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26 SETTEMBRE 2001               

     Giornata densa quella che ha visto i congressisti impegnati ad addentrarsi all'interno della visione e dell'esperienza teologico-spirituale di san Massimiliano Kolbe. Gli approfondimenti sono stati proposti da eccellenti relatori i quali, a partire dalle loro differenti specializzazioni, hanno cercato di individuare gli elementi chiave che costituiscono stimolanti punti di partenza per successive ricerche e attualizzazioni.

     Il Professor A. Pompei, in cinque punti, aderenti ai vari trattati teologici, ha sintetizzato il pensiero del Santo, dimostrando come, dietro i frammentari scritti kolbiani, si individua una coerente visione teologica, che trova origine all'interno della scuola di pensiero francescana.

     Tale argomento è stato l'oggetto specifico della relazione del Professor L. Iammarrone, il quale si è soffermato soprattutto sulla concretizzazione dei motivi cristologici e mariologico-francescani che hanno caratterizzato e illuminato l'attività apostolica del Kolbe, la quale "è apostolato francescano teologicamente teorizzato e perfettamente vissuto sino al ritorno del Signore Gesù al termine della storia umana".

     Un intervento particolarmente apprezzato è stato quello del Professor R. Buttiglione il quale si è soffermato sul rapporto intercorrente tra la testimonianza esistenziale offerta da Massimiliano Kolbe e le contraddizioni filosofiche, culturali e spirituali del secolo XX di cui il campo di concentramento di Auschwitz è drammatico segno. Esso "è simbolicamente la croce del Novecento e Massimiliano Maria Kolbe è l'uomo che, affidato a Cristo attraverso l'Immacolata, ne capovolge il significato proprio come il sacrificio di Gesù ha capovolto nella storia il significato della croce".

     Il pomeriggio è stato dedicato alla dimensione della spiritualità propria di padre Kolbe. La relazione del Professor J. Castellano Cervera ha condotto i partecipanti a ripercorrere le tappe dell'itinerario spirituale del Santo, non a partire da schemi classici, ma cercando di individuare l'originalità dell'azione dello Spirito in lui. Non sono mancati opportuni confronti con altri Maestri spirituali della tradizione; ciò ha permesso al Relatore di concludere evidenziando che in Kolbe prevale "l'esperienza mistica dell'Immacolata che lo apre ad un mondo trinitario e apostolico. La sua mistica è teologica e soteriologica. Kolbe è un mistico apostolo e un apostolo mistico".

     Sulla stessa linea, ma approfondendo, si è mosso il Professor F.M. Léthel, il quale ha voluto mostrare come il linguaggio mistico del Kolbe sia allo stesso tempo linguaggio d'amore e linguaggio teologico, fondato e motivato dall'assoluta e illimitata disponibilità dinanzi al progetto di Dio, disponibilità di cui Maria è il modello compiuto.

    In continuità, la relazione del Professor A. Amato ha interpretato il senso della centralità di Maria nell'itinerario spirituale di san Massimiliano affermando che esso " è interamente all'insegna della salvezza delle anime attraverso l'offerta della sua vita all'Immacolata, con una devozione appassionata e totalizzante". Il Relatore ha precisato che "questo totus tuus mariano, vissuto integralmente dal Kolbe, non è una dolce mania, espressione di una pietà ingenua e superficiale, ma una formidabile verità di fede con solide motivazioni teologiche e con grande valore psico-dinamico". Dopo aver ampiamente dimostrato che la spiritualità mariana del Kolbe è autenticamente trinitaria, ecclesiale, antropologica e apostolica, il Professor Amato ha concluso affermando che un suo aspetto rilevante "è l'immissione nella Chiesa e nel mondo di uno sconfinato amore del prossimo, che si concretizza nell'accoglienza e difesa della vita, soprattutto della vita debole ed emarginata; in un atteggiamento di misericordia e di pace, contro ogni rigurgito di odio e di guerra; in un impegno di comunione e di condivisione, contro ogni discriminazione e divisione; nello zelo di annunciare la verità, contro i centri e i poteri della menzogna e dell'inganno. Si tratta di un vero e proprio processo di inculturazione mariana, che rende presente il Vangelo di Gesù nella società, nell'arte, nei mezzi di comunicazione sociale, nella scienza, nella stampa, nella cultura."

 

 

 

 

 

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