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IL CONGRESSO KOLBE         

Ancora un Congresso Internazionale di studio sulla vita e il pensiero di San Massimiliano M. Kolbe (Roma/Seraphicum, 24-27 settembre 2001)

    Da lunedì 24 a giovedì 27 settembre 2001, presso il Seraphicum a Roma, si è svolto il Congresso Internazionale su san Massimiliano Kolbe. Promosso e organizzato dal Centro Internazionale della Milizia dell'Immacolata a sessanta anni dalla morte del suo Fondatore (Auschwitz, 14 agosto 1941), con il sostegno delle Pontificie Facoltà Teologiche "San Bonaventura" (Frati Minori Conventuali) e "Marianum" (Servi di Maria) e dell'Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana (AMI), il simposio aveva l'obiettivo di far entrare la figura di san Massimiliano negli interessi culturali e dottrinali di un maggior numero possibile di studiosi al di fuori dell'ambiente francescano. Da qui il tema Massimiliano M. Kolbe nel suo tempo e oggi - Approccio interdisciplinare alla personalità e agli Scritti, che esprimeva il proposito di esplorare in ampiezza e profondità la personalità del Martire di Auschwitz, utilizzando coerentemente l'apporto di numerose discipline. Perciò i lavori sono stati suddivisi in sessioni - mattutine e pomeridiane - e gli interventi sono stati raggruppati per aree tematiche. Studiosi insigni di diverse discipline, provenienti da diversi centri accademici civili ed ecclesiastici, si sono posti - alcuni per la prima volta -, di fronte alla figura poliedrica del Santo francescano, per valutarne la consistenza del pensiero e l'attualità delle vedute.

     Il pomeriggio di lunedì 24 settembre è stato dedicato alla sessione inaugurale, aperta la graditissima Lettera che Sua Santità Giovanni Paolo II aveva fatto pervenire a P. Eugenio Galignano OFMConv, Presidente Internazionale della Milizia dell'Immacolata. In essa il Pontefice, ricordando come San Massimiliano "seppe parlare e farsi comprendere dai suoi contemporanei" e come "seppe rimanere fedele a Dio e fedele all'uomo nella verità e nella santità", esprimeva l'auspicio che il simposio, "attraverso i diversi approcci alla personalità e agli scritti del Santo martire della carità", potesse "contribuire ad approfondire i contenuti e i metodi apostolici a servizio dell'opera evangelizzatrice della Chiesa". Dopo l'indirizzo di accoglienza del Ministro Generale P. Joachim Anthony Giermek, ha preso la parola, per un indirizzo di saluto, Sua Eminenza il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica. Seguiva quindi la prolusione del prof. Orlando Todisco OFMConv, Preside della Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura".

Primo giorno del Congresso:

     La prima giornata di lavoro (25 settembre) è apparsa subito piena di contenuti e sollecitazioni, offrendo temi di interesse storico, antropologico e spirituale, con l'obiettivo di cogliere "l'uomo Kolbe" nel contesto della realtà storica in cui è vissuto ed ha operato con vigore creativo. Nel suo breve intervento di moderatore di sessione, Dario Antiseri, professore della L.U.I.S.S. di Roma, apriva un varco ermeneutico sulla visione epistemologica di P. Kolbe, rilevandone un certo taglio di modernità nella concezione della scienza intesa come ipotesi e mai come certezza, tipica del nostro post-moderno. Quasi immagine della contemporaneità, secondo la lucida lettura storica di Giorgio Rumi, professore dell'Università di Milano, Kolbe "è uno specchio che riflette con drammatica efficacia il volto dell'uomo contemporaneo, lui animato sì da una fede altissima e feconda, ma pur sempre inciso dalle speranze e dalle cadute del secolo che ha chiuso il millennio". Ancora di carattere storico è stata la puntualizzazione del professore Fidel Gonzáles-Fernández MCCJ, della Pontificia Università Urbaniana. Egli, illustrando le ideologie che hanno caratterizzato il secolo appena concluso, ha dimostrato come Padre Kolbe abbia saputo confrontarsi con esse, escogitando particolari strategie per una adeguata e incisiva risposta pastorale. Richiamando una riflessione di Huns Von Balthasar, il relatore concludeva il suo intervento invitando a "giudicare il significato di san Massimiliano come grazia data da Dio alla Chiesa e al mondo, in un momento particolarmente tragico e confuso". Padre Kolbe - affermava - "è certamente una profezia, un miracolo e una pagina del Vangelo di Cristo per tutti". Tale realtà - ribadiva successivamente il professor Danilo Veneruso dell'Università di Genova - trova conferma nel fatto che P. Kolbe ha anticipato in effetti il programma missionario di tutto il pontificato di Pio XI.

     Nella sessione pomeridiana della prima giornata, le relazioni hanno permesso di guardare alle doti personali del Santo, penetrandone il carisma organizzativo a servizio dell'evangelizzazione, la profonda umanità e la costante tensione verso il completo dono di sé. In particolare il professor Salvatore Perrella OSM, della Pontificia Facoltà Teologica "Marianum", ha centrato la sua relazione sulla visione kolbiana del mistero dell'Immacolata Concezione, individuandone l'originalità e suggerendo come ulteriore pista di approfondimento la valorizzazione della "dimensione soteriologica della sua dottrina". Tale spinta verso l'uomo da condurre alla piena realizzazione in Cristo, ha trovato in Kolbe - secondo l'intervento del professore Leon Benigny Dyczewski, OFMConv, dell'Università Cattolica di Lublino - un "organizzatore geniale", capace di coinvolgere "un'ampia cerchia di collaboratori": un animatore e leader che "sa proporre gli obiettivi dell'azione e i metodi per realizzarla, assegnando compiti, definendo metodi e tempo di esecuzione". A conclusione della giornata, la relazione del professore Tullio Faustino Ossanna OFMConv, della Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura", ha sintetizzato acutamente i tratti essenziali dell'uomo Kolbe, evidenziandone i più salienti aspetti antropologici che, alla luce della personale esperienza di donazione totale a Maria e al prossimo, lo rendono a tutti "testimone, per l'uomo, di un mondo interiore in cui si realizza la santità. Testimone per Dio, che ama con il cuore di Maria. Testimone e martire per gli uomini bisognosi di salvezza e amore. Testimone e martire per i confratelli ai quali continua a parlare".

 

Secondo giorno del Congresso:

     La seconda giornata ha permesso ai congressisti di addentrarsi nella visione e nell'esperienza teologico-spirituale di san Massimiliano Kolbe. Gli approfondimenti proposti dai relatori hanno tentato di individuare gli elementi chiave, che costituiscono stimolanti punti di partenza per successive ricerche e attualizzazioni. Nella mattinata, il professor Alfonso Pompei, OFMConv, della Pontificia Facoltà Teologica "San Bonaventura", ha sintetizzato in cinque punti - sulla scorta di altrettanti noti trattati di teologia - il pensiero del Santo, dimostrando come, entro i suoi scritti, pur frammentari, si individua una coerente visione teologica, che trova origine nel cuore della scuola di pensiero francescana. Entro tale visione teologica francescana il prof. Luigi Iammarrone OFMConv, anch'egli del Seraphicum, ha ribadito soprattutto la caratterizzazione dei motivi cristologici e mariologici che hanno illuminato l'attività apostolica di P. Kolbe e costituiscono il nerbo della sua riflessione dottrinale, la quale non è altro che "apostolato francescano teologicamente teorizzato e perfettamente vissuto". Intervento particolarmente apprezzato è stato quello del professore Rocco Bottiglione, dell'Università San Pio V di Roma. Egli si è soffermato sul rapporto tra la testimonianza esistenziale offerta da Massimiliano Kolbe e le contraddizioni filosofiche culturali e spirituali del secolo XX, di cui il campo di concentramento di Auschwitz è drammatico segno. Esso "è simbolicamente la croce del Novecento, e Massimiliano Maria Kolbe è l'uomo che, affidato a Cristo attraverso l'Immacolata, ne capovolge il significato proprio come il sacrificio di Gesù ha capovolto nella storia il significato della croce".

     Il pomeriggio è stato dedicato alla dimensione spirituale propria di Padre Kolbe. La relazione del professor Jesús Castellano Cervera, OCD, della Pontificia Facoltà Teologica "Teresianum", ha condotto i partecipanti lungo le tappe dell'itinerario spirituale del Santo francescano, non a partire da schemi classici, ma nella individuazione della originale azione dello Spirito in lui. Non sono mancati opportuni confronti con altri Maestri della tradizione, permettendo così al relatore di concludere come in Kolbe prevalga "l'esperienza mistica dell'Immacolata, che lo apre al mondo trinitario e apostolico. La sua mistica è teologica e soteriologica. Kolbe è un mistico apostolo e un apostolo mistico". Sulla stessa linea si è mosso, scandagliando altri aspetti, il professor François-Marie Léthel OCD, anch'egli del "Teresianum". Lo studioso ha voluto dimostrare come il linguaggio mistico di P. Kolbe sia allo stesso tempo linguaggio di amore e linguaggio teologico, fondato e motivato dall'assoluta e illimitata disponibilità dinanzi al progetto di Dio, disponibilità di cui Maria è modello compiuto. In continuità tematica, anche la relazione del professor Angelo Amato SDB, della Pontificia Università Salesiana, ha interpretato il senso della centralità di Maria nell'itinerario spirituale di san Massimiliano, una centralità "interamente all'insegna della salvezza delle anime attraverso l'offerta della sua vita all'Immacolata, con una devozione appassionata e totalizzante". Il relatore ha precisato che "questo totus tuus mariano, vissuto integralmente da Kolbe, non è una dolce mania, espressione di una pietà ingenua e superficiale, ma una formidabile verità di fede con solide motivazioni teologiche e con grande valore psico-dinamico". Dopo aver dimostrato che la spiritualità mariana di P. Kolbe è autenticamente trinitaria, ecclesiale, antropologica e apostolica, il professor Amato ha concluso sottolineando la rilevanza di un altro aspetto dell'esperienza-Kolbe: "è l'immissione nella Chiesa e nel mondo di uno sconfinato amore del prossimo, che si concretizza nell'accoglienza e difesa della vita, soprattutto della vita debole ed emarginata; in un atteggiamento di misericordia e di pace, contro ogni rigurgito di odio e di guerra; in un impegno di comunione e di condivisione, contro ogni discriminazione e divisione; nello zelo di annunciare la verità, contro i centri e i poteri della menzogna e dell'inganno. Si tratta di un vero e proprio processo di inculturazione mariana, che rende presente il Vangelo di Gesù nella società, nell'arte, nei mezzi di comunicazione sociale, nella scienza, nella stampa, nella cultura".

Terzo e ultimo giorno del Congresso:

     I presenti percepiscono già netta l'impressione che il simposio in atto costituisca un evento culturale di rilievo, un suggestivo punto di partenza per nuovi scenari di ricerca e di attualizzazione del messaggio kolbiano, sulla linea dell'interdisciplinarietà che ne ha caratterizzato l'impostazione metodologica. I contributi dei relatori presentano Padre Kolbe - pensiero e azione - entro le aree tematiche dell'evangelizzazione e del dialogo ecumenico ed interreligioso. Mons. Sergio Lanza, docente della Pontificia Università Lateranense, ha tracciato le idee-forza dell'opera evangelizzatrice di Padre Kolbe, che, secondo il suo giudizio, "rappresenta una testimonianza ante litteram di quella carità presbiteriale nella quale si incardina e qualifica tutta la spiritualità presbiteriale". Nell'apostolo di Niepokalanów, infatti, carità pastorale e santità sono un tutt'uno mediante l'offerta di sé a Dio Trinità, attraverso la consacrazione piena all'Immacolata. Il relatore ha sottolineato più volte l'attualità dello spirito e delle prospettive di evangelizzazione vissuti da san Massimiliano, che egli trova profeticamente in sintonia con gli orientamenti della Redemptoris missio e, più recentemente, della Novo millennio ineunte. Sulla particolare esigenza di inculturazione del Vangelo nella missione kolbiana ha indagato il professor Jesús Lopez-Gay, SJ, della Pontificia Università Gregoriana. Fenomeno di inculturazione che il docente interpreta a partire dal vissuto apostolico del Santo, supportando la propria ricerca con una molteplicità di riferimenti e significative testimonianze. Operando l'approccio al concetto di missione "alla luce dell'amore del Padre che invia il suo Figlio e lo Spirito Santo per la salvezza e la santificazione degli uomini e del mondo", con un'accentuazione particolare del ruolo dello Spirito e di Maria, egli mette in evidenza "il fondamento pneumatologico dell'inculturazione operata dal missionario-Kolbe, che si dimostra così un vero precursore del Vaticano II". Un contributo originale alla comprensione della multiforme figura di san Massimiliano è stato offerto dalla professoressa Giulia Paola Di Nicola, dell'Università di Chieti. Tema dell'intervento: la dimensione femminile-materna iscritta nella vocazione francescana e nel particolare carisma dell'apostolo martire. E' stato uno degli interventi più apprezzati, che ha offerto una lettura antropologica dell'identità kolbiana alla luce dell'idealtipo del cavaliere da lui assunto per esprimere il rapporto di amore e di donazione totale alla Donna, l'Immacolata. Nell'immagine storico-simbolica del Cavaliere "è implicito un modello di rapporto uomo-donna non fondato sull'interesse né sulle leggi, né sulla gerarchia, ma sull'amore gratuito, premuroso e fedele".

     La sessione pomeridiana, autorevolmente presieduta da sua Eccellenza Rino Fisichella, Vescovo ausiliare di Roma, ha esplorato l'area ecumenica ed interreligiosa, con il contributo del Pastore valdese Giorgio Bouchard di Torino, che ha presentato una sua interpretazione della figura di P. Kolbe collocandola nel succedersi delle vicende connesse al periodo storico della seconda guerra mondiale. Una ammirata esposizione di tono autobiografico quella del Bouchard, il quale affermava in conclusione che, nonostante le difficoltà - dalla visuale Valdese - nell'accogliere la teologia mariana di Kolbe, evangelici, protestanti storici o pentecostali non hanno "alcuna esitazione a discernere nella sua vita e nella sua morte una testimonianza dalla quale non si può prescindere quando si vuole tracciare un 'bilancio cristiano' del XX secolo". Sulla dimensione del dialogo interreligioso si è intrattenuto infine il professor E. Piacentini, OFMConv, che ha documentato ampiamente l'atteggiamento positivo e dialogante di P. Kolbe in rapporto agli esponenti di altre religioni con i quali egli veniva in contatto, in particolare gli ebrei, in un momento storico in cui subivano vessazioni di ogni tipo.

Tavola Rotonda

Il Congresso si è concluso con una tavola rotonda animata dai professori Attilio Danese, docente di antropologia filosofica all'Università di Chieti; Renzo Bertalot, Valdese, docente presso la Facoltà Teologica "Marianum" di Roma; Celestinus Stanislaw Napiórkowski, OFMConv, docente di teologia dogmatica mariologia ed ecumenismo nell'Università Cattolica di Lublino; il Prof. Ignacio Calabuig, OSM, preside della Pontificia Facoltà Teologica "Marianum". Quattro diverse prospettive a confronto per sintetizzare le linee emergenti della lettura interdisciplinare della complessa "eredità kolbiana", che qui non anticipiamo neppure in sintesi, intendendo espressamente rimandare i lettori alla trattazione ampia e completa degli Atti, la cui pubblicazione il Centro Internazionale della Milizia dell'Immacolata sta alacremente preparando. Gli Atti, già tanto attesi, diranno se il Congresso ha raggiunto gli obiettivi previsti. Certamente ha contribuito a rimarcare la convinzione che lo spirito aperto di san Massimiliano sollecita ancora oggi a volare alto, con intuito creativo, in aderenza dinamica alla linfa del patrimonio francescano e agli orientamenti della Chiesa.

 

 

 

 

 

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