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27 SETTEMBRE 2001               

     Ultimo giorno di un Congresso che costituisce un importante e suggestivo punto di partenza per individuare nuovi scenari di ricerca e di attualizzazione del messaggio kolbiano, nella linea dell' interdisciplinarietà che ha caratterizzato queste giornate. I Relatori di oggi hanno offerto il loro contributo con particolare riferimento alle aree dell'evangelizzazione, del dialogo ecumenico ed interreligioso.

     Il Professor S. Lanza, si è soffermato ad evidenziare le idee-forza dell'opera evangelizzatrice del Kolbe, che, secondo il suo giudizio, "rappresenta una testimonianza ante litteram di quella carità presbiterale nella quale si incardina e qualifica tutta la spiritualità presbiterale", poiché in lui carità pastorale e santità sono un tutt'uno mediante l'offerta di sé a Dio Trinità, attraverso la consacrazione all'Immacolata, come sua proprietà. Il Relatore ha sottolineato più volte l'attualità dello spirito e delle prospettive dell'evangelizzazione vissuta da san Massimiliano, che lo trova profeticamente in sintonia con quanto indicato dalla Redemptoris missio e, più recentemente, dalla Novo Millennio Ineunte.

     Sul particolare aspetto dell'inculturazione del Vangelo nella missione kolbiana, ha indagato il Professor J. Lopez-Gay, interpretandola a partire dal vissuto apostolico del Santo, supportando la sua ricerca con una molteplicità di fonti e testimonianze. L'approccio alla "missione alla luce dell'amore del Padre che invia il suo Figlio e lo Spirito Santo per la salvezza e la santificazione degli uomini e del mondo", con un'accentuazione particolare del ruolo dello Spirito e di Maria, mette in evidenza il fondamento pneumatologico dell'inculturazione operata dal missionario-Kolbe, che si dimostra così un vero precursore del Vaticano II.

     Un contributo originale alla comprensione della poliedrica figura di Massimiliano Kolbe è stato offerto dalla Professoressa G. P. Di Nicola la quale ha sviluppato la sua relazione sulla dimensione femminile-materna iscritta nella sua vocazione e nel suo carisma, interpretandola alla luce dell'idealtipo del cavaliere da lui assunto per esprimere il rapporto di amore e donazione totale all'Immacolata, poiché in esso "è implicito un modello di rapporto uomo donna non fondato sull'interesse né sulle leggi, né sulla gerarchia ma sull'amore gratuito, premuroso e fedele".

     La sessione pomeridiana, aperta da Sua Ecc. Rino Fisichella, Vescovo ausiliare di Roma, ha esplorato l'area ecumenica ed interreligiosa, grazie al contributo del Pastore valdese G. Bouchard che ha presentato la sua interpretazione della figura del Kolbe collocandola nel succedersi delle vicende connesse al periodo storico della seconda guerra mondiale. Il Relatore ha concluso la sua testimonianza affermando che, nonostante le difficoltà nell'accogliere la teologia mariana di Kolbe, evangelici, protestanti "storici" o pentecostali non hanno "alcuna esitazione a discernere nella sua vita e nella sua morte una testimonianza dalla quale non si può prescindere quando si vuole tracciare un 'bilancio cristiano' del XX secolo".

     Sulla dimensione del dialogo interreligioso si è intrattenuto il Professor E. Piacentini, documentando ampiamente l'atteggiamento positivo e dialogante del Kolbe in rapporto ai rappresentanti di altre religioni con i quali veniva in contatto, in particolare gli ebrei, in un momento storico in cui subivano vessazioni di ogni tipo.

     Il Congresso si è concluso con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i Professori A. Danese, R. Bertalot, S. C. Napiorkowski e I. Calabuig che, partendo dalle loro diverse prospettive, hanno offerto ai Congressisti qualificati e stimolanti orientamenti per l'ulteriore cammino di approfondimento che questo Simposio ha dischiuso, suscitando il desiderio di intraprenderlo con determinazione per meglio comprendere e condividere la ricchezza e fecondità dell'eredità kolbiana in vista di un'evangelizzazione sempre più dinamica, creativa ed intraprendente alla quale tutti, nella Chiesa, siamo più che mai chiamati in quest'alba del terzo millennio.

 

 

 

 

 

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