alla ricchezza di pensiero della scuola francescana e, più da vicino, alla grande lezione di san Massimiliano. Sarà Padre Kolbe che, sviluppando le acquisizioni dei nostri teologi, passerà dal pensiero all'azione, dalla verità creduta alla verità vissuta, focalizzando nell'Immacolata il proprio ideale di vita, il suo orizzonte teologico, la sua passione apostolica, il suo martirio, e offrendo all'Ordine e alla Chiesa il progetto M.I. come "visione globale di vita cristiana sotto forma nuova, consistente nel legame con l'Immacolata, nostra Mediatrice universale presso Gesù" (SK 1220, p. 2129).
     E' alla luce di tale testimonianza di opere e di dottrina che dobbiamo saper
     - commemorare l'evento
     - celebrare il mistero
     - assimilarne la verità.


     Sta qui il punto di forza: assimilare la verità. Mentre è relativamente facile organizzare commemorazioni e predisporre celebrazioni, non è altrettanto facile intraprendere quel processo attivo e laborioso di studio, di approfondimento, di appropriazione interiore, fino a sintonizzare con coerenza mente, cuore e azione in uno stile di più elevata spiritualità e più generoso ed efficace servizio pastorale e sociale. Alla definizione del dogma dell'immacolata concezione di Maria la scuola francescana ha dato un contributo determinante, che san Massimiliano legge come un "progetto", come la "prima pagina, quella introduttiva della nostra storia. Ora si passa alla pagina successiva, al contenuto stesso - egli scrive - alle battaglie per condurre le anime all'Immacolata" (SK 991 S, p.1733). Noi viviamo, dunque, nel tempo della realizzazione, nel tempo della seconda pagina del nostro compito storico. "Il progetto - rincalza - è la necessaria preparazione per la costruzione della casa" (SK 486, p. 990). Attuare il progetto significa "seminare questa verità nei cuori di tutti coloro che vivono e vivranno sino alla fine dei tempi, e curarne l'incremento e i frutti di santificazione. Introdurre l'Immacolata nei cuori degli uomini, affinché      Ella innalzi in essi il trono del Figlio Suo, li conduca alla conoscenza di Lui e li infiammi d'amore verso il Suo Sacratissimo Cuore" (ivi). Visione apostolica di grande respiro e di impegno radicale che non consente riduzioni.
     Com'è possibile tutto questo oggi, in un contesto complesso e difficile per i singoli Paesi dei diversi continenti? Difficile anche per i popoli d'Europa, che pur hanno saputo varare la loro unione monetaria ed economica, e non riescono tuttavia a sancire nella propria carta costituzionale il dato cristiano delle proprie origini, già per sé valore storico-culturale obiettivo, al di là di ogni opposizione ideologica.
     Proprio nel nome di Padre Kolbe e ispirandosi al suo esempio, i membri della Milizia dell'Immacolata sono chiamati ad operare con creatività e unità, a mettere a disposizione talento ed energie, coniugando sapientemente magistero della Chiesa, ispirazione kolbiana, esigenze ambientali. Certo, non siamo noi ad avere in mano le sorti della società. Ma non possiamo esimerci dalla responsabilità personale e collettiva di un risveglio spirituale e di un coinvolgimento sociale nel segno di una operosa testimonianza evangelica. Scriveva Padre Kolbe: "Si avvicina la nostra festa, la festa dell'Immacolata [del 1937]. Il fervore più ardente può, col tempo, raffreddarsi. I grattacapi e le preoccupazioni quotidiane soffocano, talvolta, gli ideali più sublimi. Anzi, perfino le realtà più elevate sviliscono a poco a poco. In effetti, la debolezza della natura umana limitata è tale che le impressioni più fresche sopraffanno le più lontane, anche se queste ultime sono assai più importanti. Di conseguenza, anche noi, militi dell'Immacolata, ci dobbiamo scuotere di tanto in tanto, dobbiamo riflettere su noi stessi, interrogarci a fondo per sapere se serviamo la causa dell'Immacolata con una sufficiente sollecitudine, impetrare da Lei il perdono per la noncuranza e l'indifferenza, chiedere aiuto per il futuro, impegnarci più alacremente nel lavoro allo scopo di riparare in modo centuplicato con il fervore il tempo trascorso. La festa dell'Immacolata è la migliore occasione per rinnovare lo spirito. Che cosa dobbiamo fare, dunque?" (SK 1218, p. 2124). In primo luogo egli propone di rinnovare la consacrazione, ma senza limitarci a questo. "Si moltiplicheranno le preghiere, i sacrifici. La pregheremo spesso di illuminarci su ciò che dobbiamo intraprendere e come dobbiamo operare" (SK 1218, p. 2126).


Nel rispetto pieno della libertà e inventiva di ognuno, mi permetto suggerire qualche idea e orientamento di azione:

  1. Vivere e far rivivere lo spirito della consacrazione. Come? Indicare iniziative concrete.

  2. Rivisitare il patrimonio dei recenti Congressi internazionali: San Massimiliano Kolbe e la Nuova Evangelizzazione (Niepokalanów 1994); Il volto attuale della M.I. (Brasilia 1998); Massimiliano Kolbe nel suo tempo e oggi. Approccio interdisciplinare alla personalità e agli Scritti (Roma 2001). Sono testi che offrono una ricchezza preziosa per conoscere e assimilare la base dottrinale, teologica della M.I. Assai concreta, ad esempio, l'iniziativa di Niepokalanów che prepara per il 2004 l'edizione in lingua polacca del volume Massimiliano Kolbe nel suo tempo e oggi.

  3. Invito, in particolare, gli Assistenti Nazionali a far conoscere e mettere in pratica gli Statuti dell'Associazione. Il fascicolo degli Statuti è disponibile presso il nostro Centro internazionale in lingua italiana, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacca.

  4. Intanto lanciamo l'idea di un grande appuntamento internazionale a Lourdes nel settembre del 2004. Un pellegrinaggio, un prolungato incontro di preghiera dei vari gruppi M.I. in rappresentanza dei diversi Continenti. Sarà bello ritrovarci tutti insieme ai piedi della grotta di Lourdes per elevare il nostro Magnificat di lode e di ringraziamento al Signore. Per esprimere la nostra gratitudine all'Immacolata con il cuore di san Massimiliano. Sarà una manifestazione ecclesiale, inserita nei programmi ufficiali delle attività liturgiche dei Santuari mariani di Lourdes, il cui tema pastorale per l'anno 2004 è suggerito dal Salmo 72, 26: "La roccia del mio cuore è Dio". Allego il testo della traccia a firma di Sua Ecc. mons. Jacques Terrier, Vescovo di Tarbes e Lourdes, inviata ai vari direttori di pellegrinaggi. Click !CLICK
    E' un canovaccio, uno schema che, affidato alla creatività dei singoli direttori, ossia Presidenti e Assistenti, offre orientamenti di riflessione e di un cammino spirituale per fare in modo che Lourdes sia insieme approdo e partenza, simbolo di un itinerario interiore e pratico che con Maria, l'Immacolata, porti ogni giorno all'incontro con Cristo Pane eucaristico. Il nostro intento è di sostare due o tre giorni a Lourdes entro i giorni 3-15 settembre 2004. In seguito invierò altri dettagli pratici. Intanto faccio appello alla premura dei singoli Assistenti e Presidenti, perché predispongano, caldeggino e sostengano l'iniziativa, che dovrà essere curata e coordinata da ogni Centro nazionale M.I. Sarà prudente affidarsi ad una buona Agenzia Viaggi per reperire e concordare vitto e alloggio.

     "Un grande segno di speranza - afferma Giovanni Paolo II nell'esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Europa - è costituito dai tanti testimoni della fede cristiana. Essi ci appaiono come una luce per la Chiesa e per l'umanità perché hanno fatto risplendere nelle tenebre la luce di Cristo" (n.13).
     Evidente, per noi, il richiamo alla testimonianza di san Massimiliano.
     Con viva fraternità.

P. Eugenio Galignano, OFMConv
Assistente e Presidente internazionale M.I.

 

  

          

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