Quest'atto di
consacrazione consta di TRE PARTI:
1) un'invocazione,
2) una domanda affinche Ella ci voglia accettare in proprietà,
3) una domanda affinche Ella voglia servirsi di noi per conquistare
altre anime a se.
Nell' INVOCAZIONE diciamo innanzi tutto:
« O
Immacolata »
Noi ci rivolgiamo a Lei con questo titolo,
poiche Ella stessa a Lourdes volle presentarsi con questo nome: « Immacolata
Concezione ». Immacolato è Dio e ciascuna delle tre Persone divine, tuttavia Dio non è
concepito. Immacolati sono gli angeli, ma neppure in essi vi è una concezione. Immacolati
furono i nostri progenitori prima del peccato, però neanche loro furono concepiti.
Immacolato e concepito fu Gesù, tuttavia Egli non era una concezione, poichè, in quanto
Dio, esisteva già da prima e a Lui si riferivano le parole che avevano rivelato a Mosè
il nome di Dio: « lo sono Colui che sono » (Es 3,14), cioè Colui che esiste
sempre e che non ha principio. Gli altri uomini sono una concezione, macchiata tuttavia
dal peccato.
Unicamente Lei è non solo concepita, ma Concezione e per di più Immacolata. Questo nome
contiene molti altri misteri che col tempo saranno svelati. Esso indica, infatti, che
l'Immacolata Concezione appartiene in certo qual modo all'essenza dell'Immacolata. Questo
nome deve essere caro, poiche indica la prima grazia ricevuta nel primo istante della sua
esistenza, e il primo dono è sempre il più gradito. Questo nome, poi, si è verificato
lungo tutta la sua vita, poiche Ella è stata sempre senza peccato. Perciò fu altresì
piena di grazia e Dio fu con Lei (cfr. Lc 1,28) sempre e fino al punto che
Ella divenne la Madre del Figlio di Dio.
« Regina del cielo e della
terra »
In una famiglia i genitori che amano appagano, nei
lim\ti delle loro possibilità, i desideri dei loro bambini, purche tali desideri non
siano loro di danno. Tanto più Dio, Creatore e Prototipo dei genitori terreni, vuole
soddisfare la volontà delle sue creature, purche questa non rechi loro danno, vale a dire
che sia conforme alla sua volontà.
L 'Immacolata non si scostò mai in nulla dalla volontà
divina. In ogni cosa amò la volontà divina, amò Dio. perciò è giustamente chiamata
«Onnipotenza supplice», esercita la propria influenza su Dio stesso, sull'universo
intero, è la Regina del cielo e della terra. In paradiso tutti riconoscono la sua
sovranità d'amore. E quella parte dei primi angeli che non volle riconoscere la sua
regalità, perdette il proprio posto in paradiso.
Ella è Regina altresì della terra, per il fatto che
è Madre di Dio. Però Ella desidera, e ne ha il diritto, di essere riconosciuta
spontaneamente da ogni cuore, di essere amata quale Regina di ogni cuore, affinchè questo
cuore sia purificato sempre più attraverso Lei, divenga immacolato, simile al suo Cuore
e sempre più degno dell'unione con Dio, con l'amore di Dio, con il sacratissimo Cuore di
Gesù.
« Rifugio dei peccatori
»
Dio è misericordioso, infinitamente misericordioso,
tuttavia è pure giusto, così che non può tollerare neppure il più piccolo peccato e
deve esigere la completa riparazione. La dispensatrice del preziosissimo Sangue di Gesù,
che ha un valore infinito e che lava questi peccati, è la misericordia divina
personificata nell'Immacolata. A buon diritto, quindi, noi La invochiamo « Rifugio dei
peccatori», di tutti i peccatori, anche se i loro peccati fossero i più gravi e i più
numerosi possibili, anche se essi avessero l'impressione di non meritare mai più
misericordia. Certamente ogni purificazione dell'anima è per Lei una nuova conferma del
suo titolo di « Immacolata Concezione », e quanto più una anima è sprofondata nei
peccati, tanto più si manifesta la potenza della sua immacolatezza che rende tale anima
pura come la neve.
« Madre nostra amorosissima
»
L 'Immacolata è la Madre di tutta la nostra vita
soprannaturale, poiche è la Mediatrice delle grazie, anzi la Madre della grazia divina,
perciò è nostra Madre nella sfera della grazia, nella sfera soprannaturale. E', inoltre,
una Madre amorosissima, poichè non c'è una Madre così amante, così amorevole, così di
Dio, come l'Immacolata tutta divina.
« Cui Dio volle affidare
l'intera economia della misericordia »
In una famiglia talvolta il padre si rallegra allorche
la madre, con un proprio intervento, trattiene la sua mano che vorrebbe castigare il
figliolo, poichè in tal caso vien data soddisfazione alla giustizia e si manifesta pure
la misericordia.
Non è senza ragione, infatti, che la giustizia viene sospesa.
Allo stesso modo anche Dio, per non castigarci, ci offre una madre spirituale, alla cui
intercessione non si oppone mai. Ecco perche i santi affermano che Gesù ha riservato a se
l'economia della giustizia, per affidare alla Immacolata l'intera economia della
misericordia.
Nella SECONDA PARTE dell'atto di consacrazione noi
diciamo:
« lo, indegno peccatore
»
Riconosciamo di non essere immacolati come Lei, ma
peccatori. Tanto più che nessuno di noi potrebbe affermare di perseverare fino ad oggi
senza peccato, ma si sente colpevole di molte infedeltà. Diciamo pure « indegno
», poiche, in effetti, tra l'Immacolata e una persona contaminata dal peccato vi è, in
certo qual modo, una differenza infinita. Perciò, con tutta verità noi ci riconosciamo
indegni di rivolgerci a Lei, di pregarla, di cadere ai suoi piedi per non diventar simili
al superbo Lucifero. Per questo motivo noi diciamo pure:
« Mi prostro ai tuoi piedi
supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà
tua »
Con queste parole noi preghiamo, supplichiamo
l'Immacolata di volerci accogliere e ci offriamo a Lei completamente e sotto ogni aspetto
quali suoi figli, suoi schiavi d'amore, suoi servi, suoi strumenti, sotto ogni aspetto,
sotto ogni denominazione che qualsiasi persona in qualunque tempo potrebbe ancora
formulare. Ci offriamo come cosa e proprietà a sua completa disposizione, perche Ella si
serva di noi e ci sfrutti fino alla nostra completa consumazione.
« E di fare ciò che ti piace di me e
di tutte le facoltà dell'anima mia e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed
eternità »
A questo punto noi consegniamo a Lei tutto il nostro essere,
tutte le facoltà dell'anima, vale a dire l'intelletto, la memoria e la volontà; tutte le
facoltà del corpo, cioè tutti i sensi e ciascuno singolarmente, le forze, la salute o
l'infermità; consegniamo a Lei l'intera nostra vita con tutte le sue vicende piacevoli,
tristi o indifferenti. Consegniamo a Lei la nostra morte, in qualsiasi momento, luogo o
modo ci capiterà. Le consegniamo perfino tutta la nostra eternità. Anzi, noi abbiamo la
ferma speranza che solo in paradiso potremo appartenere a Lei in un modo incomparabilmente
più perfetto. In questa maniera noi formuliamo il desiderio e la preghiera di permetterci
di diventare sempre più perfettamente suoi sotto ogni aspetto.
Nella TERZA PARTE dell'atto di consacrazione noi La
supplichiamo:
« Disponi pure, se vuoi, di tutto me
stesso senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: « Ella ti
schiaccerà il capo » (Gen 3,15), come pure: " Tu sola hai distrutto tutte le
eresie sul mondo intero " (Ufficio della B. V. Maria)»
Nelle statue e nei quadri dell'Immacolata vediamo sempre ai
suoi piedi un serpente che avvolge il globo terrestre tra le sue spire e al quale Ella,
con il piede, schiaccia il capo.
Egli, satana, macchiato di peccato, si sforza di
insozzare con esso tutte le anime sulla terra, odia Colei che è stata sempre immacolata.
Pone insidie al calcagno di Lei nei suoi figli, ma nella lotta con Lei Ella gli schiaccia
sempre il capo in ogni anima che a Lei ricorre. La preghiamo di volersi servire anche di
noi, se vuole, come di uno strumento per schiacciare nelle anime infelici l'orgogliosa
cervice del serpente. Continuando il versetto già riportato, la sacra Scrittura aggiunge:
« E tu porrai insidie al suo calcagno », e in effetti lo
spirito del male insidia in modo particolare coloro che si consacrano all'Immacolata,
poiche vuole offenderla almeno in essi. Tuttavia i suoi tentativi contro le anime
sinceramente consacrate finiscono sempre in una sconfitta ancor più ignominosa; perciò
il suo furore impotente diviene ancor più violento.
Le parole: « Tu sola hai
distrutto tutte le eresie sul mondo intero », sono tratte dall'ufficio divino che
la Chiesa impone ai sacerdoti di ripetere a Lei. La Chiesa parla di « eresie », non di
« eretici », perche Ella, Maria, li ama e proprio per questo amore desidera liberarli
dall'errore dell'eresia. Dice ancora: « tutte », senza alcuna eccezione. « Tu sola »,
poiche basta Lei: Dio, infatti, appartiene a Lei con tutti i tesori di grazie, grazie di
conversione e di santificazione delle anime. « Sul mondo intero »: nessun angolo della
terra qui è escluso. In questo tratto dell'atto di consacrazione noi La supplichiamo di
volersi servire di noi per distruggere tutto il corpo del serpente, vale a dire le più
diverse eresie che tengono avvinto il mondo.
« Affinche nelle tue mani
immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e
incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e
indifferenti ».
Sulla terra noi vediamo tante anime infelici,
traviate, che non conoscono lo scopo della loro vita, che amano diversi beni caduchi
anziche l'unico bene, Dio. Molte, inoltre, sono indifferenti nei confronti dell'amore più
sublime. Noi desideriamo « innestare e incrementare il più fortemente possipile la
gloria » dell'Immacolata in queste anime e La supplichiamo di renderci strumenti utili
nelle sue mani immacolate e misericordiosissime, di non permetterci di opporci a Lei; di
costringerci pure con la forza, qualora non volessimo ascoltarla.
« Per estendere, in tal modo,
quanto più è possIbile il benedetto Regno del sacratissimo Cuore di Gesù ».
Il sacratissimo Cuore di Gesù è l'e-more di Dio
verso gli uomini. Il suo Regno è il dominio di questo amore nelle anime degli uomini,
amore che Gesù manifestò nel presepio, lungo tutto la vita, sulla croce, nell'Eucaristia
e nel darci per madre la sua stessa Madre; e che Egli desidera accendere nei cuori degli
uomini. Innestare e incrementare la gloria dell'Immacolata, conquistare anime a Lei, vuol
dire conquistare anime alla Madre di Gesù, la quale introduce in esse il Regno di Gesù.
.
« Dove Tu entri, infatti,
ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiche ogni grazia scorre,
attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi ».
L 'Immacolata è la « onnipotenza supplice ». Ogni
conversione ed ogni santificazione è opera della grazia, ed Ella è la mediatrice di
tutte le grazie. Perciò Ella solo basta per ottenere e distribuire tutte le grazie,
qualunque grazia. Durante la manifestazione della medaglia miracolosa, la beata Caterina
Labourè vide dei raggi che si sprigionavano dagli anelli preziosi che l'Immacolata
portava alle dita delle mani. Tali raggi simboleggiavano le grazie che l'Immacolata
elargisce generosamente a tutti coloro che le vogliono. Pure il Ratisbonne, narrando la
visione da lui avuta, accenna ai raggi di grazie.
« Concedimi,
di lodarti, o Vergine santissima; dammi forza contro i tuoi nemici ».
Si narra. che il beato
francescano Duns Scotus , mentre si
stava recando alla disputa durante la quale doveva difendere, nell'università della
Sorbona, a Parigi, il privilegio dell'Immacolata Concezione, passò accanto ad una statua
della Madre santissima e Le rivolse la predetta invocazione. La Madonna piegò il capo in
segno di approvazione.
Nella prima parte di questa
preghiera, Duns Scoto si rivolge alla Madre di Dio e Le chiede la grazia di poterla
lodare, poiche riconosce di essere grandemente indegno di un'opera così sublime, qual è
la glorificazione della Madonna. Riconosce, altresì, che tale grazia dipende da Lei e che
è sufficiente che Ella gliela conceda, perche il successo possa coronare i suoi sforzi.
La seconda parte è
forte, risoluta, coraggiosa. Egli chiede la forza per sconfiggere il serpente, come uno
strumento nella mano di Lei.
Ma chi è il nemico dell'Immacolata? E' tutto ciò che
è macchiato di peccato, che non conduce a Dio, che non è amore; è tutto ciò che
proviene dal serpente infernale, quello della menzogna, e lui stesso, tutti i nostri
difetti, quindi, tutte le nostre colpe. La preghiamo di darci forza contro di essi.
Soltanto per questo, infatti, vi sono tutte le devozioni, per questo vi è la preghiera,
per questo vi sono i santi sacramenti, vale a dire per ottenere la forza di superare tutti
gli ostacoli che si frappongono nel nostro cammino verso Dio in un amore sempre più
ardente, nel divenire simili a Dio, nell'unirsi con Dio stesso.
Come siamo usciti da Dio per mezzo della creazione,
così pure ritorniamo a Dio; tutta la natura ci parla di questo e dovunque volgiamo lo
sguardo noi vediamo che ad un'azione corrisponde una reazione uguale e contraria, quale
eco dell'attività di Dio, come pure dell'attività nella creazione. Su questa via di
ritorno, della reazione, una creatura dotata di libera volontà si imbatte in difficoltà
e contrarietà, che Dio permette per accrescere ancor di più l'energia con la quale
questa creatura tende verso di Lui.
Per ottenere la forza sufficiente per raggiungere tale scopo, tuttavia, la creatura deve
pregare, deve implorare questa forza da Colui che è la fonte di ogni energia e che
osserva con amore gli sforzi della propria creatura e desidera che essa voglia
sinceramente giungere a Lui, anzi non le risparmia neppure il suo aiuto.
E benchè a questa creatura, a questo suo caro figlio,
càpiti di inciampare lungo il cammino, di cadere, di insudiciarsi, di imbrattarsi, questo
Padre amorevole non può starsene a guardare la sua sventura.
Manda il proprio Figlio unigenito, il quale con la sua vita
e con la sua dottrina indica alla creatura decaduta una via chiara e sicura. Con il suo
Sangue santissimo, dotàto di un valore infinito, lava il sudiciume e cura le ferite.
E, affinchè l'anima non perda la speranza a causa della
paura, di fronte alla giustizia divina violata, Dio manda Colei che è la personificazione
del suo amore, la Sposa dello Spirito di amore materno, l'Immacolata, tutta bella, senza
macchia (pur essendo figlia di una creatura umana, sorella degli esseri umani) , e La
incarica di distribuire con generosità tutta la propria misericordia nei confronti delle
anime.
La costituisce Mediatrice
della grazia meritata dal Figlio suo, Madre della grazia, Madre delle anime rinate
mediante la grazia, rigenerate e incessantemente rigenerantisi in una sempre più perfetta
divinizzazione.
|