STATUTI GENERALI
DELLA MILIZIA DELL'IMMACOLATA
DECRETO Conforme alla richiesta di erezione ad Associazione pubblica internazionale della Pia Unione della Milizia dellImmacolata sottoposta al Pontificio Consiglio per i Laici, con lettera del 29 agosto 1996 (Prot. N. 79/96), dal Procuratore Generale dellOrdine dei Frati Minori Conventuali, su istanza del Ministro Generale del medesimo Ordine; Tenendo presente la lunga e benemerita storia associativa della Milizia dellImmacolata, nata il 16 ottobre 1917, il cui fondatore, P. Massimiliano Kolbe, OFM Conv., è stato poi dichiarato santo e martire da Sua Santità Giovanni Paolo II (10 ottobre 1982). Eretta a Pia Unione il 2 gennaio 1922 dal Vicariato di Roma, la Milizia dellImmacolata ha ricevuto particolari attenzioni e speciali sollecitudini da parte dei Sommi Pontefici, quali, tra le altre, il Breve di Pio XI (18 dicembre 1926), che concede indulgenze e privilegi, e il successivo Breve dello stesso Pontefice Die XVIII Decembris (23 aprile 1927), con cui la Milizia dellImmacolata viene elevata a Pia Unione Primaria. In data 8 novembre 1975 il Pontificio Consiglio per i Laici ne approvava gli Statuti Generali; approvazione che veniva rinnovata ad experimentum usque ad accommodationem novo Codici juris canonici, in data 20 dicembre 1980. Avendo apprezzato lavvenuto aggiornamento degli Statuti ai fini di conformare orientamenti e strutture alla nuova normativa canonica; Considerando che la Milizia dellImmacolata è oggi presente nei cinque continenti, in 46 nazioni, con numerose sedi canonicamente erette, 27 Centri Nazionali e diverse opere di formazione cristiana e diffusione del Vangelo, raggiungendo ormai un totale di iscritti che aggira intorno ai quattro milioni; Accogliendo con gratitudine la definizione data dallo stesso P. Kolbe alla Milizia dellImmacolata: "Una visione globale di vita cattolica sotto forma nuova, consistente nel legame con lImmacolata, nostra Mediatrice universale presso Gesù" (Scritti Kolbiani 1220); Apprezzando vivamente il fine della Milizia dellImmacolata, "universale come la sua missione", secondo quanto proposto nei nuovi testi statutari:
Osservando che la Milizia dellImmacolata è sempre sotto l "altius moderamen" del Ministro Generale dellOrdine Francescano dei Frati Minori Conventuali e trova tra i suoi convinti sostenitori e anche membri entusiasti non pochi Em.mi Cardinali, Ecc.mi Vescovi ed altri prelati; Avendo attentamente studiato i nuovi Statuti generali elaborati dalla Direzione Internazionale della Milizia dellImmacolata; dopo ampie consultazioni
IL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI DECRETA lerezione della Milizia dellImmacolata ad Associazione pubblica internazionale, a norma del can. 312, 1, 1° e ss. del Codice di Diritto Canonico, approvando al contempo i suoi Statuti Generali conforme al testo originale presentato e depositato nellArchivio del Dicastero. Stanislaw Rylko
J. Francis Stafford Città del Vaticano
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STATUTI GENERALI NaturaArt. 1La Milizia dell'Immacolata,
fondata a Roma da san Massimiliano Kolbe il 16 ottobre 1917 con la denominazione latina Militia
Immaculatae (M.I.), è un'associazione pubblica di fedeli, universale e
internazionale. Essa è aperta a laici e chierici ed è retta a norma dei canoni 312-320
del CJC, delle direttive della Chiesa e dei presenti Statuti. Art. 2 E' pertanto un'associazione nella quale i membri, memori della vocazione di tutti i cristiani alla santità personale e all'evangelizzazione, e della missione di grazia di Maria nella Chiesa e nel mondo, frutto della sua unione perfetta con lo Spirito Santo (cf SK 634, 1224, 1229, 1310, 1318), riconoscono nel mistero della sua Immacolata Concezione il punto focale della loro spiritualità, teologia e apostolato (Disc. di Paolo VI per la beatificazione di P Kolbe, 17.10.1971).
La Milizia dell'Immacolata è stata definita dallo stesso Padre Kolbe: "una visione globale di vita cattolica sotto forma nuova, consistente nel legame con l'Immacolata, nostra Mediatrice universale presso Gesù" (SK 1220). Essa infatti si propone essenzialmente di promuovere l'estensione del Regno di Cristo nel mondo attraverso l'azione dell'Immacolata, stimolando tutti i cristiani - laici, religiosi e contemplativi - a porsi a servizio di Lei nella missione che Ella ha come Madre della Chiesa.
FineArt. 4Il fine della M.I., universale come la sua missione,
consiste:
Spiritualità e formazioneArt. 5 La spiritualità della M.I. consiste nel vivere la consacrazione battesimale alla luce dell'Immacolata dono del Redentore. Egli sul Calvario compie il primo atto di affidamento, donando Maria al discepolo e il discepolo a Maria (cf Gv 19, 25-27). La vita del discepolo è caratterizzata dalla presenza della Madre (cf RM 45). Padre Kolbe ha vissuto il rapporto vitale con Maria in modo singolare, inteso come una "trasformazione in lei", "un diventare Lei" (SK 508) per raggiungere una più perfetta unione con Cristo. Art. 6 La M.I. afferma nei cristiani il primato della vita interiore, secondo il principio caro a San Massimiliano: "innanzitutto dedicati completamente a te stesso e così potrai donarti completamente agli altri... per la sovrabbondanza della tua pienezza" (SK 971; 980). Nella preghiera personale, i militi cureranno in particolare la recita quotidiana della giaculatoria: "O Maria, concepita senza peccato..." unita alle "intenzioni" suggerite mensilmente dal Centro Internazionale. Da non trascurare l'uso lodevole di portare con devozione la Medaglia Miracolosa, segno esteriore della propria appartenenza alla M.I. (cf programma originale).
Sull'esempio di Maria, Vergine in ascolto, Vergine in preghiera, Vergine Madre, Vergine offerente (cf RM 17 20), i membri della Milizia dell'Immacolata riconoscono il valore fondamentale dell'ascolto della Parola di Dio, della celebrazione liturgica, della preghiera, della carità verso tutti, dell'offerta del proprio essere per collaborare con Cristo alla salvezza del mondo. Art. 8 Poiché la donazione di se stessi all'Immacolata non è un atto transitorio, ma una responsabile e dinamica accettazione dello stato di conformazione a Lei, per crescere nello spirito di fede e di servizio, è necessario che i militi vengano adeguatamente formati secondo gli ideali dell'Associazione e nello stile apostolico che la caratterizza. Pertanto i membri si impegnano ad approfondire la propria formazione spirituale, teologica, mariologica e pastorale, attingendo alla ricchezza del magistero della Chiesa e alle varie iniziative proposte dall'Associazione.
I membri amano la Chiesa, Madre e Maestra, e si propongono come presenza viva e operante per contribuire alla crescita della comunità ecclesiale.
Tre sono i fronti di azione del Milite dell'Immacolata: se stesso, l'ambiente, il mondo. Colui, infatti, che sceglie di far parte della M.I.:
I membri della Milizia dell'Immacolata fanno propria la
missione della Chiesa: "portare il Vangelo di Cristo come fonte di speranza per
l'uomo e di rinnovamento per la società" (ChL 29). Riconoscendo nell'Immacolata "la creatura nuova", la M.I. vede in Lei, perfetta discepola del Signore, il modello del credente.
Lo specifico della M.I. consiste nel promuovere il mistero dell'Immacolata Concezione, ossia: "seminare questa verità nei cuori di tutti gli uomini [...] e curarne l'incremento e i frutti di santificazione" (SK 486), contribuendo alla formazione cristiana delle coscienze e alla nuova evangelizzazione. Maria, segno della vittoria sul male e sulla morte, "per la sua intima partecipazione alla storia della salvezza, mentre viene predicata e onorata, chiama i credenti al Figlio suo, al suo sacrificio e all' amore del Padre" (LG 65).
I Militi si impegnano, quindi, a comunicare l'amore all'Immacolata attraverso la testimonianza nei vari settori di attività sociale, permeando di spirito evangelico ogni realtà umana. Sono chiamati, pertanto, a svolgere con particolare dedizione ogni attività, a promuovere la tutela della vita, a servizio della dignità integrale della persona, proponendo i valori di fraternità, di giustizia e di solidarietà.
Tutti i membri della M.I., consapevoli di essere sempre e ovunque missionari, sono tali nella misura in cui vivono l'unione con Cristo Redentore sull'esempio di Maria. Nel riconoscere che il vero missionario è il santo, pongono al primo posto i mezzi evangelici della preghiera, del sacrificio, della testimonianza di vita (cf. RMi 90). Da Padre Kolbe è raccomandata caldamente anche la diffusione della Medaglia miracolosa, segno dell'attenzione materna di Maria verso i peccatori e occasione propizia per la loro conversione. Art. 16 Una presenza significativa nell'Associazione è costituita dalle persone che soffrono. La loro consacrazione all'Immacolata nell'offerta delle proprie sofferenze rende partecipe tutta l'Associazione al mistero redentivo di Cristo e rinnova l'impulso missionario.
Particolare premura è riservata alla presenza dei giovani. Ogni Centro Nazionale si adopera per organizzare il Movimento Giovanile M.I. quale parte integrante dell'Associazione. Per tale Movimento il Direttorio nazionale disporrà uno specifico itinerario formativo e pastorale.
I membri della M.I., ai sensi dell'art. 8, si avvalgono dei mezzi che Padre Kolbe ha utilizzato con spirito profetico e francescano, divenendo così apostoli "della penna, del microfono, dello schermo, o di qualsiasi altro mezzo" (SK 382). Essi operano:
Art. 19
Art. 20 Secondo le indicazioni di Padre Kolbe, nella
M.I. la consacrazione può essere vissuta:
Strutture dell' Associazione sono: Art. 22 Il Centro Internazionale svolge opera direttiva e di coordinamento dell' Associazione nel mondo. Suo compito è fare in modo che l'ideale e la dottrina di Padre Kolbe si rafforzino e si sviluppino attraverso approfondimenti nuovi progetti, al passo con il cammino della chiesa, avvalendosi. anche dell 'apporto degli Istituti d'ispirazìone kolbiana, testimonianza viva della multiforme eredità del Santo.
Il Centro Internazionale è composto:
Gli organi di governo dell ' Associazione sono:
Il Moderatore Supremo della M.I. è il Ministro
Generale dei Frati Minori Conventuali. Egli garantisce l'esatta interpretazione del
carisma kolbiano e rinnova il legame storico dell' Associazione con l'Ordine cui
appartiene san Massimiliano Kolbe. Art. 26 Compiti principali dell' Assistente
Internazionale sono:
Attesa l'universalità dell' Associazione, l'
Assemblea Generale dei soci è costituita a carattere rappresentativo:
Compete all' Assemblea Generale: L'elezione di un religioso all'ufficio di Presidente dev'essere confermata dal Superiore maggiore di competenza.
Al Presidente Internazionale, in collaborazione
con l'Assistente, compete:
E' compito del Presidente presentare ogni anno anche al Moderatore Supremo una relazione scritta sull'attività dell'Associazione e sulla sua gestione amministrativa, secondo il dettato del can. 319 del CJC.
L' Associazione non ha scopo di lucro. Le sue risorse sono costituite dai proventi delle attività specifiche del Centro Internazionale, dai contributi dei Centri Nazionali, da lasciti, donazioni e offerte varie, da sussidi di terzi, da eventuali sovvenzioni di enti pubblici e privati.
L'amministrazione dei beni spetta al Consiglio di Presidenza, il quale è investito della facoltà di compiere o autorizzare tutti gli atti e operazioni permessi all' Associazione, purche non riservati all' Assemblea Generale, e siano rotti rientranti nei fini istitUzionali.
Compongono il Consiglio di Presidenza
Internazionale:
Gli incarichi o uffici a livello internazionale
hanno durata sessennale e sono rinnovabili. Art. 35 Compete al Consiglio di Presidenza
Internazionale:
Al Collegio dei Sindaci 'spetta il compito di esaminare il bilancio consuntivo e preventivo da sottoporre all'approvazione dell' Assemblea generale.
Il Centro Internazionale M.I. risiede a Roma
presso "Casa Kolbe", via san Teodoro 42, dei Frati Minori Conventuali,
storicamente Sede Primaria dove san Massimiliano istituì la Milizia
dell'Immacolata.
I Centri Nazionali dipendono
dal Centro Internazionale per quanto attiene la fedele interpretazione e realizzazione dei
fini dell'Associazione, e sono retti da un proprio Direttorio, ratificato dal Consiglio di
Presidenza Internazionale, sulla base dei presenti Statuti. Lo stesso iter segue la nomina dell'Assistente Regionale o Provinciale.
Salva l'unità dell'
Associazione, ogni Centro Nazionale, previo consenso del Consiglio di Presidenza
Internazionale, si adopera per ottenere il riconoscimento di personalità giuridica
secondo le leggi dello Stato. .
In unità territoriali geograficamente vaste, può essere riconosciuto e istituito più di un Centro, Provinciale o Regionale, con caratteristiche e funzioni di Centro Nazionale.
Per la costituzione di
un Centro Nazionale si richiedono almeno cinque Sedi locali, canonicamente erette,
salvaguardando l'unità geografica come previsto dal Direttorio Internazionale.
Per sostenere l'attività del Centro Internazionale, i Centri Nazionali contribuiscono economicamente con una quota annuale stabilita dall'Assemblea generale.
Le Sedi Filiali vengono
erette nelle chiese o oratori, tramite formale richiesta che il parroco/rettore o il
superiore di una comunità religiosa rivolge all'Ordinario del luogo, il quale ne nomina
l'Assistente ecclesiastico. .
Alle Sedi Filiali e/o ai
Centri locali fanno riferimento i gruppi costituiti presso parrocchie, comunità
religiose, seminari o altre realtà ecclesiali.
Art. 45 Eventuali modifiche ai presenti Statuti devono essere decise dall' Assemblea Generale e sottoposte all'approvazione del Moderatore Supremo e della Sede Apostolica (cf. can. 314).
Per quanto non espressamente previsto in questi Statuti si rimanda alle disposizioni canoniche vigenti in materia.
NORME TRANSITORIE 1. Il Consiglio di Presidenza Internazionale predisporrà un Direttorio Internazionale da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea Generale. 2. I presenti Statuti entrano in vigore alla data dell'approvazione da parte della competente autorità ecclesiastica.
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