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25 SETTEMBRE 2001: LA PRIMA GIORNATA DEL CONGRESSO KOLBE |
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Una giornata piena di contenuti e sollecitazioni, è stata quella che oggi il Congresso
Internazionale su san Massimiliano Kolbe, ha offerto ai suoi partecipanti. Temi di
interesse storico, antropologico e spirituale, si sono alternati, per dare un'immagine
pressoché sintetica dell'uomo Kolbe e della realtà storica nella quale è vissuto ed ha
operato creativamente.
I lavori sono stati aperti dall'intervento del Professor Antiseri, il quale ha indagato in maniera ermeneutica sulla visione epistemologica del P. Kolbe, rilevandone la modernità, da individuare nella concezione della scienza intesa come ipotesi e mai come certezza, tipica del nostro post-moderno. Quasi immagine della contemporaneità Kolbe, secondo la rilettura del Professor Rumi "è uno specchio che riflette con drammatica efficacia il volto dell'uomo contemporaneo, lui animato sì da una fede altissima e feconda, ma pur sempre inciso dalle speranze e dalle cadute del secolo che ha chiuso il secondo millennio". Su questo tempo si è soffermato in maniera puntuale, il professore Gonzales-Fernandez, cercando di illustrare le ideologie che lo hanno caratterizzato e con le quali ha dovuto confrontarsi il Kolbe, ricercando le necessarie strategie apostoliche per rispondere ad esse in maniera incisiva. In questo senso sulla scia di Von Balthasar, il Relatore ha concluso il suo intervento, lasciando agli uditori di "giudicare il significato di San Massimiliano come grazia data da Dio alla Chiesa e al mondo, in un momento particolarmente tragico e confuso; egli è certamente una profezia, un miracolo e una pagina del Vangelo di Cristo per tutti". Tale realtà trova conferma nel fatto che il Kolbe ha anticipato quello che sarebbe stato il programma missionario di tutto il pontificato di Pio XI, il quale secondo quanto affermato dal Professore Veneruso, sulla scorta di una ricerca approfondita delle fonti, ebbe con P. Kolbe contatti diretti e personali. Nel pomeriggio le relazioni hanno permesso di guardare al pensiero mariologico del Santo, penetrandone però anche il carisma organizzativo a servizio dell'evangelizzazione, e la profonda umanità e tensione costante verso il completo dono di sè. In particolare il Professor Salvatore Perrella, della Pontificia Facoltà Teologica "Marianum", ha centrato la sua relazione sulla visione kolbiana del mistero dell'Immacolata Concezione, individuandone l'originalità e suggerendo come ulteriore pista di approfondimento la valorizzazione della "dimensione soteriologica della sua dottrina". Tale spinta verso l'uomo da condurre alla piena realizzazione in Cristo, ha trovato in Kolbe, secondo l'intervento del Professore Dysczewski, dell'Università Cattolica di Lublino, un "organizzatore geniale", capace di coinvolgere "un ampia cerchia di collaboratori": un animatore e un leader che "sa proporre gli obbiettivi dell'azione e i metodi per realizzarla, assegnando compiti, definendo metodi e tempo di esecuzione". A conclusione della giornata, la relazione del Professore Ossanna, ha sintetizzato acutamente i tratti essenziali dell'uomo Kolbe, evidenziandone i più salienti aspetti antropologici che, alla luce della sua esperienza di donazione totale a Maria e al prossimo, lo rendono testimone "per l'uomo di un mondo interiore in cui si realizza la santità. Testimone per Dio, che ama con il cuore di Maria. Testimone e martire per gli uomini bisognosi di salvezza e amore. Testimone e martire per i confratelli ai quali continua a parlare". La giornata di domani, sarà ulteriormente caratterizzata dalla riflessione sul pensiero teologico del Kolbe e sulla sua spiritualità. |
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